Soprintendenza cerca sede, funzionari e assistenti “cacciati” dalla palazzina nei Quartieri Settecenteschi

Dall’inizio del 2018 circa 18 dipendenti della Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province Barletta-Andria-Trani e Foggia hanno cominciato a vagare per i vari plessi della città in cerca di una sede. Il problema è stato sollevato molte volte e dal professor Giuliano Volpe e dalla stessa Soprintendente Simonetta Bonomi, che già dal suo insediamento un anno e mezzo fa aveva richiesto una sede unica al Comune. Gli uffici fino a qualche giorno fa erano divisi tra Via Alberto Alvarez Valentini e Via De Nittis. Ma dal primo gennaio, i funzionari Antonio Gaudiano, Massimo Mastroiorio, Italo Maria Muntoni , gli assistenti Salvatore Patete, Alfredo Pilone, Francesco Racano, Francesco Ronchi, Francesco Rubino, Agata Santoro, Rosario Sarcone, Vito Soldani, Mariangela Spagnoli, Angelo Mario Ventura, Giuseppe Vigliano, gli assistenti tecnici e alla fruizione Giuseppe Compagni, Vincenza Di Ianni, Saverio Massimo Marchesino e l’addetta ai servizi ausiliari Laura Nardacchione sono stati “sgomberati”.

I proprietari della palazzina nei pressi di Corso Cairoli hanno deciso di affittare la loro proprietà ad uno studio molto rinomato di avvocati foggiani per ricavarne un maggior profitto. Ecco dunque che la Soprintendenza si trova in un grave stato di bisogno, che potrebbe pregiudicare la stessa permanenza della struttura in provincia di Foggia, dal momento che a Canosa e nella Bat in genere farebbero carte false per ospitare tutto l’organigramma.

Il contratto di locazione per l’immobile nei Quartieri Settecenteschi in Via De Nittis, stipulato nell’ottobre del 2005, già scaduto nel 2011 e rinnovato dall’amministrazione comunale su sollecitazione dell’allora sindaco Gianni Mongelli e della politica Colomba Mongiello, che paventava un trasferimento nel castello di Manfredonia o peggio ancora a Barletta, parrebbe essere stato rescisso, non prima però della liquidazione dell’indennità di occupazione ai due proprietari, padre e figlia, per l’intero 2017 pari a 20mila euro, autorizzando l’Ufficio Ragioneria ad emettere il relativo mandato di pagamento.

Che fine farà la Soprintendenza? Tutto è accaduto nei giorni festivi. Al rientro dalle ferie, si appoggeranno al Genio Civile, sebbene qualcuno faccia presente che non mancano a Foggia locali pubblici in cui allocare archeologi e architetti. Qualche esempio? La sede provinciale di Via Telesforo, che con la riforma Delrio e il dimezzamento del personale risulta vuota per più di un piano, il palazzo della Camera di Commercio di Via Dante e anche il palazzo di Via Gramsci al Comune. Basterebbe razionalizzare gli spazi.

  • Maria Rosaria

    Chi la fa l’aspetti !..

  • Maria Rosaria

    Ai 18 dipendenti della Sovrintendenza Archeologia , Belle Arti e Paesaggio della Papuasia di Foggia

