Scomparsa Armiento a Mattinata. Pm: “Individuato assassino ma mancano prove sufficienti”

Nelle carte sono emersi alcuni dei possibili moventi dietro il caso di lupara bianca. Chiesta archiviazione



A due anni dalla scomparsa di Francesco Armiento, vittima di lupara bianca il 27 giugno 2016, il pm Gallone del Tribunale di Foggia ha chiesto l’archiviazione per il presunto autore dell’omicidio del giovane. L’assassino sarebbe uno dei fratelli del boss di Mattinata “ma non ci sono abbastanza prove per sostenere il processo”. Una mazzata per Luisa Lapomarda, mamma coraggio che dal giorno della scomparsa del figlio non ha mai smesso di lottare scrivendo lettere al killer e rilasciando numerose interviste. Ci ha sempre messo la faccia “ma in paese non fanno altro che voltarmi le spalle”, ha ammesso con vivo rammarico.

Nelle carte del pm in nostro possesso si legge che “non ci sono elementi sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio nei confronti dell’indagato. La complessa attività di indagine sostanziatasi, tra l’altro, anche nello svolgimento di operazioni di intercettazione (telefoniche e tra presenti), nell’ascolto di persone informate sui fatti e nell’inoltro di rogatorie internazionali per l’acquisizione di dati informatici, non ha consentito né il ritrovamento del corpo di Armiento né la certa individuazione dei responsabili della sua scomparsa”.

E ancora: “È emerso il ruolo dell’indagato, amico fraterno di Armiento e ultima persona ad averlo visto in vita. Il pm scrive che proprio la versione offerta dall’uomo circa l’ultimo incontro avuto con lo scomparso presenta numerose zone d’ombra. In particolare una donna, pur avendo ammesso di aver avuto una relazione extra coniugale con Armiento, ha negato di averlo incontrato il giorno della scomparsa (circostanza comprovata dall’assenza di contatti telefonici e messaggi Facebook tra i due in concomitanza del presunto appuntamento). Un’altra, cugina dello scomparso, ha invece riferito di aver visto alle ore 18 e 15 circa del giorno della scomparsa, Armiento a bordo dell’auto dell’amico e in compagnia di costui”.

Incongruenze che secondo il pm paiono accentuate dall’emersione in corso di indagini di molteplici moventi  forse anche legati alla sfera passionale (risultanti dalla messaggistica istantanea di WhatsApp). Più segnatamente si è accertato che Armiento aveva intessuto, nei giorni subito precedenti alla sua scomparsa, una fitta trama di messaggi con la moglie dell’indagato. Messaggi dal contenuto equivoco e che lasciano intendere l’esistenza di un flirt tra i due. A ciò si aggiunga che dall’analisi del traffico telefonico relativo all’utenza di Armiento emergeva che questi, in data prossima alla sua scomparsa, effettuava in anonimo una chiamata alla centrale operativa del Comando Provinciale dei Carabinieri denunciando la detenzione da parte dell’amico di armi da sparo. Perquisizione che sortiva esito negativo. Tuttavia una simile piattaforma indiziaria, in assenza di ulteriori eleggenti obiettivi a suffragio, spinge a formulare una prognosi necessariamente infausta circa la tenuta dell’accusa in dibattimento”. Per questo il pm ha chiesto che il giudice per le indagini preliminari pronunci decreto d’archiviazione e restituisca gli atti.

Ultima modifica: 25 giugno 2018

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