Giovani, innovazione e ambiente. Il modello D’Alba (dopo il Salento) punta a sedurre Foggia

Un momento del convegno
Un momento del convegno

Innovazione sociale ed esperienze si sono confrontate per rilanciare la riqualificazione territoriale. A Borgo Segezia, nell’ambito della due giorni convegno organizzato dalla Cooperativa San Giovanni di Dio ed Euromediterranea “Zero Volumi. Alte Frequenze di Innovazione” è stata la volta di Michele d’Alba, patron del Gruppo Tre Fiammelle, che nel corso dell’incontro si è rivolto a consigli e moniti ai giovani presenti in platea. “È tempo di osare, di sognare”, questo il messaggio lanciato a Segezia da D’Alba.
Il presidente del Gruppo Tre Fiammelle non si è risparmiato e ha illustrato le nuove strategie della società, tra innovazione e riqualificazione territoriale. “Sono cose che molti foggiani non conoscono, perché preferisco tenere un basso livello, ma è anche giusto che si sappiano – ha esordito l’imprenditore -. Se non fossi stato caparbio – rivolgendosi ai tanti giovani in platea – non avremmo oggi una lavanderia da 10mila metri quadrati in zona Asi ad Incoronata, che dà occupazione a 100 persone. Venticinque anni fa ho cominciato questo percorso ed avevamo tutti contro, ed oggi parliamo della lavanderia più avanzata d’Italia, con tecnologie d’avanguardia. Senza il mio sogno quelle 100 persone sarebbero ancora nella platea già folta dei disoccupati della nostra terra”.

michele d'alba 1Una conoscenza del mondo cooperativistico che viene da lontano e che nel tempo si è arricchito di collaborazioni strettissime con il mondo della cooperazione del Nord, “capace di rischiare e spingersi nel futuro”. Un modello portato nel territorio, con progetti come quelli di efficientamento energetico per gli immobili comunali che saranno presto attivati nel Salento, “dove sono meno sordi alla modernità rispetto a Foggia”. Una nuova strategia imprenditoriale che si affianca a quelle già lanciate della lavanderia, delle pulizie e del socio-sanitario. “Da qualche tempo la proposta è quella di rimettere in sicurezza immobili pubblici – ha dichiarato – sostituendo impianti arcaici, abbattendo così i costi del 30 per cento in cambio di royalties. Al Nord questo sistema è in voga da tempo, ma qui ci sono ostacoli perché vi è diffidenza e così il patrimonio pubblico non viene rigenerato. Al momento il nostro territorio non è interessato, mentre dal Salento la nostra idea è stata accettata positivamente. Con piccole azioni, come il cambio delle luci o degli infissi si crea indotto ed occupazione” – ha poi proseguito. Un core business moderno, dunque, che anche in mancanza di una disponibilità economica dei Comune, può portare una riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente. “Una lampadina al led costa tre volte una normale ma fa risparmiare il 30-40% in consumi. Per questo è necessario capire quanto il Comune spende per l’immobile, così che io azienda ti cambio tutto con i miei soldi e l’amministrazione continua sì a pagarmi la stessa cifra, ma continuando a darmi per tre anno il valore della spesa inscritta in bilancio. Io al quarto poi ti riconosco il 10%. Il guadagno è netto, perché l’azienda non avrà di certo speso un milione, però ha fatto l’investimento degli impianti. E il Comune si ritrova un immobile nuovo ed un indotto intero avrà lavorato”, ha chiosato D’Alba.

Al centro, Raffaele De Nittis
Al centro, Raffaele De Nittis

Nel corso del suo intervento, non è mancato il messaggio ai giovani, dal quale bisogna ripartire per dare linfa nuova ad un territorio spesso immobile. “Quando ho iniziato al fianco di mio padre avevo 24 anni e tutti mi ritenevano troppo giovane rispetto a quello che proponevo. C’era una classe dirigente immobile – le sue parole – che frenava lo sviluppo. Spesso si crede che il giovane debba fare tutta la gavetta e così è saltata un’intera generazione. Ai giovani dico di fare rete – ha insistito D’Alba – mettendo le proprie idee insieme, in modo da poterle sviluppare”.
Evitare invidie, migliorarsi, e credere sempre nelle crescita: questo il credo dell’imprenditore. “Guardate la San Giovanni di Dio, oggi guidata da un giovane rampante come Raffaele de Nittis, come è cresciuta, fino ad essere una realtà riconosciuta. Vi dico – ha concluso rivolto ai ragazzi- avete buone idee e come gruppo sono disposto a collaborare ed aiutarvi”. 

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