Vitullo tra lotta alla criminalità e l’eredità (scomoda) di Giannatempo: “Ce la giochiamo, convinti di vincere”

A pochi giorni dal voto per il rinnovo del governo cittadino a sette contendenti (Gerardo Bevilaqua-Voci Nuove; Francesco Disanto-Cerignola Adesso; Francesco Grieco-Movimento5Stelle, Franco Metta- Coalizione del cambiamento; Franco Paradiso- Sviluppo&Solidarietà; Tommaso Sgarro-Coalizione di centrosinistra; Paolo Vitullo-Coalizione di centrodestra), l’Immediato ha interpellato, i principali competitor di questa campagna elettorale che volge al termine. Le previsioni di voto accreditano Franco Metta, Tommaso Sgarro e Paolo Vitullo. E immaginano una sfida a due turni.

Seguendo l’ordine delle interviste rilasciate, è il turno di Paolo Vitullo, sostenuto da Forza Italia, Nuovo Centro Destra e Alleanza Nuova. Capogruppo di Forza Italia nei banchi della maggioranza di Antonio Giannatempo, l’ingegnere occupa gli scranni di Palazzo di Città dal 2000. È stato investito della nomina a candidato sindaco dal segretario regionale di Forza Italia, Luigi Vitali, avendo la meglio sulla candidatura di Giuliana Colucci, sostenuta dell’ala giannatempiana, messa in minoranza. Un risultato che segna un passaggio ai vertici del centrodestra locale, accompagnato da un sentimento di riscatto che accomuna i consiglieri che hanno indicato e sostenuto Vitullo come unico possibile candidato.

Come viene accolta nel porta a porta elettorale la fetta di maggioranza che “vuole ripulire le sbavature” e si è ricandidata? Raccoglie resistenze, favori?

Non ho riscontrato alcuna difficoltà. Siamo riusciti a veicolare il messaggio che la scelta della mia persona come candidato sindaco del centrodestra, che poi si è riuscito a ricompattare, è stata una scelta che ha puntato sul rinnovamento. Io e il mio gruppo non abbiamo avuto incarichi in giunta, siamo stati l’anima critica di questa amministrazione. Rivendichiamo quanto di buono ha fatto questa amministrazione e il fatto di aver ritirato gli assessori  dopo due anni di amministrazione. Siamo convinti di assumerci la responsabilità di quello che ha fatto o non ha fatto questa amministrazione.

Sappiamo che il fatto di essere stati maggioranza richiede un’assunzione di responsabilità rispetto all’operato dell’amministrazione uscente, questo lo riconosciamo. Non abbiamo, però, difficoltà a proporre il fatto che io sia il candidato sindaco, perché giustifichiamo, o meglio, motiviamo, il fatto che l’amministrazione non abbia brillato, con le difficoltà oggettive, dovute al fatto che in cinque anni i conferimenti statali si sono ridotti a 15milioni di euro in meno. Queste sono circostanze con cui bisogna fare i conti. La scelta che ha fatto l’amministrazione comunale di mantenere i conti in ordine è una scelta saggia, perché ha consentito di non sforare il patto di stabilità e quindi lascia aperta la possibilità di programmare per la futura amministrazione. Questo è un merito che va riconosciuto. Oggi noi abbiamo anche un avanzo di amministrazione che consentirà di realizzare qualcosa. Ecco perché ci proponiamo con la mia candidatura, basata sul profondo rinnovamento.

È vero che per i suoi sostenitori e parte dell’elettorato non avvertito la candidatura di Paolo Vitullo rappresenti una novità. Nonostante lei sia in politica da quindici anni, sia stato il capogruppo di maggioranza, la sua nomina a candidato sindaco viene percepita come una scelta di rinnovamento nel centrodestra, di ricambio. Il tramonto di Ruocco e Giannatempo. Il partito è nelle sue mani. Quanto è stato difficile emergere e  quanto è unito oggi il centrodestra?

È stato molto difficile ed è stato lungo e travagliato il percorso. Ci siamo arrivati, ci crediamo. Oggi vogliamo ripartire da queste basi proprio per rifondare il centrodestra intorno a questo gruppo. Un gruppo che si qualifica come nuovo, perché c’è anche tanta gente nuova che si è messa in gioco. Un gruppo che si basa anche sull’esperienza consolidata di tanti che hanno fatto parte di questa amministrazione; ci sono tanti giovani consiglieri comunali. Io sono uno dei più anziani, anche dal punto di vista delle legislature, ma ci sono altri consiglieri comunali che come me hanno fatto la loro esperienza. Ritengo che l’esperienza sia un fattore fondamentale. È quasi sempre sintomo di competenza, quando, come nel nostro caso, si proviene da uno-due mandati. Ci sono consiglieri comunali che hanno addirittura alle spalle tre mandati e che possono dare il proprio contributo in questo progetto di ricostruzione del centrodestra.

