Detenuto aggredisce agente e gli stacca la falange della mano, tensione nel carcere di Foggia

Un altro, invece, ha tentato di suicidarsi tagliandosi la gola con una rudimentale lama perdendo molto sangue a causa della profonda ferita. È allarme totale nel penitenziario dauno



Ancora paura e tensione all’interno del carcere di Foggia. A circa 15 giorni dal weekend di aggressioni a poliziotti penitenziari la storia si è ripetuta ed avrebbe potuto avere un finale ben diverso. Infatti nella serata di ieri all’interno della sezione detentiva, un poliziotto, senza alcun motivo è stato colpito da un detenuto di origine africana riportando il distacco della falange della mano, ed una prognosi di almeno 20 giorni. A denunciare i nuovi fatti è il sindacato Sappe che evidenzia lo stato di tensione nel carcere di Foggia dve si sono verificati nuovi episodi di violenza. Secondo il sindacato penitenziario, infatti, questa mattina un detenuto di origine foggiana, con seri problemi psichiatrici ha tentato di suicidarsi tagliandosi la gola con una rudimentale lama perdendo molto sangue a causa della profonda ferita.

Grazie all’intervento degli operatori penitenziari l’uomo è miracolosamente vivo ed è stato subito accompagnato presso l’ospedale di Foggia dove è stato operato e poi ricoverato. Una giornata di tensione continuata con altri due episodi di tentato suicidio: il primo riguarda un detenuto di Lucera che sempre per protesta avrebbe ingerito della candeggina, così come avrebbe fatto anche un altro detenuto foggiano, entrambi, con seri problemi psichiatrici, sono stati subito soccorsi e ricoverati presso il locale nosocomio, dove sono piantonati da solo due poliziotti. In occasione degli ultimi episodi di violenza il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria, aveva richiesto l’intervento del prefetto di Foggia considerata l’impossibilità di assicurare il corretto funzionamento delle attività all’interno del carcere, a causa della superficialità ed indifferenza dell’Amministrazione penitenziaria.

“La situazione sta degenerando ogni giorni che passa senza che venga presso nessun provvedimento – sostengono dalla segreteria generale del Sappe – mentre la pentola a pressione che potrebbe provocare effetti devastanti non solo per la comunità carceraria ma per l’intero territorio foggiano, può esplodere in ogni momento”.

Purtroppo la carenza dell’ organico della polizia penitenziaria ridotto ai minimi termini, denunciano dal sindacato, oltre che costringere ad allentare i controlli consentendo l’ingresso di materiale proibito, sta consegnando il carcere in mano ai violenti.

Il SAPPE chiede e pretende l’intervento diretto del ministro della giustizia al fine di riportare la legalità, il rispetto delle leggi nonché la sicurezza all’interno del carcere di Foggia.

“Nel contempo – concludono dalla segreteria generale del Sappe – si chiede il commissariamento del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria con l’esonero immediato dei suoi vertici che con una politica penitenziaria superficiale, disinteressata, inconcludente e permissiva , sono i primi responsabili della situazione del carcere foggiano e di tante carceri pugliesi ed italiane, ove la legalità diventa sempre difficile da mantenere”.

Ultima modifica: 3 aprile 2018

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