Rimpasto, Franco Di Giuseppe furioso: “È uno scippo. Non ci hanno nemmeno avvisati””

Delle due vulgate sul rimpasto, dopo le regionali o a due settimane dalla crisi della maggioranza che ha disertato l’aula di un recente consiglio comunale, ha prevalso la seconda. Gabriella Grilli e Gianni De Rosa, un pezzo di Fi rimasto fuori dalla giunta, è pronto a sostituire – come ampiamente anticipato da l’Immediato – Ciccio D’Emilio, vicesindaco e assessore ai lavori pubblici, e Carla Calabrese, assessore all’istruzione. Il capogruppo Raimondo Ursitti, del resto, non scherzava quando andava ripetendo: “Ne parliamo da quattro mesi”. Con una precisazione: “Gli assessori devono rappresentare Fi, come è avvenuto per quelli di Ncd”.

“Restano 5 assessori esterni”

francodigiuseppe
Franco Di Giuseppe

Il partito di Franco Di Giuseppe, com’è noto, non riteneva opportuno un tagliando alcuni mesi fa, né ha mutato parere: “Ho convocato il gruppo per un esame della situazione oggi pomeriggio – dice a l’Immediato -. Abbiamo subito uno scippo, vedremo se aprire una crisi o convocare un tavolo. Non ci hanno nemmeno avvisati”. Il sindaco si sarà crogiolato sull’assegnazione di incarichi nelle società partecipate, uno di questi è andato ad Antonio Cristantielli: “Ma ci hanno dato Amgas blu, noi chiedevamo Amgas spa o Ataf. Non si possono tagliare due assessori, avrei capito uno, gli accordi erano diversi”.

La questione è anche “morale”, prosegue il segretario di Ncd, cioè Ciccio d’Emilio è stato eletto consigliere comunale, poi entrato in giunta per le dimissioni di Erminia Roberto, l’unico esponente che rimarrebbe nell’esecutivo. “Non si può mettere fuori un consigliere comunale dopo sette mesi e tenere dentro cinque assessori esterni”.

Lo scenario regionale

Luigi Vitali
Luigi Vitali

Possibile che Landella abbia colto questa congiuntura particolarmente sfavorevole al partito di Alfano, insidiato a sinistra dalle truppe di Angelo Cera nel gruppo di sigle centriste per le regionali e prosegua sull’onda del commissario Vitali, del cui verbo è diventato specchio fedele (a Bari con Schittulli e Toti c’era, alla manifestazione di Fitto no): “Ora chiamerò proprio Vitali e gli dirò che se andiamo avanti così non ha senso stabilire un’alleanza preferenziale con Forza Italia alle regionali, questa operazione non ha un senso politico”. La chiave di lettura, oltre il riequilibrio chiesto da Fi, è collegata anche alle elezioni di maggio.

Gli assi del sindaco

Pasquale Cataneo
Pasquale Cataneo

Dal consiglio comunale, oltre a Luigi Miranda – che ha incontrato Berlusconi e da cui la candidatura è stata benedetta – anche Pasquale Cataneo si lancia per la corsa in via Capruzzi, e lo fa nella lista Schittulli che, al momento, insieme a quella di Fi, sembra una delle liste più forti. Il resto dello scenario è abbastanza rissoso nonostante gli appelli di Schittulli all’unità e le dichiarazioni un po’ interlocutorie: “Si vince uniti”. Di Giuseppe lo annota: “Tutti i partiti attraversano momenti difficili, ma nemmeno in Forza Italia vedo tutta questa euforia elettorale”.

I commissariamenti di Vitali nei confronti dei fittiani continuano, l’eurodeputato non scioglie ancora la riserva su eventuali liste autonome e il sindaco, in città, cala gli assi azzurri risalendo la corrente Ncd.  

Il rimpasto lascia fuori la Destra che nel nome di Anna Paola Giuliani in quota al suo partito non si è mai riconosciuta, e la Puglia prima di tutto. Bruno Longo ad entrare in giunta personalmente non ci pensa affatto, ma un giovane di area l’avrebbe già in mente. Dati due cambi, possibile che prevalga lo spirito di squadra, Ncd permettendo. 





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