La Asl incontra i genitori di Beatrice Russo. Due infermieri in assistenza domiciliare per la piccola affetta da Sma

Avviato un protocollo d’intesa promosso dalla Direzione Sanitaria aziendale tra il Distretto Socio Sanitario di Foggia e le strutture ospedaliere di Rianimazione e Fibrosi Cistica e Malattie Neuromuscolari dell’ Ospedale di Cerignola



Il Direttore Generale della ASL Foggia Vito Piazzolla, come annunciato la scorsa settimana, ha nuovamente incontrato i genitori della piccola Beatrice Russo, la bambina foggiana affetta da SMA, per fornire risposte appropriate ai bisogni assistenziali della piccola. A darne notizia la stessa azienda ospedaliera in una nota ufficiale.

Nell’incontro la Direzione ha condiviso con la famiglia le proposte che saranno vagliate dalla Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM), la commissione di esperti che ridisegnerà il Piano di Assistenza Individuale per renderlo il più aderente possibile ai bisogni della piccola Beatrice.

I due infermieri che presteranno assistenza domiciliare alla bambina saranno appositamente formati presso l’Unità Operativa di Rianimazione dell’Ospedale di Cerignola e, in affiancamento, direttamente presso il domicilio della piccola paziente, in modo da acquisire competenze specifiche.

Ciò sarà possibile grazie ad un protocollo d’intesa promosso dalla Direzione Sanitaria aziendale tra il Distretto Socio Sanitario di Foggia e le strutture ospedaliere di Rianimazione e Fibrosi Cistica e Malattie Neuromuscolari dell’ Ospedale di Cerignola.

Per quanto concerne l’assistenza in ambito scolastico verrà elaborato un pacchetto assistenziale individuale che prevedrà l’alternernanza di infermieri ed operatori socio sanitari del Comune e della Asl.

In questo modo, la direzione intende andare incontro alle motivazioni che hanno spinto la famiglia a chiedere maggiori attenzioni per la piccola Beatrice raccogliendo tutte le sollecitazioni che sono arrivate dalla popolazione e dalle istituzioni che non hanno fatto mancare la loro attenzione su questo caso particolarmente complesso.

“Quello di Beatrice è un caso che, nella sua complessità, ci spinge ancora di più – dichiara il Direttore Generale – ad ampliare l’offerta sanitaria e sociosanitaria nell’ambito delle cure domiciliari rivolte a tutti i pazienti con patologie gravissime. Persone che richiedono una attenzione particolare, per le quali è necessario mettere in campo tutte le risorse, anche innovative, come ad esempio la telemedicina, utile a monitorare e prendersi cura a distanza degli assistiti”.

In questo settore, infatti, l’Azienda ha avviato delle procedure per l’ampliamento dell’assistenza domiciliare integrata, in particolar modo per questa tipologia di pazienti, che potranno essere assistiti sette giorni su sette da personale esperto e qualificato. Questo permetterà alla ASL di assicurare una assistenza sanitaria di “prossimità” e, in caso di necessità, “monitorabile”, anche telematicamente, da strutture specialistiche in modo da garantire la continuità assistenziale.

Ultima modifica: 6 novembre 2018

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