Ucciso per aver urinato davanti abitazione, 10 anni di carcere all’assassino. Ecco la sentenza per il caso di Monte S.Angelo

L'episodio scosse l'intera comunità per l'efferatezza. Il pm Anna Landi aveva chiesto una pena leggermente più severa rispetto a quella decisa dal giudice



Dieci anni di reclusione per Luciano Antonio Rinaldi, il 60enne che la notte del 16 luglio 2017, uccise con una coltellata all’addome Felice Fischetti, 23 anni, dopo averlo sorpreso ad urinare davanti alla sua abitazione a Monte Sant’Angelo. Questo l’esito della sentenza di primo grado del processo abbreviato che si è celebrato davanti al gup del Tribunale di Foggia, Roberto Scillitani. Il pm Anna Landi, chiedeva, invece, 12 anni di reclusione. Motivazioni entro 90 giorni. Secondo la ricostruzione dei fatti quella notte Luciano Antonio Rinaldi dopo aver inveito contro Fischetti ed un amico del ragazzo, suo coetaneo, P.G., scese in strada impugnando un coltello di 30 centimetri con il quale colpì i ragazzi. Una pattuglia dei carabinieri passando di lì casualmente notò Fischetti, ferito all’addome, riverso in una pozza di sangue su una scalinata del centro abitato.

Poco distante, era accasciato l’altro ragazzo sanguinante ad una gamba: fu lui a riferire ai militari che poco prima un uomo li aveva accoltellati. Quando i carabinieri bussarono all’abitazione di Rinaldi, l’uomo affermò senza esitare: “Sono stato io ma sono stato costretto”, consegnando agli inquirenti l’arma del delitto. Felice Fischetti morì tre giorni più tardi presso l’ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo dove era stato ricoverato in condizioni gravissime. L’assassino scoprì della morte del ragazzo solo durante l’udienza di convalida del fermo. In quella circostanza ebbe anche un malore.

La reazione della madre di Felice Fischetti

Dopo la sentenza, la signora Ermelinda Santoro, madre del ragazzo morto, ha commentato così sul proprio profilo Facebook: “Me lo hanno ucciso per la seconda volta… per la legge italiana la tua vita vale solo 10 anni”, postando una foto di Felice.

“Quanto è facile parlare quando non si viene toccati in prima persona – ha poi aggiunto commentando sul social network la notizia de l’Immediato -. Mio figlio si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Con questa condanna vi posso solo dire che me lo hanno ucciso una seconda volta”.

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Ultima modifica: 16 settembre 2018

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