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Home - Trovato fucile sul Gargano, possibile collegamento con clan Libergolis. Era nascosto vicino un terreno del boss

Trovato fucile sul Gargano, possibile collegamento con clan Libergolis. Era nascosto vicino un terreno del boss

Di redazione
18 Settembre 2015
in Cronaca
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Gli agenti del commissariato di Manfredonia e personale del Corpo Forestale dello Stato di Mattinata – hanno rinvenuto, nascosto in un muro a secco, un fucile da caccia perfettamente funzionante. Il ritrovamento è stato effettuato nelle campagne di Monte Sant’Angelo, a pochi metri da un terreno del defunto boss garganico Ciccillo Libergolis. Era stato nascosto, avvolto in alcune buste nere, all’interno di un tubo in pietra occultato in un muretto a secco, ubicato nel Bosco Quarto di Monte Sant’Angelo, fuori dai confine del Parco Nazionale del Gargano. Un efficientissimo fucile tipo doppietta calibro 12 marca Mival licenza Beretta con matricola punzonata non leggibile, conservato maniacalmente con l’ingrassamento meticoloso di tutte le parti. Gli investigatori, coadiuvati dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato di Mattinata, perfetti conoscitori dei luoghi, sono giunti ieri mattina sul posto avendo appreso da attività investigativa  che lì avrebbero trovato qualcosa di interessante, come poi avvenuto.

E’ stato l’acume degli operanti che ha permesso di notare, abilmente occultato all’interno della fitta vegetazione presente e perfettamente nascosto nel muro a secco, il grosso tubo in pietra in cui vi era l’arma sequestrata, a sua volta custodita all’interno di alcune buste in cellophane. Il fucile è stato sequestrato e repertato per poter esperire accertamenti dattiloscopici al fine di poter esaltare l’eventuale presenza di impronte, nonché per effettuare accertamenti tecnici atti a compararlo al fine di risalire ad eventuali impieghi dell’arma per eventi delittuosi. Non si esclude, infatti,  che l’arma sia appartenuta al clan Libergolis di Monte Sant’Angelo e che essa possa essere stata utilizzata in fatti di sangue, più specificatamente nella faida di Monte Sant’Angelo o nella guerra scaturita a seguito della scissione del clan Li Bergolis. Detti esami saranno effettuati presso un Servizio di Polizia Scientifica specialistico della Polizia di Stato e le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia, continuano, proprio per individuare il titolare dell’arma sequestrata, senza escludere nessuna ipotesi.

Tags: Bosco QuartoCiccillo LibergolisClan dei MontanariClan Libergolisgarganomonte sant'angelopolizia
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