Tam tam in rete contro la soppressione della Forestale. “Così si penalizza il nostro patrimonio naturalistico”

“Non si cancellano con un tratto di penna 192 anni di storia del glorioso Corpo forestale dello Stato”. Comincia così la petizione che gira in rete dalla fine di luglio e che ha attivato un gruppo su facebook “Salviamo il Corpo forestale dello Stato”. Finora più di tremila adesioni e una raccolta di articoli di stampa sul dibattito in corso. Il movimento che è nato su questa tutela è “apartitico”.

“Non si cancellano con un tratto di penna 192 anni di storia del glorioso Corpo forestale dello Stato”. Comincia così la petizione che gira in rete dalla fine di luglio e che ha  attivato un gruppo su facebook “Salviamo il Corpo forestale dello Stato”. Finora più di tremila adesioni e una raccolta di articoli di stampa sul dibattito in corso. Il movimento che è nato su questa tutela è “apartitico”. La campagna – anche con l’hashtag #salviamolaforestale – è sostenuta da associazioni, gruppi, movimenti, sindacati, personalità pubbliche ed enti.

Non è solo un tam tam dal sapore romantico che mira a salvare una “gloriosa storia” ma la voce dei sindacati del settore, in particolare l’Ugl, che hanno pubblicato una loro pagina di appello su quotidiani nazionali per difendere questo corpo specializzato. Hanno aderito anche alcuni nuclei italiani del wwf, la lega antivivisezione, molti siti e associazioni a tutela degli animali, l’agenzia di stampa gea press. Nel disegno di legge “riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” (atto Senato n.1577) è previsto lo scioglimento del Corpo forestale dello Stato ed il passaggio in altra forza di polizia. Quale non si sa e i funzionari del settore, del resto, giudicano “poco chiaro e tutto da stabilire questo cambiamento”.

renzi1“Essendo parte in causa  non posso interferire col volere delle istituzioni, noi facciamo ciò che il Parlamento decide ma mi dispiacerebbe se questa paventata disgregazione avesse luogo, i sindacati si stanno attivando molto”. Claudio Angeloro, funzionario che coordina la zona della Foresta Umbra,  ha firmato la petizione ma appare nel complesso “fiducioso per il  movimento trasversale che ci sta aiutando”. Distingue “gli operai forestali delle Regioni”, quelli che sono cresciuti smisuratamente, per dire, in alcuni enti italiani, dal Corpo forestale in questione. “Disgregarci? Il fine è economizzare nella pubblica amministrazione ma noi siamo 8mila in tutta Italia, meno dei vigili urbani di Roma, il 90% dei costi è dovuto agli stipendi: ci vogliono licenziare? Io ho fatto due volte il concorso per entrare, non ci preoccupa la dipendenza da questo o da quell’altro, ma mantenere la nostra identità. Siamo radicati nel cuore della gente, è una questione di buon senso, è il trasferimento di competenze la spada di Damocle che ci preoccupa. Chi si occuperà delle 130 riserve  naturali dello Stato?  Dei parchi nazionali? Chi persegue i reati ambientali? Noi in materia agroalimentare ne rileviamo il 50%, fatto da 7mila uomini”.

Il mese scorso il segretario nazionale Ugl Danilo Scipio ha scritto una lettera aperta ai cittadini comparsa su alcuni organi di stampa nazionali. In alcuni passaggi ricorda il rapporto Eurispes del 2013 che colloca il corpo tra i più “graditi” nell’ambito delle forze di polizia. Inoltre sottolinea come in effetti l’accorpamento produrrebbe risparmi e che “efficientare” i corpi di polizia e razionalizzare le  poche risorse sia “un’operazione non più rimandabile”.

pecorella_stefanoLa proposta al presidente del consiglio Matteo Renzi, che si è presentato nell’assise con l’idea di “sopprimere” il Corpo forestale dello Stato, è la seguente: “Sarebbe molto più semplice unificare le amministrazioni che si occupano di tutela ambientale: corpo forestale dello stato, corpi forestali delle Regioni a statuto speciale, polizie provinciali ed eventualmente anche l’Ispettorato centrale per la tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole”.

A l’Immediato Stefano Pecorella, presidente del Parco del Gargano, parla di “tagli lineari devastanti in un’ottica di contenimento dei costi che non trova giustificazioni. Sopprimere questo corpo specializzato non è un buon viatico, un taglio lineare può diventare una forte penalizzazione per il nostro patrimonio naturalistico”.