Disastro Enichem, a Manfredonia decessi per tumori a pancreas e polmoni superiori a media regionale

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indagine epidemiologicaA quarant’anni dallo scoppio avvenuto nello stabilimento Enichem, quando una nube contenente dalle 10 alle 30 tonnellate di arsenico si diresse verso la città, Manfredonia inizia ad avere le prime risposte scientifiche dall’indagine conoscitiva sullo stato di salute della popolazione e dell’ambiente. 

Nell’aula consiliare comunale sono stati illustrati i primi risultati dello studio descrittivo commissionato dal sindaco Angelo Riccardi e condotto da una commissione scientifica coordinata da Mariangela Vigotti, ricercatrice dell’Istituto di Fisiologica Clinica di Pisa. Buona, e di molto superiore alla media degli incontri precedenti, la partecipazione, soprattutto da parte delle associazioni operanti sul territorio. I ricercatori di CNR hanno tentato di ricostruire, con le informazioni a disposizione e attraverso modelli di dispersione, le ricadute di quella nube per poter stimare l’esposizione della popolazione.

Oltre ad una valutazione della pressione ambientale, di una revisione delle conoscenze tossicologiche sulle sostanze inquinanti presenti ed una valutazione dello stato attuale di salute della popolazione residente, avvalendosi anche di precedenti studi su Manfredonia, è stato predisposto un protocollo per l’aggiornamento della coorte dei lavoratori che erano presenti in azienda il giorno dello scoppio e nei giorni successivi. La coorte fu già oggetto di studio da parte dell’Istituto Superiore di Sanità nell’ambito di un procedimento penale disposto dalla Procura della Repubblica di Foggia. Già in quel lavoro, pur con un follow up limitato, le analisi stratificate per latenza mostravano eccessi di tumore polmonare tra i lavoratori rispetto alla popolazione regionale. L’aggiornamento di questo follow-up ha consentito di ottenere risultati più robusti. A poco più di un anno dalla presentazione dello studio nato dalla collaborazione Comune-Asl Foggia e CNR, i primi risultati hanno mostrato più ombre che luci sullo stato di salute della popolazione. All’andamento della mortalità generale, che a Manfredonia presenta valori inferiori alla media provinciale e regionale, fa da contraltare l’aumento delle forme tumorali, soprattutto nelle donne. Nell’insieme dei tumori maligni, Manfredonia si allinea tuttavia alla media regionale. In aumento invece tumori allo stomaco e soprattutto ai polmoni, patologia associabile all’esposizione alle polveri di arsenico. 

Superiori alla media regionale risultano anche i decessi a seguito di tumori al pancreas e la mortalità per eventi coronarici acuti. Dunque dai primi risultati resi pubblici riguardo l’indagine sulla mortalità generale, emerge che dal 1970 la popolazione di Manfredonia ha progressivamente perso il “vantaggio” che aveva rispetto al resto della Puglia.

Il sindaco Riccardi, che ha fortemente voluto questo studio, dopo aver sottolineato il lavoro scientifico della commissione, finalizzato alla risultanza di riscontri univoci “incontestabili”, ha ribadito l’importanza storica della ricerca in atto. “Un grande ringraziamento – ha affermato – va a chi anima la partecipazione, e mi riferisco al coordinamento cittadino nato all’indomani della presentazione del progetto. Sui processi di bonifica del sito, tema di importanza capitale, negli ultimi cinque anni i tempi sono stati più rapidi ed i risultati ottenuti sono importanti, anche se ci sono questioni che vanno ancora ben definite”.

IL DOSSIER

Le analisi sulla mortalità sono basate sui dati ISTAT. Le analisi concernono tutta la popolazione residente, suddivisa in periodi, sesso e causa. Per ogni periodo, si sono scelti come popolazioni con cui fare confronti, la regione Puglia (1970-2013) e la provincia di Foggia (1980-2013). Schermata 2016-05-20 alle 14.33.14L’andamento della mortalità generale presenta tra i residenti nel Comune di Manfredonia valori sempre inferiori a quelli delle popolazioni di riferimento, regionale e provinciale. In particolare, al netto dell’invecchiamento della popolazione, rispetto alla Regione (posto come indice=100) si passa negli uomini da un valore di 79 nei primi anni settanta a un valore di 91 nell’ultimo periodo disponibile (2012-13) e per le donne da 81 a 101 (perdendo quindi il vantaggio iniziale sulla media regionale). Come frequenza si passa, negli uomini, da 39 decessi annuali in meno rispetto alla Regione nei primi anni settanta a 23 decessi in meno nell’ultimo periodo analizzato, e per le donne da 30 decessi annuali in meno a tre decessi in più della media regionale. Questo significa che rispetto agli anni 70, nell’ultimo periodo si registra un decesso in più al mese negli uomini e due decessi in più al mese tra le donne. Questa tendenza ad una progressiva omologazione ai valori regionali e provinciali, con le donne che nell’ultimo periodo si portano addirittura su valori superiori alla media regionale, è presente in tutti i grandi gruppi di cause. Per i decessi dovuti alle malattie cardiovascolari, i valori nell’ultimo periodo 2012-13 per gli uomini sono di 82 e di 102 nelle donne; per la mortalità respiratoria, i valori sono di 68 tra gli uomini e 103 tra le donne; e, infine, per le malattie dell’apparato digerente, di 79 negli uomini e di 117 nelle donne.

