Compost a Lucera, anaerobico sì o no? Tutolo propone equipe di esperti e referendum per chiudere la partita Maia | VIDEO

Ha parlato di una “disinformazione ad arte” il sindaco sul progetto di riconversione dell'impianto in Contrada Ripatetta. Il Comune chiederà una consulenza all'Unifg e promuoverà un dibattito pubblico scientifico



Ha parlato di una “disinformazione ad arte” il sindaco di Lucera Antonio Tutolo nella sua lunghissima conferenza stampa a Palazzo Mozzagrugno sul progetto di conversione dell’ex impianto Bioecoagrim, oggi della Maia Rigenera con la massiccia partecipazione di Fortore Energia, da aerobico in anaerobico, che da anni giace sul tavolo degli uffici ambientali della Provincia di Foggia per l’autorizzazione e che è stato al centro della trattativa nelle ultime due estati della chiusura estiva dell’impianto di biocompostaggio per stoppare la puzza nauseabonda nei mesi caldi di luglio e agosto.

Negli ultimi tempi il processo naturale di autorizzazione e Via del sito in Contrada Ripatetta è stato contestato da diversi comitati di cittadini e partiti politici a cominciare dal “Lucera non tace” della pasionaria Raffaella Gambarelli, di matrice pentastellata. L’impianto anaerobico che alcuni anni addietro avrebbero autorizzato seduta stante pur di compiacere l’imprenditore Stefano Montagano è divenuto per un pezzo della città irricevibile. Da qui la necessità secondo il primo cittadino di far esprimere la comunità con un referendum. Sì o No.

A destra, Raffaella Gambarelli di Lucera non tace

“Non appena qualcuno ha inteso offrire una voce critica sul progetto, l’amministrazione ha deciso di promuovere incontri con esperti, chi dovrà esprimersi è la cittadinanza”, ha spiegato Tutolo, rimarcando che il nuovo impianto tratterà il recupero della materia, producendo biometano da immettere in rete.

Il primo cittadino ha messo in dubbio la qualità dell’azione ambientalista del comitato. “Su altre questioni ci sono state zero osservazioni da parte di tutti, eppure i progetti sono on line. Se sei sensibile ai temi ambientali dovresti dare un’occhiata là, se hai competenze vere sull’ambiente. Per la discarica, ci sono state suggerire alcune soluzioni. Secondo Lucera non tace sarebbe stato bene espropriare la cava per farne la casa della musica. Chi si propone come paladino dell’ambiente dovrebbe conoscere i procedimenti amministrativi, si espropria per pubblica utilità, il Comune sarebbe andato incontro ad una sonora mazzata. Ovviamente questi suggerimenti non li abbiamo accolti, ma abbiamo prodotto 4 pagine di osservazioni per motivare il no a quella discarica, bocciata dalla Provincia”.

Sull’impianto contestato, che il 3 agosto scorso è ritornato in Conferenza di servizi in Provincia, nel corso della quale il Comune ha ribadito le sue condizioni preliminari (ossia che il nuovo impianto dovrà sostituire interamente quello esistente, dove non sarò permesso nessun trattamento di rifiuto, che il vecchio impianto non potrà essere utilizzato per il trattamento di materiale in ingresso, neppure in caso di eventi calamitosi o guasti, che il quantitativo del nuovo impianto non potrà superare le tonnellate autorizzate  pari a 177mila, che tutte le lavorazioni devono avvenire al chiuso  e che sono confermate le compensazioni ambientali già riconosciute), il Comune di Lucera chiederà una consulenza al dipartimento di Agraria dell’Unifg. “L’amministrazione ha inteso guardare i dubbi. Del dipartimento di Agraria dovremmo fidarci, vediamo quello che verrà fuori, l’amministrazione intende organizzare degli incontri pubblici aperti a tutti. Inviteremo cattedratici, chi sostiene la tesi del si o chi quelle del no vuole, chiunque potrà portare il proprio contributo scientifico inserendo qualche nome. Spero che il dottor Agostino Di Ciaula possa incontrarsi con altri competenti della materia”.

Proprio il medico pugliese da sempre faro contro gli inceneritori e sulla materia dei rifiuti e non solo per molti comitati ambientalisti in tutta Puglia negli anni scorsi aveva relazionato sulla maggiore salubrità degli impianti anaerobici rispetto a quelli aerobici, che causano le note emissioni odorigere che non sono solo puzza, ma anche materiale tossico nell’atmosfera. La sensibilità scientifica però rispetto agli impianti anaerobici è molto mutata col tempo, anche a Bari ci sono comitati che si oppongono al progetto di Amiu Puglia. Anche Di Ciaula nel frattempo ha cambiato idea. 

“Quando si dice che sta arrivando un nuovo mostro è una balla, significa mentire spudoratamente. Quel mostro è qui dal 2008 non da ieri, non diventeremo la pattumiera della Regione Puglia ma lo siamo già anche della Campania, della Calabria, della Lucania. La città deve decidere: quel problema deve essere risolto con la riconversione o preferiamo tenerci il vecchio impianto? Anche chi dice che il vecchio chiuderà dice il falso, verrà migliorata la sua tecnologia. Uno studioso non può cambiare opinione. Non può mandare in confusione la gente, da qui nasce la mia perplessità, perché la sua credibilità viene meno”.