    Per mettere in evidenza l’importanza della necropoli di Arpi , 1184a. C. e decantare la maestosa bellezza del l’Ipogeo della Medusa , non mi stancherò mai di ripeterlo : DURANTE L’EPOCA ELLENISTICA LA CONOSCENZA DELLA MITOLOGIA COMINCIÒ AD ESSERE CONSIDERATA COME UN SEGNO DI PROFONDA CULTURA : Ciò premesso , alla luce della clamorosa scoperta nella nostra città di siti archeologici , testimonianze artistiche di grande pregio, di fatto , già resi noti dalla nostra valente archeologa Marina Mazzei ,e come da me più volte menzionati su questa testata giornalistica:
    quello che noi oggi dobbiamo accrescere , con competenze specifiche, per riuscire a guardare oltre l’orizzonte , delle già acclarate rivelazioni di studio , è non perdere l’occasione di scoprire scenari più belli e suggestivi: che cosa volevano trasmetterci , queste antiche popolazioni attraverso la cultura della mitologia degli antichi miti , nel tentativo di fare luce sulle istituzioni politiche , religiose dell’antica Grecia e, in generale , di tutta l’antica civiltà greca, quindi , non da ultimo scoprire L’AFFASCINANTE STORIA DELLE RADICI DELLA NOSTRA CITTÁ !
    Ovviamente, parliamo sempre di un periodo storico a.C. In cui la religione ellenistica , non presentava più i tratti caratteristici della religione greca, poiché risentì molto degli influssi provenienti dall’Oriente .
    Al culto delle divinità greche dell’Olimpo, si affiancò quello di divinità orientali.
    Inoltre , LA RELIGIONE NON FU PIÙ SENTITA COME UN ELEMENTO DI UNIFICAZIONE ANCHE POLITICA, MA SEMPLICEMENTE, COME UNA ” RICERCA PERSONALE E INTERIORE”. (Insomma , per dirlo in parole comprensibili, anche prima della venuta di Cristo sulla terra, molte antiche popolazioni hanno tentato di dare un senso, un valore , alle loro esperienze di vita, ed è proprio questo che noi dobbiamo ancora scoprire) – Fra gli dèi greci, quello maggiormente adorato, fu Dionisio .
    Tra le divinità adorate nel periodo Ellenistico , il cui culto era tipicamente orientale, ricordiamo quelle di Mitrha e Serapide.
    Entrando nello specifico della nostra città : è inevitabile non citare “ARPI E L’IPOGEO DELLA MEDUSA”, come si fa a tralasciare pagine e pagine di storia , bisognerebbe dare alle fiamme una miriade di testi di letteratura italiana , letteratura antica , latina e greca , storia , filosofia e arte , demografia , geografia: La tomba della Medusa rappresenta, senza dubbio, uno dei monumenti funerari più imponenti ritrovato ad Arpi, “IL PRINCIPALE E PIÙ ESTESO CENTRO DELLA DAUNIA PRE-ROMANA” .
    Questo monumento , come previsto dall’archeologa Marina Mazzei , doveva infatti rappresentare, per l’indubbia straordinarietà del monumento funerario, appartenuto ad una ricca e colta famiglia del III secolo a.C. L’ESPRESSIONE DELL’ ALTO LIVELLO RAGGIUNTO DALL’ARCHITETTURA E DALL’ ARTIGIANATO ARTISTICO , PROMOSSI DALL’ ARISTOCRAZIA ARPANA , SOTTO LA FORTE INFLUENZA DELLA CULTURA GRECA E SPECIFICATAMENTE MACEDONE DI ETÀ ELLENISTICA : Non a caso la scoperta dell’Ipogeo della Medusa ad Arpi , in passato ha riscosso l’interesse “Internazionale ” per il suo gran valore storico , artistico , letterario !
    Come si fa a non citare , contestualmente , per meglio comprendere: La scoperta delle rovine della “civiltà micenea”, da parte dell’archeologo tedesco Heinrich Schliemann (XlX) secolo, e di quelle della “civiltà minoica a Creta” , per mano dell’archeologo brittanico Artur Evans ( XX secolo ), è stata di grande aiuto per chiarire molti dubbi relativi ai poemi omerici; grazie ad esse sono stati rinvenuti molti reperti archeologici relativi a particolari “racconti mitologici”.
    E QUI COLGO L’OCCASIONE, PER RIBADIRE A GRAN VOCE ANCHE L’IMPORTANZA DEI MIEI APPROFONDIMENTI DI STUDIO, evidenziati proprio pubblicamente su questa testata giornalistica, in seguito ad un sequestro record di reperti archeologici , avvenuto in provincia di Foggia, in data 6 Ottobre 2017 segnalando a chi di competenza la valenza rimasta vergognosamente ancora , senza risposta , da vera denuncia penale : SUL RITROVAMENTO DELLA COPPIA FERMA TRECCE IN LAMINA D’ORO, (un oggetto personale , di innegabile appartenenza a Medusa , poiché già durante il sequestro era affiancato ai reperti di pertinenza con l’Ipogeo della Medusa : Tra i reperti più antichi, degni dei più prestigiosi musei ” venivano citati : un tipico “vaso filtro” dipinto, diversi, eleganti e ricercati crateri con anse a volute decorate da testine di “Medusa”, una pregiatissima “coppia di ferma trecce in lamina d’oro ” , un raffinato contenitore per oli profumati di pasta vitrea colorata e , per chi non le avesse riconosciute, vorrei aggiungere che tra le statuine, c’erano anche le “sorelle Gorgoni “.
    Proprio quest’ultimo ritrovamento , come ho ben spiegato in altri commenti , ci rende “EREDI E CUSTODI ” di un aspetto culturale di notevole importanza : QUESTA SCOPERTA , AVREBBE DOVUTO ESSERE MOTIVO DI ORGOGLIO E DI ONORE PER LA NOSTRA REGIONE, CITTÀ, COMUNICARLA AL MONDO INTERO , E NON ESSERE SOTTACIUTA , proprio per la sua “immensa valenza storica”, poiché attraverso la leggenda , come ho ben chiarito in altri commenti , quest’ultimo ritrovamento ci consente di sposare , persino LA “TEORIA STORICA” SOTTO IL PROFILO LETTERARIO : ovvero , che tutti i personaggi citati dalla mitologia furono in realtà “persone umane realmente esistite” , che in seguito i racconti che a loro si riferiscono hanno più o meno trasfigurato !

