Il folle amore di un tedesco per il Gargano. A Foggia storia, dipinti e tormenti di Herbert Voss

Da sinistra, Nienhaus, Cristino e Russo

Il tormento e l’arte di Herbert Voss alla Fondazione Banca del Monte di Foggia, in via Arpi. Una mostra presentata stamattina in anteprima alla stampa e da domani aperta a tutti. Voss, poco conosciuto in Germania, apprezzato sul Gargano ma da un pubblico di nicchia, diventa oggi noto grazie all’impegno di Stefan Nienhaus, docente tedesco dell’UniFg, Gaetano Cristino e Guido Pensato, critici d’arte e Saverio Russo, presidente della Fondazione. “Nei quadri di Voss, il Gargano diventa un mito letterario, poetico, figurativo e visivo – dice Russo -. L’artista rese omaggio a uno dei territori meno conosciuti del Meridione d’Italia in quel periodo (il pittore è stato sul Gargano negli anni ’60). Il promontorio – aggiunge il presidente della Fondazione – faceva parte di un’Italia poco nota”. Nella mostra, dove spiccano i quadri ispirati da città come Monte Sant’Angelo (dove Voss ha vissuto), Manfredonia e Mattinata, sono presenti opere di proprietà privata che agli organizzatori è costato molta fatica mettere insieme. Alla fine sono 66 i quadri presenti ma il lavoro per onorare al meglio la figura del pittore è ancora “in progress”. Arriva dalla stessa Fondazione l’idea di creare un sito web e una pagina Wikipedia dedicati all’artista, sempre snobbato ingiustamente in Germania. C’è anche un catalogo che documenta tutta la sua produzione artistica e la sua vita.  

Herbert_VossCuratore della mostra è Nienhaus. Il docente si è occupato della vita di Voss, dal suo impegno in guerra al lavoro di funzionario dello Stato, fino alla passione per l’arte e all’approdo in Puglia. Prima a Bari, poi a Monte. Ed è proprio nella città dell’Arcangelo che Voss rimase folgorato dalla bellezza del Gargano. “Ha avuto tante sfortune ma anche una grande fortuna – spiega Nienhaus -. Ha combattuto in guerra, ha sofferto la fame e ha avuto gravi problemi familiari, separandosi dalla moglie, ma ha scoperto il Gargano e a Monte Sant’Angelo ha ottenuto un’accoglienza indimenticabile. In questa provincia ha trovato una cerchia di persone che lo ha aiutato a organizzare mostre, permettendogli di vivere di sola arte. Quello dal 1960 al 1966 è stato di gran lunga il periodo più felice della sua vita“. Un periodo che, però, non poteva durare oltre. Voss versava in condizioni economiche disperate, tanto da dover tornare in Germania per studiare, lavorare e guadagnare il denaro necessario per poter tornare sul Gargano. Cosa che, purtroppo, non avvenne. Ma nella sua casa di Monte con veduta sul golfo di Manfredonia, Voss ha realizzato forse il meglio delle sue opere. “La caratteristica essenziale del pittore – dichiara Cristino – è sempre stata quella di alternare opere reali ad altre frutto della fantasia. Due mondi sui quali si articola la sua pittura”. I paesaggi sono un insieme di macchie cromatiche, capaci di esaltare al meglio i colori del Gargano. Ma nei suoi quadri spiccano anche luoghi come la chiesa di Siponto, la Foresta Umbra e il campanile di Manfredonia. Ci sono persino alcuni ritratti raffiguranti amici conosciuti a Monte Sant’Angelo. Voss era totalmente ammaliato dalle bellezze della provincia di Foggia e per lui fu un duro colpo ritornare in Germania, dove morì a soli 58 anni.

La mostra sarà inaugurata ufficialmente domani, sabato 31 ottobre alle ore 18, nella sede della Fondazione Banca del Monte in via Arpi 152.