Vitullo (6)

La sua candidatura rappresenta, quindi, una sorta di passaggio di staffetta, con strappo. Crede siano una minaccia alla stabilità di governo, in caso di successiva eventuale vittoria, le correnti interne preesistenti e acuite dalle spaccature pre e post ufficializzazione della sua candidatura? La coalizione che la sostiene annovera una lista dal sapore alleantino che sembra intenzionata a pesarsi. E anche per le candidature regionali ci sono contrapposizioni.

Io sono convinto che subito dopo le elezioni ci sarà un processo di rinnovamento e di ricompattazione del centrodestra. Ritengo che il fatto che a Cerignola noi abbiamo anticipato questo momento possa considerarsi soltanto un fatto positivo. È impensabile che ci possano essere due centrodestra a livello nazionale e regionale.

Il suo programma elettorale con spunti interessanti e di novità, per certi versi recupera il lavoro della squadra di governo di cui Lei ha fatto parte. La domanda che ci si pone è: perché ora? Perché in cinque anni di governo non sono state realizzate queste proposte, ad esempio per lo sviluppo dell’Interporto o per la redazione del Pug?

Vitullo firma il patto "Giù le mani da Cerignola"
Vitullo firma il patto “Giù le mani da Cerignola”

Io non vedo grosse proposte che erano già state fatte dall’amministrazione precedente. Ad esempio, il Pug non era una priorità dell’amministrazione Giannatempo, tant’è che si è sempre parlato di varianti al piano regolatore e non di questo nuovo strumento urbanistico. Che poi si è verificato che durante l’amministrazione sia stato sempre dato l’incarico per la delibera preliminare all’ufficio, per evidente mancanza non si poteva far altro che affidarla all’ufficio competente, vuol dire che ci si è resi conto dell’esigenza, proprio perché il nostro piano regolatore è inadeguato. Ho verificato come la necessità di dotarsi del Pug è avvertita da tutti i candidati sindaci, e questo è indice del fatto che, evidentemente, è uno strumento urgente di cui la città ha veramente bisogno. Quanto all’Interporto, il fatto che non sia decollato non può essere imputato assolutamente all’amministrazione comunale.

Ci sono delle grosse responsabilità regionali su questo piano. È mancato il collegamento con la ferrovia. La nostra idea sull’Interporto, e quello che andiamo ribadendo e a cui ci opporremo sempre, è che non possa essere utilizzato come la Regione ha immaginato, e cioè come punto di riferimento per il conferimento dei rifiuti da parte del Subappennino e del Gargano, che dovrebbero arrivare su rotaia. Questa posizione e questa possibilità l’abbiamo impedita di fatto modificando lo statuto di Ofanto Sviluppo in Consiglio comunale con una nostra proposta, un emendamento proprio di Forza Italia,  che ha eliminato nell’oggetto dello Statuto la possibilità di fare qualsiasi tipo di attività inerente i rifiuti. È evidente che l’interporto deve avere una funzione legata all’agroindustria e debba essere sicuramente rilanciato il recupero di questa struttura attraverso la sinergia pubblico-privato.

Quali sono gli altri punti programmatici prioritari del suo progetto di governo, quali, ad eventuale avvenuta elezione, i passi dei primi 100 giorni? Prima delibera di giunta?

Sicuramente c’è bisogno di una riorganizzazione della macchina amministrativa, perché la tecnostruttura sconta il fatto di avere una dotazione organica insufficiente. Sfrutta poco quelle che sono le possibilità, a livello informatico, date dalla moderna tecnologia. Noi, sicuramente, con la rotazione degli incarichi dirigenziali e apicali, in generale, cioè anche dei funzionari, dovremmo dare una nuova impronta alla macchina amministrativa, conseguendo obiettivi di efficienza, con riduzione dei tempi di attesa e con trasparenza. Bisognerà fare in modo che ogni settore sia ben organizzato e che ogni responsabile del settore dia conto periodicamente del lavoro fatto e sopratutto della coerenza degli obiettivi conseguiti con le indicazioni della politica.

L’appello al ruolo sociale dell’imprenditoria è stato lanciato trasversalmente dai palchi dei comizi. C’è chi non condivide la scelta di schierarsi apertamente e che ritiene che l’imprenditore debba continuare a fare l’imprenditore e in quel ruolo soccorrere la politica, perché per sua natura, è portato a tutelare gli interessi che porta avanti con la propria azienda. Alla sua candidatura è vicina una delle storiche famiglie imprenditoriali locali, con componenti che figurano anche nelle liste di Forza Italia. Che apporto auspica dall’imprenditoria?

