Foggia, la ricetta per eliminare le baraccopoli. “Necessario tornare al metodo anni ’90”

Accampamenti di fortuna in via San Severo

Servirebbero 3mila alloggi per l’emergenza abitativa a Foggia. A dichiararlo è lo storico presidente dell’Istituto autonomo case popolari, Paolo Belmonte, che dal 1995 al 2003 ha drenato più di 1500 miliardi “per abbattere le baracche sparse nella provincia”. Adesso gli Iacp sono stati superati dalle Arca, le Agenzie regionali per la casa e l’abitare, che di fatto hanno messo da parte il “ruolo politico” dell’ente per dar spazio alla forma gestionale commissariale. Nichi Vendola avrebbe potuto spingere sull’acceleratore – come ha fatto in altri settori, per esempio la sanità – e nominare le nuove figure politiche a capo degli istituti provinciali, ma la bagarre in via Capruzzi ha bloccato tutto.

Paolo Belmonte“È un errore continuare su questa strada, contrassegnata dal puro immobilismo – spiega a l’Immediato Belmonte -, bisognerebbe invece ritornare a drenare risorse per una delle emergenze più importanti della città. Solo così si potranno eliminare le baraccopoli dietro il Tribunale, in via Sprecacenere, via San Severo, ecc. Ma non solo nel capoluogo, anche nelle altre grandi città si dovrebbero adottare provvedimenti del genere. Negli anni, invece, hanno preferito smantellare tutto. Quando sono andato via io il primo atto è stato quello della retrocessione: hanno fatto come il calzolaio che si toglie la suola per mettere i tacchi. Per di più, hanno sottoscritto convenzioni che forse non si potevano fare mentre non hanno consegnato ancora ciò che era pubblico…”. Per questo, si dovrebbe ritornare alla politica, “per spingere l’economia con i cantieri e risolvere molti dei problemi abitativi della Capitanata”. 

Intanto il comune promette 800 case

Nelle scorse settimane qualcosa si è mosso, dopo un incontro a Bari nella sede dell’assessorato all’Urbanistica al quale hanno partecipato l’assessore Angela Barbanente, il sindaco di Foggia Franco Landella (con l’assessore Antonio De Filippis ed il dirigente Vincenzo Lombardi) e il presidente dell’Ance Gerardo Biancofiore. Sul tavolo il tema dell’housing sociale, il programma integrato di intervento finalizzato ad affrontare l’emergenza abitativa, incrementando il patrimonio di edilizia residenziale attraverso la riqualificazione, il rinnovo urbano ed il completamento della città. L’accordo prevede 27 accordi di programma distribuiti in 4 ambiti di applicazione, che garantiranno l’acquisizione di circa 800 alloggi al Comune di Foggia, di cui la metà sotto forma di cessione di aree edificabili e progettazione esecutiva da destinare all’emergenza abitativa.

La tipologia edilizia espressa dai singoli interventi è rappresentata da edifici multipiano con un numero di piani non superiore a cinque. Alcune delle proposte d’intervento localizzano, al piano terra degli edifici, destinazioni non specificatamente residenziali ma connesse alla residenza, come negozi di prima necessità, servizi collettivi o studi professionali e la dotazione di aree destinate a spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico e a parcheggi prevista dal piano supera la dotazione minima inderogabile. Potrebbe essere questo il primo passo per dare una “risposta politica” alle esigenze abitative della città.