La grande fuga, Foggia perde anche le scuole di specializzazione. ‘Re’ Maurizio (Ricci) ne combina un’altra. “E gli studenti pagano”

Continua senza sosta la grande fuga dei corsi universitari da Foggia a Bari. Dopo il corsi di laurea in Archeologia ed Operatore giuridico, e lo “scippo” dei corsi di radiologia medica e logopedia, ora tocca alle scuole di specializzazione di medicina.

Continua senza sosta la grande fuga dei corsi universitari da Foggia a Bari. Dopo il corsi di laurea in Archeologia ed Operatore giuridico, e lo “scippo” dei corsi di radiologia medica e logopedia, ora tocca alle scuole di specializzazione di medicina. A cominciare dalla Gastroenterologia, rimasta scoperta dopo il coup de théâtre del rettore Maurizio Ricci che ad ottobre scorso ha silurato il professor Michele Barone, scatenando una vera e propria guerra diplomatica con l’Università di Bari. La scuola foggiana, infatti, non è autonoma, ma ha come sede amministrativa l’ateneo barese.

Maurizio Ricci, (Re)ttore dell'UniFg
Maurizio Ricci, (Re)ttore dell’UniFg

“La decisione mi è stata comunicata verbalmente 15 giorni prima – spiega Barone a l’Immediato -, dopo la presa di posizione del Consiglio di amministrazione che ha fatto saltare l’accordo tra le due università, per il quale io sarei venuto a Foggia ed un collega sarebbe andato a Bari: una compensazione utile non solo per la didattica ma per l’offerta di specializzazioni sul territorio”. Ciononostante, “per ragioni meramente economiche”, il benservito è arrivato dopo un anno e mezzo (il prof barese era a Foggia da aprile 2013). “A rendere più preoccupante il caso è la voce sulla mancanza del budget necessario per prendere un nuovo professore di questa materia (timori giustificati da questa grande latenza nel trovare un sostituto del Prof Barone) – ci spiegano alcune fonti ben informate -. Come fanno a mancare le risorse se poi si spendono oltre 200mila euro per un portavoce? Per tutta risposta, il direttore della scuola (Alfredo Di Leo, dell’Unversità di Bari) essendo entrato in conflitto per tale decisione con il rettore, ha richiamato gli specializzandi foggiani a Bari. Come conseguenza, l’Università di Foggia non è più sede di formazione specialistica in quest’importante ambito della medicina (le malattie dell’apparato digerente sono una delle principali cause di mortalità e morbilità nella popolazione generale) e ciò va ad impoverire sensibilmente la già sofferente offerta formativa della facoltà di Medicina dell’Unifg”. Al di là dei giochi di potere sulle poltrone, gli effetti sono stati disastrosi per gli studenti.

Dopo metà corso, un’ottantina di ragazzi a dover sostenere gli esami con un altro docente (non un gastroenterologo universitario. Ma l’aspetto più grave riguarda gli specializzandi, costretti d’emblée, a dover abbandonare Foggia per Bari a metà percorso. “È stata una decisione unilaterale – precisa Barone -, non mi risulta sia stata mai ascoltata la componente ospedaliera, le direzioni sanitaria e generale. Per di più, mi fa sospettare sull’atteggiamento negativo nei miei confronti, la convocazione del consiglio di dipartimento nel quale è stato approvato il concorso per l’eventuale posto, da riservare ad un gastroenterologo specialista in malattie infiammatorie croniche intestinali: un profilo preciso che mi ha tagliato completamente fuori. Così sono stato mandato via un mese prima che andasse in pensione un altro gastroenterologo, lasciando così scoperti due reparti, affidati a due facenti funzioni”.

A rispondere sul punto, anche il direttore sanitario degli Ospedali Riuniti, Antonio Battista: “Non abbiamo le deroghe per i primari – spiega -, per questo nelle more abbiamo scelto delle figure apicali per ricoprire il ruolo, come è stato nel caso di Francesco Vinelli. Il punto è un’altro: abbiamo chiesto al rettore un nuovo nominativo, ma non è ancora arrivato”. In ogni caso, il braccio di ferro tra il rettore Ricci ed il direttore della scuola si è concluso con la conclusione della storia (15 anni) della gastroenterologia universitaria foggiana. “Finisce un’epoca per la formazione di nuove generazioni di specialisti – concludono alcuni addetti ai lavori -, grazie a chi sta smantellando pezzi importanti dell’Università, anche con l’accorpamento con strutture ospedaliere attraverso operazioni che vanno in controtendenza rispetto agli standard di tutti le altre strutture universitarie dove invece avviene il contrario)”.