Pippo Baudo “guest star” alla Camera dei Deputati per il nuovo libro di Gennaro Pesante

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13265959_505110736358549_6041306488629378811_nNuovo libro per Gennaro Pesante, stavolta con una “guest star” d’eccezione, il grande Pippo Baudo. Pesante, giornalista di Manfredonia da tempo nell’ufficio stampa della Camera dei Deputati, è tornato ad analizzare le sue due grandi passioni, politica e televisione. E lo ha fatto nel libro “I politici e il controllo della televisione“, presentato stamattina nella Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio. Con lui il Pippo nazionale, autentico mostro sacro del piccolo schermo che al giornalista ha concesso un’intervista tutta da leggere all’interno del libro. Con Pesante e Baudo, Giorgio Lainati, Vincenzo Vita e Roberto Natale.

L’autore ha ricordato gli anni ’80, quelli della tv di qualità: da Baudo a Minoli fino a Goldrake. Mixer, Domenica In e tutte quelle trasmissioni e rotocalchi che hanno fatto la storia del nostro paese. “Una televisione di un altro tempo”, l’ha definita Pesante. E oggi che tv è e dove andrà a finire? Ne ha parlato Baudo: “Non so che fine farà. Ma resta mezzo fondamentale per alzare la qualità del paese e rendere gli italiani colti e informati. Non apprezzo i talent perché i giovani scadono dopo un anno”. Pippo di giovani ne sa qualcosa. Il famoso “l’ho inventato io” non è certo nato per caso ma per la maestria del conduttore siciliano di pescare sempre i migliori. Stamattina Baudo ha ricordato quando venne lanciato persino un certo Pavarotti e questo la dice lunga sul “fiuto baudesco”. “Chi fa televisione ha il dovere di pescare il meglio e mettere da parte i prodotti scadenti – ha continuato -. Questo è sempre stato il mio compito. Ho sempre avuto grandi soddisfazioni e ringrazio Gennaro per avermi intervistato. Potevamo dire molte più cose ma ci sarà di certo una seconda edizione”. Per Baudo, il libro di Pesante “è molto interessante perchè racconta un bel periodo del nostro paese. Frastagliato, pieno di idee e personaggi importanti”.

Scheda: “I politici e il controllo della televisione” (Historica edizioni)

41rj69qih0L._SX327_BO1,204,203,200_Oltre 60 anni di televisione e altrettanti di rapporto tra piccolo schermo e politici. Già negli anni cinquanta i parlamentari mettevano in discussione i contenuti dei programmi della tv. Richiamavano al rispetto della verità come all’indipendenza dell’informazione, ma poi reclamavano spazi per se stessi e lanciavano strali contro i “capelloni”. E già all’epoca la polemica diventava anche un atto parlamentare, spesso interrogazioni, cui la tv di Stato veniva chiamata a rispondere. E in tanti anni tutto questo si è più che moltiplicato. Ma non spaventatevi: questo non è un lavoro di ricerca. È invece un racconto per aneddotica che si snoda attraverso una selezione di alcune di quelle volte in cui il politico si è cimentato sulla tv. A volte in modo appropriato.





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