Addio a l’Unità. Dicono che sia perchè sono morte le ideologie ma forse sono morte le idee

Mi per… Metta, Lei, l’omino dell’Unità. Una volta conoscevo anche il Suo nome, che ora mi sfugge. Ma a Cerignola se lo ricorderanno in tanti e per quelli non cerignolani, mi spiego subito.

Mi per… Metta,

Lei, l’omino dell’Unità.

Una volta conoscevo anche il Suo nome, che ora mi sfugge

Ma a Cerignola se lo ricorderanno in tanti e per quelli non cerignolani, mi spiego subito.

Un signore, di piccola statura, sempre molto serio in viso, attivista del PCI, per anni, per decenni, sempre… dedicato alla vendita militante dell’UNITA’.

Erano i tempi in cui si comprava il giornale di partito, non per leggerlo.

In genere erano delle ciofeche pazzesche.

Si compravano per testimoniare una appartenenza.

Si piegavano in due nella tasca destra della giacca,come il Peppone di Guareschi.

E questo omino girava con centinaia di copie dell’Unità ripiegate sul braccio sinistro.

Come un mazzo di fiori enorme,da cui, passo dopo passo, incontro dopo incontro, negozio o esercizio dopo l’altro, sfilava un fiore – una copia – e la consegnava.

Immagino che nel PCI facesse anche altro.

Ma io, tutti, lo conoscevamo solamente per questo enorme fascio di quotidiani.

Sospettavamo avesse il dono dell’ubiquità.

Riusciva ad essere lì e là, davanti alla sezione di via 25 aprile, ma anche in viale Roosevelt; davanti alla Villa e davanti al Municipio.

Ne vendeva a iosa di giornali, ma anche qui doveva avere un qualche magico segreto:

Piùne vendeva, più il fascio posato sull’avambraccio restava ugualmente compatto, folto, numeroso.

Chissà quanti “omini” dell’Unità andavano in giro a quei tempi.

Uno per città, magari, nei grandi centri, uno per quartiere.

Era militanza.

Potevi non condividere la ideologia, ma non potevi non ammirare la tenacia, lo spirito di sacrificio, l’attività instancabile.

Ovviamente gratuita.

Senza ricompensa, che non fosse la soddisfazione di testimoniare la fede politica, l’impegno disinteressato, l’orgoglio di appartenere ad un Partito.

M’è tornato in mente l’ “omino” ammirevole ed ammirato qualche giorno fa, quando l’Unità ha chiuso.

Nel disinteresse generale.

Nella indifferenza inescusabile di coloro che di quella storia politica dovrebbero essere gli eredi.

Non ci sono più gli “omini “, oggi hanno il super-uomo.

Non più sezioni, ma Nazareni.

Non più avversari, ma tutti consociati, ciascuno alla ricerca di un proprio vantaggio.

Che sia Palazzo Chigi o una assoluzione.

Che sia un appalto o una leggina su misura.

Per fortuna l’omino è morto, prima che potesse assistere alla morte del Suo giornale.

Fine inesorabile.

Morti i partiti, muoiono i loro giornali.

Dicono che sia perchè sono morte le ideologie.

Ma forse sono morte le idee.



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