    Alla luce di quanto da me esposto potrei citare : un poema epico – mitologico di Publio Ovidio Nasone ( 43a. C. -18) Le Metamorfosi ( Metamorphoseon libri XV) incentrato sul fenomeno della metamorfosi. Attraverso quest’opera , ultimata poco prima dell’esilio dell’8 d. C. , Ovidio ha reso celebri e trasmesso ai posteri numerosissime storie e racconti mitologici della classicità greca e romana : incredibile, Ovidio , conferma quanto da me sostenuto attraverso il ritrovamento della coppia ferma treccia in lamina d’oro : ovvero la straordinaria bellezza della chioma della giovane fanciulla Medusa

    TESTO

    OVIDIO : LE METAMORFOSI ( Giampiero Rosati , Giovanna Faranda Villa , Rossella Corti ) ed. Rizzoli – TESTO LATINO A FRONTE.
    cap. 4 VV. 770- 800

    ‘fare , precor, Perseu, quanta virtute quibusque
    artibus abstuleris crinita draconibus ora ”
    Narrat Agenorides gelido sub Atlante iacentum
    esse locum solidae tutum munimine molis;
    cuius in introitu geminas habitasse sorores
    Phorcidas unius partitas lumînis usum;
    id se sollerti furtim , dum traditur , astu
    supposita cepisse manu perque abdita longe
    deviaque et silvis horrentia saxa fragosis
    Gorgoneas tetigisse domos passimque per agros
    perque vias vidisse hominium simulacra ferarumque
    in silicem ex ipsis visa conversa Medusa ;
    se tamen horrendae clipei , quod laeva gerebat,
    aere repercusso formam adspexisse Medusae,
    dumque gravis somnus colubrasque ipsamque tenebat,
    eripuisse caput collo, pennisque fugacem
    Pegason et fratem matris de sanguine natos.
    addit et longi non falsa pericula cursus ,
    quae freta , quas terras sub se vidisset ab alto
    et quae iactatis tetigisset sidera pennis.
    ante exspectatum tacuit tamen : excipit unus
    ex numero procerum quaerens , cur sola sorum
    gesserit alternos inmixtos crinibus angues .
    HOSPES AIT: ‘QUONIAM SCITARIS DIGNA RELATU,
    ACCIPE QUAESITI CAUSAM, CLARISSIMA FORMA,
    MULTORUMQUE FUIT SPES INVIDIOSA PROCORU
    ILLA , NEQUE IN TOTA CONSPECTIOR ULLA CAPILLIS
    PARS FUIT; INVENI , QUI SE VIDISSE REFERRET ,
    HANC PELAGI RECTOR TEMPIO VITIASSE MINERVAE
    DICITUR: aversa est et castos aegide vultus
    nata Iovis texit , neve hoc inpune fuisset ,
    Gorgoneum crinem turpes mutavit in hydros,
    nunc quoque , ut attonitos formidine terreat hostes ,
    pectore in adverso , quos fecit , sustinet angues”

