Soprintendenza cerca sede, funzionari e assistenti “cacciati” dalla palazzina nei Quartieri Settecenteschi

Dall’inizio del 2018 circa 18 dipendenti della Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province Barletta-Andria-Trani e Foggia hanno cominciato a vagare per i vari plessi della città in cerca di una sede. Il problema è stato sollevato molte volte e dal professor Giuliano Volpe e dalla stessa Soprintendente Simonetta Bonomi, che già dal …



Dall’inizio del 2018 circa 18 dipendenti della Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province Barletta-Andria-Trani e Foggia hanno cominciato a vagare per i vari plessi della città in cerca di una sede. Il problema è stato sollevato molte volte e dal professor Giuliano Volpe e dalla stessa Soprintendente Simonetta Bonomi, che già dal suo insediamento un anno e mezzo fa aveva richiesto una sede unica al Comune. Gli uffici fino a qualche giorno fa erano divisi tra Via Alberto Alvarez Valentini e Via De Nittis. Ma dal primo gennaio, i funzionari Antonio Gaudiano, Massimo Mastroiorio, Italo Maria Muntoni , gli assistenti Salvatore Patete, Alfredo Pilone, Francesco Racano, Francesco Ronchi, Francesco Rubino, Agata Santoro, Rosario Sarcone, Vito Soldani, Mariangela Spagnoli, Angelo Mario Ventura, Giuseppe Vigliano, gli assistenti tecnici e alla fruizione Giuseppe Compagni, Vincenza Di Ianni, Saverio Massimo Marchesino e l’addetta ai servizi ausiliari Laura Nardacchione sono stati “sgomberati”.

I proprietari della palazzina nei pressi di Corso Cairoli hanno deciso di affittare la loro proprietà ad uno studio molto rinomato di avvocati foggiani per ricavarne un maggior profitto. Ecco dunque che la Soprintendenza si trova in un grave stato di bisogno, che potrebbe pregiudicare la stessa permanenza della struttura in provincia di Foggia, dal momento che a Canosa e nella Bat in genere farebbero carte false per ospitare tutto l’organigramma.

Il contratto di locazione per l’immobile nei Quartieri Settecenteschi in Via De Nittis, stipulato nell’ottobre del 2005, già scaduto nel 2011 e rinnovato dall’amministrazione comunale su sollecitazione dell’allora sindaco Gianni Mongelli e della politica Colomba Mongiello, che paventava un trasferimento nel castello di Manfredonia o peggio ancora a Barletta, parrebbe essere stato rescisso, non prima però della liquidazione dell’indennità di occupazione ai due proprietari, padre e figlia, per l’intero 2017 pari a 20mila euro, autorizzando l’Ufficio Ragioneria ad emettere il relativo mandato di pagamento.

Che fine farà la Soprintendenza? Tutto è accaduto nei giorni festivi. Al rientro dalle ferie, si appoggeranno al Genio Civile, sebbene qualcuno faccia presente che non mancano a Foggia locali pubblici in cui allocare archeologi e architetti. Qualche esempio? La sede provinciale di Via Telesforo, che con la riforma Delrio e il dimezzamento del personale risulta vuota per più di un piano, il palazzo della Camera di Commercio di Via Dante e anche il palazzo di Via Gramsci al Comune. Basterebbe razionalizzare gli spazi.

Ultima modifica: 20 febbraio 2018

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