Palazzo De Troia, il sindaco Tutolo piccona la Procura. “Nella loro perizia non c’è nessun pericolo crollo” | VIDEO

La manutenzione ordinaria del secondo piano, occupato dagli uffici del Giudice di Pace, spettava anche al Ministero secondo il primo cittadino. "Mi aspetto che anche qualcun altro sia indagato”



Torna sul sequestro di Palazzo de Troia il sindaco di Lucera Antonio Tutolo, che oggi dalla sua stanza di Palazzo Mozzagrugno ha tenuto una conferenza stampa sul mancato accoglimento della istanza di Riesame. “Prima dicevo di essere stupito, oggi non riesco a trovare le parole, mi dà molto fastidio tutta la vicenda. Nel dispositivo del Gip si dice che il Palazzo è a rischio crollo, ma gli stessi periti della Procura non hanno mai certificato nessun rischio crollo”, ha detto in esordio il primo cittadino.

Si legge invece nella perizia che i “degradi” del palazzo “non fanno ravvisare un urgente intervento strutturale per pericolo di crollo del fabbricato. Tuttavia sono state riscontrate situazioni di pericolo per la pubblica incolumità in alcuni ambienti al secondo piano”.

La perizia

Ebbene il secondo piano, ha sottolineato Tutolo, era occupato dagli uffici del Giudice di Pace, ma nell’ultima ispezione dei Vigili del Fuoco tenutasi nel giugno 2018 non c’era stata nessuna richiesta di ordinanza o di altro atto per la messa in sicurezza di quella parte dello stabile. “Non c’è stato nulla di nulla di nulla. Ci sono tanti piccoli interventi di manutenzione ordinaria da fare, ma essa compete a tutti gli enti, ciascuno per la sua parte. La manutenzione ordinaria nella legge di stabilità del 2014 viene trasferita al Ministero di Grazia e Giustizia e il secondo piano era occupato per uffici del Ministero. Non capisco qual è la nostra responsabilità, se c’è e lo stabiliranno, non sarà nostra esclusiva responsabilità e mi aspetto che anche qualcun altro sia indagato”.

Dalla perizia emerge che alcune aree presentano fessurazioni di intonaco ad andamento verticale, parti di intonaco risultano distaccate con esposizione a nudo del sottostante paramento murario on in latente fase di distacco e possibile caduta al suolo, parti di intonaco sono rigonfie, le soglie in pietra di alcuni poggioli sono interessati da vetuste lesioni e i gattoni a sostegno delle pensiline delle finestre sono fortemente fessurati e fonti di pericolo in caso di distacco a caduta al suolo.

Al momento degli spicconamenti dei Vigili del Fuoco, però nulla è caduto, se non del materiale causato da un errore degli stessi agenti.

Domani ci sarà un incontro tra i legali del Comune e la commissione del Tribunale nel corso della quale il Comune di Lucera presenterà il suo preventivo per i lavori sulla facciata stimato intorno ai 12mila euro. “Capiremo quali lavori servono per dissequestrare l’immobile- ha aggiunto il sindaco- nel frattempo abbiamo già avviato il cambio di destinazione da scuola ad uffici per i locali scelti dalla commissione per il trasferimento del giudice di pace ossia la scuola Rodari. Se c’è qualcuno che avrebbe dovuto intervenire al posto nostro questo qualcuno non è intervenuto almeno quanto noi. Il fabbricato è fermo, solido, stabile, non si muove. Vorrei vivere io quanto vivrà quell’immobile. Se quel Palazzo è il più pericoloso di Lucera, più di mezza Italia sarebbe da sequestrare. È profondamente ingiusto che noi dobbiamo spendere soldi per interventi ordinari non previsti da altri”.

PALAZZO DI GIUSTIZIA 

Il sindaco rimarca di non sentirsi perseguitato dalla Procura della Repubblica, perché quello del Palazzo de Troia, spiega, “non è un dispetto a me, ma è una azione che si fa contro la città e i cittadini”. E fa un accenno anche all’affaire Tribunale di Lucera. Anche lì, sottolinea, era il Ministero che avrebbe dovuto occuparsene. “In una delibera abbiamo deciso di esser pronti ad accollarci il debito della ristrutturazione purché il Ministero voglia riaprire il Tribunale di Lucera o aprire una sezione distaccata, come quella Lavoro per la quale a Foggia paga 700mila euro di fitti passivi. Altri 600mila sono stati recentemente accordati ad un noto costruttore foggiano per il magazzino. Loro ritengono che servono 4milioni, forse vogliono buttare via i soldi, ma da parte nostra c’è la massima disponibilità, ce li accolleremmo. In caso contrario abbiamo già pronta una diffida formale. Faremo la pulizia dei canali e delle grondaie e manderemo il conto”.

Tutolo a l’Immediato ammette di aver tentato una interlocuzione con il Ministro Bonafede per il tramite del senatore Marco Pellegrini e degli altri rappresentanti pentastellati, ma ha ottenuto, rileva, “lo zero assoluto”.

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Ultima modifica: 5 novembre 2018

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