    TRADUZIONE IN ITALIANO E BREVE INTRODUZIONE:

    Durante un pranzo di gala offerto dal re che governa : Cefeo padre di Andromeda , il discendente di Linceo si informa delle abitudini locali , dei costumi e del carattere della gente del luogo . Uno dei presenti lo ragguagliò in proposito e poi lo esortò dicendo :

    Perseo , raccontaci tu , ti prego di qual coraggio hai avuto bisogno e di quali stratagemmi per strappare a Medusa il suo capo cinto di serpi . il discendente di Agenore cominciò a narrare come sotto il gelido Atlante si trovasse un luogo protetto da solide muraglie e come all’ingresso abitassero due sorelle figlie di Forco , che si valevano in due di un solo occhio . Raccontò che , mentre se lo passavano , egli di nascosto, con astuzia e rapidità, aveva allungato la mano e glielo aveva sottratto; e poi subito via , per strade nascoste e sperdute , per dirupi orride selve fino a raggiungere la casa della Gorgone . Qua e là per i campi e per le vie aveva scorto statue di uomini e di belve che erano rimasti pietrificati alla vista di Medusa . Anche lui l’aveva visto, l’orrido mostro , ma attraverso l’immagine riflessa nello scudo di bronzo che reggeva al braccio sinistro ; e mentre un sonno pesante gravava su Medusa e sui serpenti , le aveva staccato la testa dal collo . Dal suo sangue erano nati due figli Pegaso , destriero veloce e alato, e suo fratello . Poi il narratore continuò , elencando i reali pericoli che aveva incontrato nel lungo peregrinare, i mari e le terre che aveva visto dall’alto sotto di sé e le costellazioni che aveva raggiunto, librandosi sulle sue ali .
    Ad un tratto la narrazione, malgrado l’uditorio si aspettasse ancora altro da lui . Uno dei dignitari presenti cercò allora di ravvivarla , chiedendo come mai Medusa , sola tra le sorelle, portasse nella chioma serpenti frammisti ai capelli . E l’ospite riprese :
    POICHÈ LA TUA DOMANDA MERITA UNA RISPOSTA, ECCOTI LA SOLUZIONE DEL QUESITO. ELLA ERA STATA BELLISSIMA, OGGETTO DI SPERANZA E DELLA COMPETIZIONE DI MOLTI PRETENDENTI, MA LA SUA PIÙ GRANDE DOTE ERANO I MAGNIFICI CAPELLI. HO CONOSCIUTO UNO CHE POTEVA TESTIMONIARE DI AVERLI VISTI. SI DICE CHE IL RE DEL MARE VIOLENTÒ LA GIOVANE NEL TEMPIO DI MINERVA : ALLORA LA FIGLIA DI GIOVE ( ATENA) SI VOLTÒ INDIGNATA , COPRENDO I SUOI CASTI OCCHI CON SCUDO, E PERCHÉ IL FATTO NON RESTASSE IMPUNITO TRASFORMÒ I CAPELLI DELLA GORGONE IN ORRIBILI SERPENTI . E ANCHE ORA LA DEA OSTENTA SUL SUO PETTO I SERPENTI CHE HA GENERATO, PER RIEMPIRE I NEMICI DI STUPEFAZIONE E DI TERRORE.

