Il nuovo Reparto della Polizia in ricordo dei fratelli Luciani. “È cambiato tanto da quel 9 agosto” | VIDEO

Tutti d'accordo, oggi si è scritta una pagina storica per la provincia di Foggia. La mente del sindaco di San Marco in Lamis torna ai tragici fatti della scorsa estate



Tante le personalità politiche sanseveresi e provinciali che hanno partecipato questa mattina alla cerimonia di inaugurazione della nuova sede del Reparto Prevenzione Crimine Puglia Settentrionale ubicato in San Severo, nell’immobile messo a disposizione dal Comune e che sarà diretto dalla Vice Questore Aggiunto la dottoressa Daniela Di Fonzo. Dai parlamentari pentastellati, i senatori Marco Pellegrini e Gisella Naturale insieme alla deputata sanseverese Carla Giuliano e alla consigliera regionale Rosa Barone, all’assessore regionale al Bilancio Raffaele Piemontese. Con loro tanti sindaci, a cominciare da quelli dei due Comuni più colpiti dalla strage del 9 agosto 2017, Apricena e San Marco in Lamis.

“Io credo che questa sia una giornata storica, che ricorderemo per tantissimi anni perché finalmente il nostro territorio, grazie come diceva il Ministro dell’Interno alla sinergia tra le istituzioni, ha raggiunto un obiettivo straordinario. Lo Stato finalmente ha investito pesantemente con risorse e mezzi in Capitanata, questo è un segnale incoraggiante per i nostri cittadini, che da tempo ci chiedevano più sicurezza. Come sindaci dobbiamo sensibilizzare i cittadini a denunciare e a ribellarsi”, è stato il commento di Antonio Potenza, sindaco di Apricena.

“San Severo è il fulcro di un territorio molto più vasto che è l’Alto Tavoliere, noi immaginiamo e soprattutto ci auguriamo che questo nuovo servizio di controllo del territorio possa riguardare un’area molto più vasta – ha aggiunto Lino Monteleone primo cittadino di Torremaggiore -. Tutti i Comuni soffrono a vario titolo rispetto ai temi della legalità e della sicurezza, questo è un presidio ulteriore dello Stato rispetto ai sacrifici messi in campo della autorità competenti. Noi abbiamo già avviato a Torremaggiore una fattiva attività di controllo, io sono autorità di pubblica sicurezza, dal momento che manca un commissariato nella mia cittadina. Chiaramente intensificheremo le relazioni, che sono già proficue, con le forze dell’ordine per accrescere il controllo, ma soprattutto la prevenzione”.

 

Da sx, i pentastellati, Pellegrini, Naturale e Giuliano

Cosa è cambiato dalla drammatica estate scorsa? “È cambiato tanto da quel 9 agosto”, è la convinzione di Michele Merla, sindaco di San Marco in Lamis, la comunità delle due vittime, i due fratelli Luciani.  “C’è oggi la presenza dello Stato e questa struttura a San Severo lo dimostra nella maniera più evidente, io sono qua per ricordare due nostri concittadini, che hanno contribuito affinché questo territorio sia più sicuro, vorrei ricordare loro due. Si meritano la nostra riconoscenza anche se purtroppo non ci sono più: questi risultati sono avvenuti anche grazie al loro sacrificio, questo è per noi motivo di orgoglio. Un forte abbraccio alla famiglia Luciani e ai due nostri concittadini che non ci sono più, Luigi e Aurelio, che vanno ricordati. Loro sono vittime di un sistema criminale che deve essere combattuto, così come sta avvenendo in questo periodo. San Marco in Lamis, il paese, non ha mai smesso di fare iniziative e di stare vicino alla famiglia e di considerare la lotta alla criminalità mafiosa nel nostro territorio uno degli aspetti più importante. C’è stato un risveglio di coscienze che ci fa stare tranquilli: i giovani e le associazioni sono tutti uniti perché questi episodi non accadano più”.

Forte anche la presenza della società civile. L’ingegner Pippo Cavaliere presidente della Fondazione Antiusura Buon Samaritano ha voluto esserci e testimoniare la sua riconoscenza all’ex procuratore nazionale antimafia Franco Roberti e al capo della Polizia Franco Gabrielli. Entrambi erano stati invitati dal Vescovo Vincenzo Pelvi, presidente onorario della FBS, prima con  la manifestazione al Giordano #FoggiaReagisce nell’aprile 2016 e poi in un incontro privato in Arcivescovado, per richiamare una maggiore attenzione sulla Capitanata, territorio della Quarta Mafia.

“L’inaugurazione del Reparto di Prevenzione Crimine “Puglia Settentrionale” nella Città di San Severo costituisce un altro prezioso tassello nell’incisiva azione di contrasto al grave fenomeno criminale in Capitanata, che lo Stato sta portando avanti con grande determinazione. Non passa giorno che le cronache quotidiane non raccontino di brillanti operazioni, estese all’intero territorio provinciale, che portano all’individuazione di attività illecite, spesso gestite da organizzazioni criminali”, ha evidenziato Cavaliere in una nota. E ha aggiunto: “Accanto a questa energica azione condotta da forze dell’ordine, magistratura inquirente e prefettura, occorre ora una maggiore collaborazione da parte di noi cittadini. Usura ed estorsioni stanno diventando fenomeni sempre più sommersi, le organizzazioni criminali che controllano il racket cambiano il loro modus operandi con forme meno dirette ed evidenti, ma spesso le vittime continuano a tacere e a non denunciare. Anche quando le indagini accertano la responsabilità di usurai ed estorsori, le vittime si ostinano a tacere o a minimizzare anche a rischio di affrontare imputazioni per favoreggiamento. L’attività delle forze di polizia produce così risultati più limitati rispetto a quelli che potrebbe produrre in presenza di una più intensa collaborazione da parte delle vittime. Ma c’è di più. Il commissario straordinario del governo antiusura ed antiracket ha appena reso noti i dati relativi all’attività del comitato di solidarietà relativa all’anno 2017: a livello nazionale sono stati elargiti, tra mutui ed elargizioni, ben 18 milioni di euro alle vittime di usura ed estorsione a titolo di risarcimento per i danni patiti, una cifra doppia rispetto a quella dell’anno precedente. Una ragione in più per denunciare. La posta in palio è ben più alta di quanto possa sembrare,in quanto è in gioco il futuro delle nuove generazioni e lo sviluppo economico, sociale e culturale di questa terra”.

Ultima modifica: 16 maggio 2018

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