Mafia Vieste, la guerra per accaparrarsi giovani pusher. I “traditori” pestati e minacciati di morte

Dalle parole di Iannoli, numero due del clan Perna, spunta lo scontro tra clan sulla gestione degli spacciatori. Emblematico l'episodio del pestaggio di due persone. "Non dovete stare più qua sennò vi veniamo ad uccidere"



La guerra tra clan a Vieste non risparmia nemmeno i piccoli spacciatori. Dalle carte dell’inchiesta che ha portato all’arresto di sette persone del gruppo criminale guidato dal giovane boss, Girolamo Perna, emerge un’intercettazione emblematica.

A parlare è Giovanni Iannoli, numero due del clan. L’uomo, conversando con un parente di Gianmarco Pecorelli, 21enne vicino ai Perna, ammazzato il 19 giugno scorso, dice: “Stanno minacciando a tutti i ragazzini, tutti i compagni di Gianmarco. Dicono che devono andare via da Vieste, dicono che qua non ci possono stare più. Hanno detto proprio: Non dovete stare più qua sennò vi veniamo ad uccidere”. 

Gli inquirenti avrebbero trovato riscontri in un episodio di pestaggio ad opera di tre persone (una delle quali vicina al clan Raduano) ai danni di due giovani spacciatori, picchiati in quanto ritenuti “traditori perchè passati a spacciare per conto di Girolamo Perna”.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Ultima modifica: 18 settembre 2018

In questo articolo


Partecipa alla conversazione