1500 assunzioni in Fiat, a Melfi scatta il piano Marchionne. Chance per la provincia di Foggia

Il “piano Marchionne” per Melfi porta in dote 1500 assunzioni nei prossimi 3 mesi. La nuova linfa occupazionale, annunciata dall’amministratore delegato del gruppo Fiat, è possibile grazie agli investimenti fatti sullo stabilimento dove si producono i due modelli Jeep Renegade e 500X.

Marchionne in visita a Melfi
Marchionne in visita a Melfi

Il “piano Marchionne” per Melfi, con l’investimento da oltre un miliardo di euro, porta in dote 1500 assunzioni nei prossimi 3 mesi. La nuova linfa occupazionale, annunciata dall’amministratore delegato del gruppo Fiat, è possibile grazie agli investimenti fatti sullo stabilimento dove si producono i due modelli Jeep Renegade (entrata in poco tempo nella “top ten” delle auto più vendute in Italia) e 500X (già sono stati raccolti 1.500 ordini ancor prima della presentazione ufficiale al pubblico prevista nelle prossime settimane). Difatti, la quasi totalità dei nuovi posti di lavoro rinvengono proprio dal boom di ordini dei nuovi modelli. Stando a quanto riferito dall’azienda torinese, si  tratta di mille contratti interinali destinati a diventare contratti a tutele crescenti non appena sarà varato il Job’s Act di Matteo Renzi

“Una volta stabilizzati i volumi produttivi in ragione dell’andamento della domanda e dei risultati negli oltre 100 mercati dove le vetture saranno vendute – scrive Fca da Londra – alle persone inizialmente inserite con contratti interinali potrà essere proposto un contratto a tutele crescenti”. I rapporti inizialmente saranno certamente a tempo determinato, decisivi per far fronte all’aumento della produzione. Una mano arriverà dai circa 350 dipendenti trasferiti in Basilicata dagli stabilimenti di Cassino e Pomigliano. Inoltre, Fca ha deciso di chiudere la procedura di cassa integrazione nello stabilimento lucano con il rientro in fabbrica di coloro che in questi mesi erano rimasti in cig (5.418 persone). “Melfi – continua la nota del gruppo Fiat – si pone all’avanguardia tra gli stabilimenti automobilistici del mondo grazie alla ristrutturazione produttiva che ha permesso di introdurre le più innovative soluzioni tecnologiche organizzate secondo i principi del World Class Manufacturing”. La notizia, diramata dallo stesso Sergio Marchionne dal salone dell’auto di Detroit, è stata fortemente elogiata dai sindacati che hanno sostenuto l’operazione. A cominciare dalla Fismic.

“La Fca ci ha comunicato che nei prossimi giorni procederà all’assunzione di 1500 lavoratori nello stabilimento Sata di Melfi (Potenza) – spiegano da Roma -, per far fronte alla forte richiesta di mercato legata al successo dei nuovi modelli Jeep Renegade e 500X. Si tratta di una notizia che attendevamo da tempo, che smentisce tutte le voci di un disimpegno nell’Italia della multinazionale automobilistica. Ora attendiamo che tutti i gufi e gli uccelli del malaugurio che prevedevano la fine dell’industria automobilistica nazionale facciano un adeguato mea culpa”.

Roberto Di Maulo
Roberto Di Maulo

“Si tratta solo di un antipasto delle buone notizie che attendono i lavoratori della Fca in Italia – precisa il segretario generale Roberto Di Maulo -: dopo i 200 euro di una tantum dati ai lavoratori della Maserati di Grugliasco, dopo le circa 100 assunzioni dello stabilimento VM di Cento (Ferrara), dopo la consistente diminuzione delle ore di cassaintegrazione, nei prossimi mesi le buone notizie coinvolgeranno i lavoratori della stabilimento di Cassino, dove stanno iniziando le produzioni della Giulia; ed anche i lavoratori di Mirafiori, entro l’estate, torneranno a lavoro per produrre il SUV della Maserati. La Fismic – prosegue – ha sempre creduto e ha sottoscritto gli accordi sindacali, dopo Pomigliano in avanti, ed oggi i frutti della nostra lungimirante azione sindacale vengono raccolti. Abbiamo ottenuto maggiore occupazione stabile ed il mantenimento del settore manifatturiero automotive in Italia”. Soddisfazione è stata espressa dal segretario della Basilicata, Antonio Zenga: “È il frutto di un lavoro lungo e per nulla semplice, che ha avuto come obiettivo la ricerca di un’occasione di riscatto per il Sud, partendo proprio dal lavoro in una delle aree più svantaggiate della Penisola”.

Il 2015, infatti, sarà anche l’anno del lancio del primo modello dell’Alfa destinato a sbarcare in grandi numeri anche sul mercato americano. La Giulia, prodotta a Cassino, dovrebbe infatti essere la vera capofila del rilancio del Biscione promesso da Marchionne entro il 2018. Se quel piano sarà rispettato, dopo Melfi il periodo della cassa integrazione si dovrebbe chiudere anche a Cassino e a Mirafiori. I primi effetti dell’avvio della produzione della Giulia di fanno sentire nell’indotto. Alla Marelli di Sulmona è stato annunciato un investimento di 10 milioni che comprende l’avvio della produzione delle sospensioni per la nuova Alfa. Nel primo pomeriggio di oggi elementi in più sul piano Alfa Romeo dovrebbero venire sempre a Detroit dalla conferenza stampa dell’ad del marchio, Harald Wester.