Il duro del video di Eazy Padrino, relazione antimafia: “È cugino di un noto boss del clan Romito”

I legami di Prencipe con ambienti della criminalità trovarono tragica conferma il 6 gennaio 2009, giorno dell'omicidio Quitadamo. Il suo nome compare nel decreto del prefetto



Occhiali scuri e atteggiamenti da duro. Così appare il pregiudicato Gianfranco Prencipe nel video del rapper italo-tedesco, Eazy Padrino. Prima scarrella una pistola che si è scoperto essere a salve, poi accarezza un pitbull sulla veranda con vista mare del genero, Libero Armiento, ex consigliere comunale di Mattinata. Quest’ultimo compare a pagina 8 della relazione sullo scioglimento del Comune di Mattinata per mafia. Nelle stesse pagine c’è anche un breve “ritratto” di Gianfranco Prencipe, deferito nelle scorse ore da polizia e carabinieri nell’ambito dell’inchiesta sul video di Eazy Padrino, inneggiante alla mafia. L’uomo è stato pizzicato per ricettazione in quanto trovato in possesso di diverse targhe per veicolo di nazionalità tedesca, delle quali almeno una sicuramente contraffatta. 

Nel documento firmato dal prefetto, Massimo Mariani si fa spesso cenno ai rapporti tra politica e criminalità locale nel piccolo comune garganico. In un passaggio si parla di una consigliera di maggioranza che intratteneva rapporti di amicizia con il pregiudicato, Francesco Pasqualotto Ciuffreda. “I due venivano fotografati insieme al matrimonio di Gianfranco Prencipe (l’uomo che scarrella la pistola di Eazy Padrino, ndr), pregiudicato e genero di Libero (detto Lino) Armiento”, ex consigliere comunale e dipendente Agenzia Entrate a Manfredonia. Armiento è anche tra i firmatari del ricorso contro il decreto del prefetto. Con lui solo il sindaco Michele Prencipe, il vicesindaco Perna e gli assessori Arena e Piemontese.

E ancora: “Armiento ha pregiudizi penali. Il genero, Gianfranco Prencipe, risulta frequentare noti esponenti della criminalità e annovera pregiudizi e precedenti penali, per violazione L.376/2000 art.9 e per furto; lo stesso veniva tratto in arresto per la violazione di cui agli articoli 495 C.P., art.640 C.P. (truffa) e per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Prencipe è inoltre cugino del noto pluripregiudicato, Francesco “Natale” Notarangelo, legato al clan Romito. 

I legami di Prencipe con ambienti della criminalità – si legge sempre nella relazione – trovarono tragica conferma il 6 gennaio 2009, allorquando, proprio mentre si trovava in sua compagnia, il suo amico Gianluigi Quitadamo venne attinto da vari colpi d’arma da fuoco, decedendo sul posto”.

Ultima modifica: 12 giugno 2018

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