Il Pd cede il passo ai big di Emiliano nei grandi centri. Sarà Cerignola contro Manfredonia (via Foggia)

Dopo la direzione cittadina che ha bocciato la candidatura di Sergio Clemente per le regionali (10 voti contro 4), arriva l’appello di Antonio Masulli, uno dei componenti del nucleo foggiano ad Alfonso De Pellegrino perché ritorni nell’assise comunale. Il consigliere si è autosospeso da qualche giorno in polemica con chi, secondo lui, tiene “in ostaggio” il Pd. Resta ancora da risolvere il nodo del capogruppo nonostante Sergio Clemente abbia dato la sua disponibilità a lasciare la carica, non quella di consigliere fino a che “non si sarà votato per le regionali”.

Foggia, veti incrociati sul capogruppo

Sergio Clemente
Sergio Clemente

Negli incontri per decidere il suo successore qualcuno è stato sempre assente, dagli equilibri del voto nell’organo di partito emerge un Alfonso De Pellegrino schierato con la segreteria e Pasquale Russo, l’altro consigliere piddino in consiglio comunale, dalla parte di Clemente cui lui vorrebbe consegnare il testimone, passaggio reso più difficile dai numeri della segreteria. 

Un sistema di veti incrociati sebbene il capogruppo dimissionario, rivolto agli altri due, esorti: “Trovino un accordo”. Che è come lanciare il pomo della discordia tra la pressione del partito e i continui slittamenti delle riunioni risolutive. Sergio Clemente, d’altra parte, non molla sulla candidatura barese: “E’ una proposta e io l’accetto ma è la direzione regionale che decide sulle liste, perché Piemontese ha paura a confrontarsi con me? Liste deboli purché le governiamo noi, questo è il discorso? Ma poi la responsabilità se la prendono tutti. Se si antepongono gli interessi personali al consenso allora il partito non esiste più”. E fa alcuni riferimenti al Pd “sguarnito” in provincia, a San Severo e Lucera.

Il Pd nei grandi centri: Lucera

Michele Roesler
Michele Roesler

Il Pd, sconfitto dal 75% della lista Tutolo, a Lucera schiera per le regionali Maria Rosaria De Muzio, iscritta al partito, alla sua prima prova elettorale. Decide per una candidatura non proprio forte. Uno schema che si ripete a San Severo e a Cerignola (qui si vota anche per le comunali).  Nell’alto tavoliere il partito di Emiliano (che tra l’altro smentisce qualsiasi ipotesi di lista debole perché essendo lui il segretario del Pd in Puglia, “se va male il partito è colpa mia”) lascia spazio – almeno per ora – a Gigi Damone (lista del presidente) e Giovanni Cera (lista Stefàno).

Cerignola

emiliano_gentileNel basso Tavoliere il Pd cerca il nome, intanto Elena Gentile sembra in gran sintonia con Pippo Liscio, braccio destro di Manfrini. Recentemente il dirigente della sanità ha tenuto a Foggia una conferenza sull’immigrazione, un tema sociale mai trattato prima d’ora. Una carta, quella di Liscio, che molto probabilmente l’eurodeputato gioca in chiave anti Di Gioia e, in prospettiva, come longa manus dell’ex assessore al welfare in via Capruzzi. Senza dimenticare che è la civica di Franco Metta a poter esprimere eventualmente uno dei suoi, motivo in più per mettersi al lavoro.

Torniamo a Lucera. Se il Pd non osa, la lista Tutolo piazza Michele Roesler con Emiliano, cardiochirurgo che lavora a Campobasso, 1500 preferenze alle ultime comunali. Fra i suoi sostenitori c’è Fabrizio Abate, l’assessore al bilancio che alla vigilia delle amministrative lucerine decise di lasciare il Pd e migrare nelle lista che poi ha vinto con un drappello di esuli. Intendono far tesoro di quei 12mila voti ottenuti al ballottaggio.

Cerignola vs Manfredonia

Dunque il Pd non si sbraccia a puntare su nomi di grosso calibro politico nei grandi centri. Una strategia che non sarebbe casuale ma frutto di un accordo in funzione anti-Campo fra Piemontese e Elena Gentile, recuperando anche le fratture del congresso e delle elezioni foggiane, il “Manfredonia power” contro il “Cerignola power” via Foggia. Lo schema non è né nuovo né insolito. Quella di Paolo Campo è una delle candidature più temute e quotate del Pd, anche perché si dice che lo zoccolo duro del partito voterà per lui. A San Severo lo schema si ripete con la forza di Gigi Damone nel partito di Emiliano, con la storia politica e sindacale di Giovanni Cera nella lista Stefàno, un Pd che nel congresso cittadino ha appena ritirato le mozioni alternative al candidato unitario (Leo La Pietra, neoeletto) ma che fatica a elaborare un proprio candidato.