Per l’insieme dei tumori maligni, invece, Manfredonia si mostra allineata alla media regionale sin dagli anni settanta: il valore per gli uomini è 100, cioè identico alla media regionale, e per le donne invece da 93 nei primi anni settanta si porta a 102 nel 2012-13. Il tumore allo stomaco presenta, negli uomini, due decessi annui in più nell’ultimo periodo.

La mortalità per tumore al polmone, patologia associata ad esposizione a arsenico, si mostra in crescita negli uomini, passando da circa un decesso annuo in meno negli anni settanta rispetto alla media regionale a 2 decessi annui in più nell’ultimo periodo (3 in più se ci riferiamo alla provincia di Foggia).
Tra le donne la mortalità per tumore polmonare è sempre superiore alla media regionale e mostra due decessi annui in più nel biennio 2012-2013.

Anche i decessi per tumore al pancreas sono superiori alla media regionale negli uomini e nelle donne, con valori indice di 121 e 125 rispettivamente. I tumori della sfera femminile (mammella, utero e ovaio) risultano tendenzialmente superiori alla media regionale, complessivamente quattro decessi in più sulla media regionale. Aumenti rispetto alla media regionale sono presenti nell’ultimo periodo considerato per: malattie del sistema nervoso centrale; malattie cerebrovascolari e malattie dell’apparato digerente Approfondendo l’analisi per classi di età, si rileva, nei periodi più recenti, un peggioramento della mortalità generale sia negli uomini sia nelle donne con età compresa tra 15 e 59 anni. La mortalità maschile per tumore al polmone nella stessa classe di età è in crescita negli uomini e dai primi anni’90 ha superato i valori sia regionali sia provinciali.
La mortalità per il tumore polmonare mostra un aumento per le coorti di nascita che avevano meno di 50 anni al momento dell’incidente del 1976, con 14 decessi in più sulla media regionale nell’arco di tempo esaminato.

La mortalità per eventi coronarici acuti per gli uomini tra 15 e 59 anni si mostra in eccesso rispetto alla media regionale nel periodo 2006-11, con quasi un decesso in più in media all’anno.

La sintesi dei primi risultati quindi:

1- Per quanto riguarda la mortalità generale, dal 1970, la popolazione di Manfredonia ha progressivamente perso il vantaggio che aveva rispetto alla regione ed alla provincia.

2- Questo è vero in particolare per le malattie cardiovascolari mentre non vi sono differenze dalla media regionale o provinciale per l’insieme dei tumori maligni.

3- Dagli anni duemila, la mortalità per infarto del miocardio è in eccesso sulla media regionale e provinciale sia per gli uomini e sia per le donne, nelle età più giovani. Questo andamento è coerente con quanto osservato in popolazioni che hanno subito eventi traumatici e gravi conflitti sociali.

4- La mortalità per tumore polmonare, di speciale interesse considerata l’esposizione ad arsenico della popolazione, mostra un eccesso sulla media regionale e, in particolare, provinciale, a partire dagli anni 2000. Le coorti di nati che avevano tra i 15 e i 49 anni al momento dell’incidente del 1976 mostrano una frequenza maggiore dell’atteso che si può riassumere con 14 casi in eccesso sulla media regionale.

I primi risultati dello studio mostrano, con qualche incertezza statistica, luci ed ombre sullo stato di salute della popolazione. I dubbi sugli eventuali effetti nocivi dell’inquinamento ambientale subìto escono rafforzati. Bisogna chiarire i nessi con quanto è successo. Le richieste e il controllo delle azioni di bonifica e riqualificazione nell’area di Manfredonia e il presidio di monitoraggio epidemiologico sono prioritari. Il progetto “Indagine conoscitiva sullo stato di salute della popolazione e dell’ambiente nella Città di Manfredonia” continua con gli approfondimenti relativi agli analisi dei ricoveri, l’avvio della ricostruzione della coorte dei residenti e lo studio sui lavoratori presenti nello stabilimento nei giorni successivi all’incidente del 1976.

Nella tabella sono riportati per i periodi esaminati il numero di decessi, il rapporto standardizzato di mortalità con l’intervallo di confidenza al 90% (consiste nel valore di mortalità rispetto alla media regionale presa uguale a 100) e il numero di decessi attribuibili alla specificità di Manfredonia, al netto della struttura demografica per età e sesso (se di segno negativo significa che ci sono meno decessi annui rispetto alla media regionale, se positivi in più).