TeleVisti n.8

Via Floris, la vittoria di Vespa. Siccome non poteva fare l’ “Enzo Biagi” della situazione, Floris ha chiuso il suo rapporto con la Rai. Aveva chiesto lo spazio che fu di Biagi in prima serata e, ovviamente, un contratto più ricco che gli pagherà La7.

Via Floris, la vittoria di Vespa. Siccome non poteva fare l’ “Enzo Biagi” della situazione, Floris ha chiuso il suo rapporto con la Rai. Aveva chiesto lo spazio che fu di Biagi in prima serata e, ovviamente, un contratto più ricco che gli pagherà La7. Vespa si è affrettato a dichiararsi “dispiaciuto ma contento per Giovanni”. Resta il fatto che ormai in Rai resterà lui, il conduttore di “Porta a Porta”, l’unico gallo a cantare. La sana dietrologia nei dintorni di viale Mazzini maligna che, dopo il successo – indiscusso per la verità – dell’ultima stagione del suo programma e il “colpaccio” dell’intervista a Beppe Grillo, Vespa abbia battuto cassa e ottenuto dall’azienda l’impegno nella prossima stagione televisiva a dargli ancora più spazio. Quanto a “Ballarò” resterà in palinsesto al martedì con un nuovo conduttore, Bianca Berlinguer o Gerardo Greco (ma potrebbe tornare in video anche Andrea Vianello). Oppure chissà: contro ogni convenzione sarebbe interessante rivedere in prima serata e in un programma di punta Piero Marrazzo. Difficile, ma non impossibile. Rai3, “Ballarò”.

 

Il “reality giallo”? Ce l’ha solo Rai3. In principio fu Corrado Augias e il suo celebre “Telefono Giallo”. Nell’89, terminata quella stagione, arriva un programma condotto da Donatella Raffai e Paolo Guzzanti, la prima stagione di “Chi l’ha visto?” e da quel momento diventa praticamente impossibile, per chiunque, sparire in Italia senza che le telecamere della nota trasmissione non mettano a ferro e fuoco città e famiglie. E davanti alle telecamere finiscono praticamente tutti: parenti, amici, conoscenti e sedicenti tali. Impossibile far perdere le proprie tracce. Niente più “vado a comprare le sigarette” perché “Chi l’ha visto?” si metterà sulle tracce di chiunque decida di scomparire. Da allora, fuor di battuta, il programma è stato un susseguirsi di successi. L’ultima puntata ha fatto uno share del 14,86% con un ascolto medio di oltre tre milioni di telespettatori. Certo, la Sciarelli portava in prima serata gli sviluppi del caso Yara Gambirasio, però va anche detto che – purtroppo – in Italia non mancano casi di cronaca che, dal punto di vista strettamente giornalistico, diventano motivo di grande interesse che alimentano per mesi vari mezzi di informazione. “Chi l’ha visto?”, però, va riconosciuto, farà anche spesso ascolti “facili”, ma li fa con quella sobrietà che ha sempre contraddistinto la trasmissione. Come non ricordare il caso di Sarah Scazzi quando si appresero praticamente in diretta gli sviluppi del delitto con la mamma della povera ragazza in collegamento dal luogo in cui, si era appena scoperto, la figlia era stata assassinata. Quella sera Federica Sciarelli si è ritrovata un pubblico di oltre cinque milioni di spettatori e il 40% circa di share. Ovviamente fioccarono le polemiche ma dal punto di vista televisivo fu un grande successo. Oddio, le categorie con cui vengono classificate le notizie nel sito web sono un minimo raggelanti. Solo per citarne alcune: “scomparsi” (ovviamente), “auto pirata”, “corpi senza nome”… ma queste sono le semplificazioni di internet che tanto piacciono ai giovani. Dicono. Ma sarà vero?! Rai3, “Chi l’ha visto?”

 

Benedetta Tv. Istituzionale come pochi è il canale tv gestito dai Frati Minori Cappuccini che trasmette da San Giovanni Rotondo. Buona parte dei video caricati sul canale youtube di “Padre Pio Tv” contano migliaia di visualizzazioni. E, accanto ai programmi di approfondimento, c’è un filone sul modello di Rai Storia che racconta i fatti salienti della vita e delle opere di San Pio, come l’ultima messa di Padre Pio – con il video originale dell’epoca (22 settembre 1968) – o la visita di Papa Giovanni Paolo II a San Giovanni Rotondo del 1987. I vari format proposti sono di buon livello, con tanto di studi tv attrezzati con scenografie vere (niente virtual set per fortuna!). Qui la tematizzazione dei contenuti è palese e non potrebbe essere altrimenti. D’altra parte i canali tv religiosi sono stati i primi – nell’era analogica – a capire il potenziale di un mezzo che parla a un pubblico “specializzato” o anche semplicemente “interessato”. Un concetto che in Italia sembra non sia stato recepito solo dalla tv di Stato. Padre Pio Tv (145 ddt, 852 Sky).