San Giovanni Rotondo: Mangiacotti dice no alla firma contro Pompilio. Maggioranza sempre ballerina

E Giuseppe Mangiacotti restò solo. Il consigliere del Pd di San Giovanni Rotondo non ne vuol sapere di mandare a casa l’amministrazione Pompilio con la raccolta firme. Il lavoro è stato “vanificato”, scrive la segreteria del partito. Una decisione contraria alla volontà di ben tre livelli di dirigenza politica, quella del segretario regionale Michele Emiliano, provinciale Raffaele Piemontese, e cittadino Matteo Masciale.

 

Giuseppe Mangiacotti
Giuseppe Mangiacotti

E Giuseppe Mangiacotti restò solo. Il consigliere del Pd di San Giovanni Rotondo non ne vuol sapere di mandare a casa l’amministrazione Pompilio con la raccolta firme. Il lavoro è stato “vanificato”, scrive la segreteria del partito. Una decisione contraria alla volontà di ben tre livelli di dirigenza politica, quella del segretario regionale Michele Emiliano, provinciale Raffaele Piemontese, e cittadino Matteo Masciale. Che Mangiacotti avesse queste intenzioni, si era capito da tempo, sia l’Immediato sia il Fatto del Gargano l’avevano anticipato.

Nel consiglio per procedere alla surroga di Fania, dopo l’intervento di Michele Gemma-  consigliere che molto probabilmente approderà dall’Udc  al gruppo misto e che si è dichiarato all’opposizione- Mangiacotti, a differenza di Santoro e di altri 5 esponenti critici verso questo governo, non lasciò l’aula. “Concludere in anticipo la consiliatura è l’obiettivo del Pd, ci dissociamo dalla decisione del consigliere Giuseppe Mangiacotti”. Lo dichiarano oggi,  in una nota congiunta, Emiliano, Piemontese e Masciale. Giuseppe Mangiacotti e Antonio Santoro hanno ricevuto mandato di procedere a ogni atto utile  per dire stop all’amministrazione in carica.

Ma il proposito si è infranto contro la volontà di Mangiacotti: “Il paziente lavoro politico svolto per ottenere la necessaria convergenza di esponenti della maggioranza è stato vanificato dalla scelta di Giuseppe Mangiacotti che, nel consiglio comunale del 15 luglio, ha ritirato la propria disponibilità a sottoscrivere le dimissioni collettive che avrebbero determinato lo scioglimento dell’assemblea cittadina”. Il pasticcio della maggioranza ballerina e ribaltata nei numeri continua, per questo il pd chiarisce: “Continueremo a svolgere con rigore e serietà il ruolo proprio della minoranza confermando il giudizio negativo sull’amministrazione comunale in carica e la volontà di porre fine il più presto possibile ad una consiliatura politicamente scialba e di nessuna utilità per i cittadini di San Giovanni Rotondo. A loro continueremo a rivolgerci come abbiamo fatto in questi mesi per costruire le sintonie politiche e le sinergie programmatiche indispensabili a risollevare la città dalla crisi in cui è precipitata soprattutto a causa dell’incapacità e l’incompetenza del sindaco e dei suoi collaboratori”.