Al tavolo degli esperti siederanno non solo i docenti dell’Unifg, ma anche Enzo Favoino tra i massimi teorici dell’Economia Circolare, il prof Petruccioli, altri docenti dell’Università di Pescara e un cervello in fuga italiano in Scozia che insegna all’Università materie ambientali relative al trattamento della frazione umida, il Forsu. Il sindaco, citando i responsabili delle varie autorizzazioni, l’ex sindaco Morlacco e l’ex assessore Forte, ha anche annunciato che farà proiettare in città il servizio di Superquark su un impianto a biogas del centro Acea di Pinerolo in Piemonte.

“Ho un solo obiettivo: prendere una decisione insieme alla città. Non ho certezze granitiche. Ascoltiamo tutte le voci, assumiamo le informazioni. Chi dice che serve solo un biofiltro al vecchio impianto per bloccare le esalazioni maleodoranti, ignora la realtà. Se dovete fare informazioni dovete almeno la decenza di dire la verità. Se il malfunzionamento di quell’impianto fosse legato al biofiltro, avrebbero mai accettato la chiusura estiva? Lo avrebbero installato, no?”, i suoi interrogativi agli attivisti assiepati in sala Giunta, insieme al coordinatore dei Fratelli d’Italia Ettore Orlando e al coordinatore di Noi con Salvini Umberto Cifaldi.

Le amministrative del 2019 rischiano di giocarsi ancora una volta sul tema della monnezza e della puzza estiva, che Tutolo ha eliminato da due anni con le prescrizioni accolte e  sottoscritte al tavolo dinanzi a Confindustria. Ma il sindaco sa che il referendum deve tenersi prima, anche perché saranno in tanti a soffiare per infuocare la polemica. Non è un mistero che il dottor Trincucci, ex candidato al Senato con LeU, stia organizzando una coalizione insieme al novello don Sturzo della politica lucerina,  don Ciro Miele, ex alleato di Tutolo. Dall’altro lato, nel centrodestra c’è chi invoca palesemente le Primarie per decidere chi sarà il candidato sindaco tra Fabio Valerio e Giuseppe Bizzarri o altri possibili competitor interni alla Lega, che come in ogni altro Comune ha l’arduo compito di gestire e frenare entusiasmo e le adesioni spurie.

“L’azienda ha accettato che il Comune di Lucera ponga le sue condizioni. Si deve chiudere adesso questa partita. L’azienda ha anche accettato quel limite sulle tonnellate. Spero che anche il Comune di Foggia possa esprimere il suo parere, decideranno loro le modalità. Se Foggia ritiene potrà partecipare alla consultazione, ma siamo noi a subire gli impatti. Da quando si è insediata questa amministrazione non abbiamo autorizzato nessuna discarica. Gli esperti ci dovranno dare- e il Comune si dovrà fare garante- una tabella comparativa sugli impatti del vecchio e del nuovo impianto. Lo stabilimento attuale impatta più o meno di quello che potrebbe essere realizzato? Se gli esperti ci diranno che il nuovo impatta di più, sarò il Comune a dire no all’impianto in sede di conferenza di servizi, ma dovremo motivare il diniego e non parlare semplicemente di tumori potenziali, maremoti, terremoti e frane”.

Umberto Cifaldi, coordinatore del gruppo salviniano cittadino

Sul punto la referente di Lucera non tace Gambarelli ha evidenziato che in diversi posti d’Europa gli impianti anaerobici con biodigestato provocano degli scoppi, esistono dei seri rischi associati all’attività produttiva. Tutti questi pericoli saranno esposti in piazza domenica. “I lucerini dopo anni di stupri ambientali si prendono la loro terra. Tutti in piazza Nocelli domenica 16 settembre ore 11 per protestare contro l’impianto a biogas di Maia Rigenera e della Famiglia Montagano, un ecomostro anaerobico da 263mila tonnellate. Lucera non sarà capitale pugliese dei rifiuti e dell’inquinamento” dichiarano sui social e sui manifesti. “Se l’anaerobico dovesse eliminare la puzza-miasmi ma, quest’impianto avrà comunque una Sezione Aerobica e, per non puzzare, sarà provvista di un biofiltro che rispetterà tutti i parametri delle bat di settore, perché Maia non installa questo biofiltro sin da subito evitando così il mega impianto?”, questa in sintesi l’obiezione dei comitati.

Dello stesso parere anche i salviniani, che si stanno strutturando a Lucera. “Il sindaco non ci sembra né contro né pro questo impianto- rileva a l’Immediato Cifaldi- apre la risoluzione ad un gruppo di esperti, ma noi pretendiamo che lui tuteli i cittadini essendo l’autorità principale cittadina sulla salute pubblica. Il sindaco deve prendersi la responsabilità di dire da che parte sta e perché l’impianto si deve fare, non può scaricare le responsabilità sulla cittadinanza. In passato molte vicende legate al biocompostaggio non si sono volute risolvere, sono state fatte di nascosto. È tempo di agire”.

 

Ultima modifica: 10 settembre 2018

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