Mafia Mattinata, pugno duro dello Stato. Via il tesoro di Notarangelo, tra i boss del clan Romito | VIDEO

Evidenziata la disponibilità diretta e indiretta di beni di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati (praticamente nulli), tanto da far ritenere che siano frutto di attività illecite



Francesco Notarangelo detto “Natale”

Sulla carta era nullafacente ma a lui sarebbero riconducibili quote sociali, terreni, automezzi e rapporti bancari. La polizia ha sequestrato i beni di Francesco Notarangelo detto “Natale”, 53 anni, uno dei boss del clan Romito, operante tra Mattinata e Manfredonia. L’uomo, pluripregiudicato, noto agli inquirenti soprattutto per il suo coinvolgimento nelle operazioni “Età Moderna” e “Ariete”, è stato pizzicato dagli agenti della Questura di Foggia nelle scorse ore. Natale – al quale venne già portato via un parcheggio a lui riconducibile, costruito nel cuore del Parco del Gargano – è incappato in un decreto di sequestro anticipato d’urgenza emesso, su richiesta del questore, Mario Della Cioppa e del Tribunale di Bari, III^ Sezione Penale Misure di Prevenzione.

L’operazione ha interessato Mattinata, comune sciolto nel marzo scorso per mafia. Notarangelo spunta spesso nella relazione del prefetto che portò al commissariamento dell’ente comunale. Le indagini patrimoniali, estese ai familiari del boss, conviventi nell’ultimo quinquennio, hanno evidenziato la disponibilità diretta e indiretta di beni di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati (praticamente nulli), tanto da far ritenere che siano frutto di attività illecite.

Nello specifico, i beni mobili e immobili intestati al boss ed ai parenti, alla luce delle risultanze complessive dell’analisi delle movimentazioni economico finanziarie in entrata (fonti) e del raffronto con le uscite (impieghi), non hanno trovato giustificazione nei modesti redditi prodotti, a malapena sufficienti per le primarie esigenze di sostentamento dell’intero nucleo familiare. 

Il Tribunale di Bari, quindi, ha accolto in pieno la proposta formulata dal questore ed ha ordinato il sequestro, come detto, di quote sociali, terreni (un appezzamento di terra adibito a pascolo in un’area interna e collinare di Mattinata), automezzi (un Nissan Qashqai) e rapporti bancari intestati a Notarangelo ed ai familiari, per un valore di oltre 100.000 euro.

La conferenza stampa di oggi in Questura

Il “progetto Mattinata”

Il ricorso alle misure di prevenzione personali e patrimoniali costituisce fondamentale strumento adottato nell’ambito del “progetto Mattinata”, strategia elaborata alla luce della evoluzione relativa al comune garganico, ritenuto centro nevralgico per la sua posizione centrale fra Manfredonia, Monte Sant’Angelo e Vieste, finalizzata al completo risanamento di quel territorio sia sotto il profilo amministrativo che giudiziario e di prevenzione: ciò in stretta sinergia con Prefettura, Procura della Repubblica, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza. 

L’esecuzione della misura patrimoniale ai danni del boss, rientra fra quelle previste dal progetto elaborato dalla Questura di Foggia sul finire del 2017, con particolare riferimento all’area garganica che, nel corso dell’ultimo anno, ha conseguito i seguenti risultati: 2 confische patrimoniali, per un valore di euro 1.400.000 circa, 2 sequestri patrimoniali, per un valore di euro 650.000 circa, 5 proposte di misure di prevenzione patrimoniali con sequestro, per un valore di circa 5.700.000 euro, depositate in Tribunale ed in via di definizione nei prossimi tre mesi, 3 indagini patrimoniali richieste dal questore alla Guardia di Finanza, per un valore di oltre 2.000.000 euro di beni complessivi, n2 accertamenti in corso per applicazione della misura di prevenzione prevista dall’articolo 34 codice antimafia.

L’applicazione delle misure di prevenzione personali e patrimoniali in atto nel Foggiano, unitamente ai provvedimenti emessi dalle amministrazioni comunali coinvolte, su precisi input della Prefettura a seguito delle interdittive antimafia emesse dal prefetto nei mesi scorsi, stanno rappresentando un forte e chiaro segnale nei riguardi della popolazione dell’intera provincia, di Mattinata in particolare, e di forte presenza dello Stato in quel territorio.

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Ultima modifica: 9 novembre 2018

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