Mariti violenti in Capitanata, le mogli denunciano anni di soprusi. Due arresti tra San Paolo Civitate e Torremaggiore

Proprio mentre l’Italia è sotto choc per l’incredibile storia di Motta Visconti in provincia di Milano, dove un uomo ha ucciso moglie e due figli piccoli per poi andare a vedere la partita dell’Italia con gli amici, anche in Capitanata continuano a verificarsi episodi incresciosi con protagonisti mariti violenti e donne indifese.

Proprio mentre l’Italia è sotto choc per l’incredibile storia di Motta Visconti in provincia di Milano, dove un uomo ha ucciso moglie e due figli piccoli per poi andare a vedere la partita dell’Italia con gli amici, anche in Capitanata continuano a verificarsi episodi incresciosi con protagonisti mariti violenti e donne indifese. Questo è lo sfondo a tinte cupe di due distinte operazioni condotte dai Carabinieri della Compagnia di San Severo che hanno portato all’arresto di due uomini di mezza età responsabili di atti vessatori e di violenze nei confronti delle loro mogli.

Torremaggiore – botte a moglie e figli

Il primo episodio si è verificato a Torremaggiore, dove i militari della Stazione dell’Arma hanno tratto in arresto M.A., 50nne del posto,  responsabile di minacce, maltrattamenti e lesioni personali nei confronti della moglie e dei due figli conviventi. Il fatto è avvenuto lo scorso martedì quando ai carabinieri è pervenuta una telefonata di aiuto da parte di una ragazza che, in lacrime, chiedeva un immediato intervento presso la propria abitazione poiché il padre, in preda ad un raptus, stava picchiando lei, la madre e il fratello.

Giunta immediatamente sul posto, la pattuglia ha subito constatato che la porta d’ingresso e una porta a vetro dell’abitazione erano rotte, così come erano state danneggiate diverse suppellettili all’interno della casa, all’interno la moglie dell’aggressore e i suoi due figli in preda alla disperazione raccontavano che poco prima M.A., al culmine dell’ennesima tragica lite familiare, li aveva percossi con calci e pugni e con un bastone col quale aveva danneggiato anche mobili e le porte dell’abitazione. L’uomo, che nel frattempo si era rifugiato a casa della sorella, è stato quindi rintracciato e accompagnato in caserma. I militari dell’Arma hanno ricostruito l’intera vicenda attraverso le drammatiche testimonianze dei familiari dell’uomo, che anche per problemi legati all’alcolismo, negli ultimi anni aveva sempre maltrattato la moglie e i figli, offendendoli con frasi volgari e malmenandoli in svariate occasioni. La donna e i due figli, hanno riportato contusioni varie con prognosi da due a cinque giorni.  Il marito violento è stato arrestato e condotto in carcere.

San Paolo Civitate – tentato strangolamento

Stesso clichè a San Paolo di Civitate dove i Carabinieri hanno arrestato per lesioni aggravate e violenza privata P.A.P. 46nne del posto, che aveva picchiato e tentato di strangolare la propria giovane convivente rumena.

La donna, nella serata di mercoledì, si era presentata con le sue due figlie minori nel Comando dei Carabinieri in preda a un forte stato di ansia, riferendo di essere stata malmenata dal compagno convivente il quale, preso da un raptus d’ira, ha tentato di strangolarla afferrandola con forza al collo cercando di soffocarla. Poco prima, infatti, mentre si accingeva a preparare la cena, il convivente senza alcun apparente e plausibile motivo, aveva iniziato ad insultarla ed umiliarla con espressioni volgari e minacciose cercando prima di colpirla alla testa con una bottiglia in vetro piena di vino, fortunosamente schivata dalla donna, e subito dopo avventandosi su di lei tentando di strangolarla.

L’aggressione è avvenuta alla presenza delle figlie minori della coppia di 6 e 3 anni. Proprio il coraggio della più grande, che vista la madre in difficoltà, è uscita in strada per richiedere aiuto, ha consentito alla donna di divincolarsi, approfittando di un attimo di distrazione del compagno e fuggire con l’altra figlia minore in strada, impaurita e terrorizzata. Dopo un primo smarrimento iniziale, la donna è riuscita a raggiungere la Stazione dell’Arma di San Paolo di Civitate per richiedere aiuto e denunciare i fatti. Sono emersi pregressi comportamenti aggressivi e minacciosi del compagno negli anni addietro. Pare che, dopo un periodo di calma apparente, legato alla nascita della secondogenita, si stavano ultimamente ripresentando le solite angherie. Le dichiarazioni della donna, che nell’aggressione ha riportato lesioni con prognosi di 3 giorni,  sono state riscontrate dai Carabinieri che hanno tratto in arresto il convivente ponendolo ai domiciliari in altra abitazione in attesa del direttissimo.