Quella vigilanza un po’ così. Dubbi su accordo tra Black Security e Protect. Avviato licenziamento per 15 persone

Non convince i sindacati l’operazione di cessione di un ramo d’azienda dalla Black Security di Roberto Annarelli alla Protect dell’avvocato sipontino Vincenzo Giandolfi. “Al peggio non c’è mai fine – spiega il coordinatore dell’Usb, Santo Mangia -, nonostante la cessione dei servizi da un istituto di vigilanza all’altro, non è cambiata la situazione per i lavoratori: si è passati dal ritardo di molti mesi (in alcuni casi anche un anno), all’acconto di dicembre 2014 con la nuova società”.

Poi prosegue: “Il settore della vigilanza privata sta conoscendo, negli ultimi anni, una crisi devastante resa ancora più micidiale dal comportamento di tante aziende che, spesso, si improvvisano (im)prenditori senza averne le capacità (soprattutto economiche) confidando solo, ed esclusivamente, sulla ‘fame’ di lavoro che esiste in questa provincia, fame che diventa reale quando, a fronte di un lavoro svolto, i lavoratori non percepiscono il necessario (niente) per la sopravvivenza loro e delle loro famiglie. Sappiamo per certo, tra l’altro, che molte aziende che usufruiscono dei servizi dei Lavoratori Protect pagano regolarmente le fatture emesse dall’azienda e, per questo, non ci spieghiamo i motivi reali per i quali ai Lavoratori non debbano percepire quanto loro dovuto”.
La Usb, per queste ragioni, ha indetto lo stato d’agitazione di tutto il personale dell’azienda Protect e ha chiesto al prefetto di Foggia, Maria Tirone, di “attivare quanto in suo potere ai sensi della legge 146 del 1990 (regolamentazione degli scioperi)”. “Stato di agitazione – spiegano da sindacato – che oggi diventa ancora più necessario in quanto, a tre mesi dal passaggio dei lavoratori dalla Black Security alla Protect, l’azienda (oltre a non pagare gli stipendi) ha attivato la procedure per il licenziamento collettivo di 15 unità lavorative; come dire che tre mesi addietro il titolare della Protect aveva fatto male i conti e si è dovuto rimangiare quanto promesso sia ai lavoratori che in sede di trattativa in Prefettura e presso Confindustria Foggia”. “La Usb ed i lavoratori – concludono – a questo gioco al massacro non ci stanno ed invitano tutte le Istituzioni ad essere parte attiva in questa vertenza che si prospetta esemplare per il futuro di un settore che occupa migliaia di persone”.





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