Momenti della campagna elettoraleIo non ho nessun imprenditore in lista. La Castellano, a cui si fa riferimento, è figlia di un imprenditore e però non fa l’imprenditrice, fa la docente di francese in una scuola media. È una professoressa, una persona di cultura il cui impegno in prima persona giudico molto positivo, proprio per quel progetto di rinnovamento di cui abbiamo parlato prima. Che gli imprenditori ci siano, forse, da qualche altro lato mi sembra molto più evidente. Che poi l’imprenditore si possa esporre io non la vedo come una cosa anomala, assolutamente. È ovvio che il discorso di sinergia pubblico-privato che tutti, bene o male, fanno, deriva dal fatto che, ormai, il futuro, inevitabilmente, prevede l’interessamento del privato in sinergia con l’amministrazione.

Lo abbiamo visto anche quando abbiamo fatto quella bella iniziativa rispondente alla legge 12, cioè la manifestazione di interesse per la realizzazione di alloggi di edilizia residenziale sociale. Senza la possibilità di intervento del privato non è possibile operare in questo senso, proprio per le condizioni delle finanze delle amministrazioni comunali. Oggi, per esempio, l’Istituto autonomo delle case popolari non interviene più. Allora per realizzare degli immobili per far fronte all’emergenza abitativa c’è bisogno, necessariamente, di trovare strade alternative e la legge stessa ci consente questa possibilità, cioè di ricorrere ai privati per ottenere benefici per l’ente pubblico.

È una rapporto, quello tra politica e imprenditoria, spesso demonizzato quando il ruolo della  seconda si riduce a finanziatore della prima, in contropartita. Chi finanzia la sua campagna elettorale?

La mia campagna elettorale è stata molto, ma molto modesta. È stata finanziata dagli stessi candidati e da me con minime spese. Non abbiamo fatto grossi investimenti su questo, ognuno si è preoccupato del materiale elettorale per proprio conto, quindi rendiconteremo un budget estremamente ridotto, come è giusto che sia. Non è stata una campagna elettorale sfarzosa, non abbiamo fatto grandi eventi. Abbiamo semplicemente cercato di diffondere e promuovere il nostro messaggio. Niente di più. Non ho un finanziatore di questa campagna.

Gli operatori economici rivolgono alla politica, invece, un appello alla lotta contro il crimine. Qual è la risposta politica alla diffusa illegalità? Che cosa un organo politico può fare, cosa si impegna a fare se verrà eletto?

Un organo politico può e deve richiedere un incremento delle forze dell’ordine e creare le condizioni perché questo incremento possa esserci. E in questo senso va letta la proposta che individuava il locale dell’ex Tribunale come sede ideale per l’allocazione del Commissariato di Pubblica Sicurezza, unitamente alla richiesta, avanzata più volte, di elevarlo a primo livello, per ottenere l’incremento di agenti. Sicuramente c’è la possibilità, e la prossima amministrazione dovrà farlo, di ampliare la dotazione dei vigili urbani con un ulteriore concorso pubblico, e ci sono i fondi per poterlo fare. e poi c’è bisogno di investire nella cultura della legalità intesa come promozione della legalità. Quindi promuovere iniziative con le scuole, con le parrocchie, con le associazioni. La legalità è un concetto che va costruito nel tempo. C’è bisogno di tempo e di risorse dedicate a questa tematica.

Tra i candidati di punta di queste elezioni, lei attualmente si collocherebbe terzo nelle previsioni di consenso. A sentire gli opinion leader e la pancia dell’elettorato Metta e Sgarro sarebbero in vantaggio. Crede di aver recuperato? Che sentimenti e umori raccoglie per il voto del 31 maggio?

Le indicazioni che stiamo avendo sono confortanti. La gente ha compreso il nostro messaggio. Noi sicuramente siamo partiti in grave ritardo rispetto agli altri. Sia per la dialettica interna al centrodestra, sia proprio perché scontiamo comunque il fatto che l’amministrazione uscente è sempre criticata. Nel senso che è facile dire stando all’opposizione quello che non è andato bene. Certo non c’è la controprova e soprattutto da una parte sono pervenute soltanto critiche e non è stato sottolineato che un’opposizione può essere anche costruttiva e l’opposizione a Cerignola non è stata costruttiva durante questi cinque anni di amministrazione.

Nell’eventualità di un ballottaggio che la vede fuori, che ruolo gioca il centrodestra? Ne ha di accordi con il centrosinistra per ostacolare quello che sembra considerato il nemico comune, Franco Metta?

Noi oggi non ce lo poniamo affatto questo problema. Ci giochiamo la partita convinti di essere noi quelli che andranno al ballottaggio.

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