Mari e Di Mauro contro tutti dopo il niet a vicesindaco. Di Giuseppe taglia corto: “Così è, basta storie”

Il segretario del Ncd, contattato da l’Immediato, si dice “dispiaciuto” per quello che è avvenuto oggi, e riassume le fasi dei tavoli d’intesa: “Abbiamo insistito per mesi con Mari perché fosse assessore e lei ha sempre detto di no, poi, grazie alla mediazione del sindaco, si è convinta. Alle 11.30 di sera è venuta fuori questa cosa della carica di vicesindaco, accordo già sottoscritto con Leone, presente D’Emilio”.

Se Ilaria Mari tiene una conferenza stampa all’Atzori e spara a zero, con il supporto di suo cognato Raffaele Di Mauro, contro il mancato assessorato e la carica di vicesindaco, il giorno dopo il partito indice una conferenza stampa per illustrare i risultati raggiunti. Sede di via Salomone. Rientra lo scontro? Macchè. Sostenitori di Mari inviperiti perché Franco di Giuseppe, dopo aver chiarito alcuni passaggi sulla trattativa politica appena conclusa (tre assessorati importanti, più la carica di vicesindaco, Mari fuori suo malgrado), ha sciolto la riunione.

Impensabile per chi si era recato nella sede per esprimere tutto il suo dissenso, modi a parte. Ma come, è già finita veramente? Sono seguite urla e strepiti tanto che Ciccio D’Emilio, nella ressa davanti alla porta del segretario – che aveva lasciato il luogo della riunione seguito dai suoi e dagli “oppositori”, cioè i seguaci di Mari – ha detto, tra l’attonito e il furioso: “Mi potevo portare pure io la claque”. La mancata assessora, 26 anni, prima volta candidata, eletta con la fantastica cifra di 700 e tot voti, non si capacita. Deve essere dura fare solo il consigliere comunale alla prima elezione, in più come prima della lista. Erminia Roberto –  neoassessore ai servizi sociali – è  in piedi in un vociare senza fine: “Siete venuti qui per disturbare la conferenza”. Orecchie da mercante: “Qui parliamo degli elettori di Mari, non del Ncd!”, urla uno degli astanti. 

Ecco una svolta significativa. Di Mauro, il primo elettore – si fa per dire – di Mari, è stato il fondatore del circolo ‘Innovatori’ targato Ncd a Foggia. D’Emilio, a margine della conferenza, dichiara: “Il 28 novembre a Roma io c’ero”. Nasceva il partito di Alfano, la querelle, come la definisce di Giuseppe, riguarda il rapporto del territorio, che voleva esprimere il suo assessore-vicesindaco, e l’accordo stretto tre mesi fa tra Di Giuseppe e l’onorevole Leone (Ncd): “Mi ha costantemente telefonato per mantenere l’impegno”. Quale? “Landella sindaco e D’Emilio vice”. 

Il segretario del Ncd, contattato da l’Immediato, si dice “dispiaciuto” per quello che è avvenuto oggi, e riassume le fasi dei tavoli d’intesa: “Abbiamo insistito per mesi con Mari perché fosse assessore e lei ha sempre detto di no, poi, grazie alla mediazione del sindaco, si è convinta. Alle 11.30 di sera è venuta fuori questa cosa della carica di vicesindaco, accordo già sottoscritto con Leone, presente D’Emilio”. Ma allora,  come le è venuta in mente questa idea di fare il vice? “Gliel’avrà messa in testa il cognato, penso”. Che è Raffaele Di Mauro. “Per lui avevamo stabilito, nelle cariche di sottogoverno, quella di amministratore delegato all’Amgas, posto su cui  toccherebbe a noi decidere.  Siamo all’assurdo,  io difendo l’accordo e loro non lo condividono”. Del resto, di Giuseppe e molti dei suoi vengono dall’Unione di Capitanata, confluita nel Ncd un mese dopo la nascita del partito di Alfano e con una storia alle spalle che è democristiana, nel senso dello scudocrociato, da decenni.





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