“Non sono loro i padroni di Foggia ma lo Stato”. Presi i banditi che assaltarono il caveau Np Service

Si chiude (ma non del tutto) una storia lunga lunga un anno e mezzo. Dal giugno 2014 fino ad oggi, giorno dell’arresto di 12 persone (2, incluso il capo della banda, sono ancora ricercati) per l’assalto al caveau della Np Service di Foggia. I banditi, tutti assaltatori di professione, organizzati con tecniche paramilitari, misero a ferro e fuoco la città bloccando alcune delle principali arterie del capoluogo. Sfondarono la struttura al Villaggio Artigiani e bruciarono alcuni mezzi per bloccare le strade. Solo l’intervento della polizia riuscì a sventare l’assalto.

“Modalità inedite e allarmanti – ha detto stamattina il procuratore Leonardo Leone De Castris -, come se fossero i padroni della città. Ma oggi abbiamo dimostrato che l’unico padrone è lo Stato. Il nostro istinto è quello di dare risposta immediata a tali eventi ma nel processo penale non sempre è possibile. Noi puntiamo a fare i processi e a vincerli. Più la criminalità alza la mira più ci terrà pronti dopo”.

Da sinistra, Cortese, Pensa, Silvis e De Castris
Da sinistra, Cortese, Pensa, Silvis e De Castris

Gli arrestati

Manette per Savino Costantino, classe ’69 (alias Capatosta), Giuseppe Iaculli, ’72, Gianfranco Specchio, ’74 (alias Cinquecento), Pasquale Menniello, ’73, Filippo Cirulli, ’65, Antonio Russo, ’70 (alias U Barone), Martino Natale, ’77 (alias Tempo Zero), Vito Franco, ’65 (alias Il Pilota), Piero Mesecorto, ’88, Vincenzo Lavacca, ’70, Gerardo Russo, ’72 e Luigi Saracino, ’94. Irreperibili il 42enne Pasquale Saracino (alias Lino u’ nerg, capo della banda e padre di Luigi) e Antonio Braschi, classe 1978. Quasi tutti cerignolani questi soggetti, tranne Menniello di Venosa, Antonio e Gerardo Russo di Orta Nova, Natale sempre di Orta Nova, Vito Franco di Bari, Lavacca di Bitonto e Mesecorto di Bari. Tutti in carcere tranne Luigi Saracino e Gerardo Russo, finiti ai domiciliari.

Presente stamattina in procura anche Renato Cortese dello Sco (Servizio centrale operativo). “Oggi si è chiuso un buon lavoro – ha detto -. A Foggia una realtà molto frizzante. Sono emersi spregiudicatezza e arroganza con cui questa gente manifesta forme di violenza. Sono personaggi di estrema pericolosità”.

Indagati

“Un’attività professionale e industriale” 

Schermata 2016-01-29 alle 12.52.21A coordinare le indagini il pm Rosa Pensa. “Abbiamo fermato lo zoccolo duro della banda, un’associazione a delinquere finalizzata a reati contro il patrimonio attraverso appostamenti e intercettazioni”.

La banda ha assaltato, senza successo grazie all’intervento della polizia, la Np Service di Foggia, il caveau di una banca di Avellino e un portavalori sulla strada ofantina. Episodi sventati grazie alle indagini in corso nei periodi degli agguati. 

Ma la banda era davvero molto organizzata. “Con tanto di cassa comune e mutuo soccorso tra associati. Un’attività professionale e industriale di riciclaggio a tutti gli effetti”.

Antonio Russo di Orta Nova utilizzava come base operativa un’autodemolizione intestata alla moglie. Natale Martino, invece, era il titolare del capannone che faceva da covo ai banditi. Mentre nel Bar Smile” di Cerignola avvenivano lunghe riunioni tra i componenti dell’organizzazione.

L’operazione di oggi ha consentito di sequestrare 5 milioni di beni alla banda. Ora è caccia serrata a Pasquale Saracino e Antonio Braschi.