    Ovidio la descrive così : ” Di eccezionale bellezza , Medusa fu desiderata e contesa da molti pretendenti, e in tutta la sua persona nulla era più splendido dei capelli : ho conosciuto chi sosteneva di averla vista . Tra questi pretendenti ci fu anche un dio Poseidone , il quale , per riuscire a catturarla , si trasformò in un uccello , più precisamente in un ‘ aquila marina , e la rapì . La portò al tempio di Atena e qui profanò il corpo della ragazza , violentandola . La giovane piena di paura , si nascose dietro una statua della dea , lasciando però i capelli liberi , alla vista non solo del dio , ma di chiunque altro vi fosse entrato . Tutto questo non passò inosservato ad Atena .infatti si infuriò tantissimo, soprattutto per l’atteggiamento della ragazza , che in quella occasione, non nascondendo i capelli, aveva dato l’impressione alla dea di vantare la sua chioma come più bella . A quel punto la dea maledisse la ragazza , che si trasformò in un orribile mostro con occhi di brace che al solo guadarla pietrificava all’istante chiunque incrociava il suo sguardo , con enormi zanne al posto dei denti, una chioma serpentina al posto dei capelli e gambe e braccia artigliate .
    Anche la morte di Medusa è da imputare in parte ad Atena , perché , quando Perseo ricevette il compito, da parte di Polidette re di Seride , di uccidere la Gorgone , riuscì a decapitarla con uno scudo lucido come uno specchio che gli era stato fornito da Atena : raccomandando all’eroe di guardare Medusa solo di riflesso , per evitare che attraverso il suo sguardo diretto e mortale potesse restare pietrificato e , gli provvide anche una sacca magica dove riporre la testa decollata , per impedire che i poteri di Medusa continuassero anche dopo la morte .
    Anche Mercurio lo aiutò in questa impresa dandogli un pugnale che riusciva a penetrare ogni materiale, i suoi calzari per renderlo velocissimo negli spostamenti e un casco per renderlo invisibile. Grazie a tutto questo armamentario riuscì a infilarsi nella terra degli Iperborei paese delle Gorgoni e trovatele addormentate riuscì a decapitare Medusa . Infine la testa di Medusa fu portata proprio ad Atena che la pose come effige sul suo scudo . La testa non perse i suoi poteri , ma i suoi occhi continuarono ad essere una minaccia di morte per chiunque la guardasse . Inoltre dalla testa decapitata nacquero due esseri mitologici, concepiti dalla violenza subita da Poseidone : il mitico cavallo alato Pegaso e l’eroe Crisaore . Infine dalle gocce di sangue cadute a terra sono venuti fuori tutti i serpenti velenosi del deserto libico , mentre da quelle cadute nel mare nacque il bellissimo e pregiatissimo corallo rosso .
    Infinite sono le storie e i miti sulle Gorgoni e su Medusa : ne parla Omero , nell’Iliade e nell’Odissea , Esiodo nella Teogonia e ancora Stasino di Cipro , Pindaro , Eschilo , Apollodoro , Diodoro Siculo, Ovidio nelle Metamorfosi e altri ancora .
    La studiosa Angela Giallongo ci dà questa definizione più moderna delle sorelle Gorgoni, figlie delle divinità marine Forco e Ceto : Il termine greco Gorgos indica un qualcosa di ripugnante , o meglio una creatura ripugnante . In effetti le Gorgoni rappresentano il nemico da combattere , da debellare , la degenerazione delle varie forme della corruzione: Euriale raffigura la corruzione sessuale , Steno quella morale e sociale e Medusa , con il suo sguardo ammaliante,la perversione intellettuale e spirituale . In sostanza incarnano le mostruose deformazioni della psiche conseguenti alla devianza delle pulsioni .

    Ma , al di là di tutta la narrazione mitologica , quello che vorrei farvi entrare nel cervello è che l’Ipogeo della Medusa, per la straordinarietà del suo ritrovamento,in Arpi ancora oggi , potrebbe diventare un sito archeologico di altissimo interesse turistico: proprio per il suo immenso valore artistico , storico culturale che , per ognuno di noi avrebbe dovuto essere motivo di orgoglio , di riscatto sociale per la nostra città : a chi , attraverso tutti i nostri reperti archeologici non piacerebbe poter spiegare al mondo le conclusioni a cui erano giunti i più grandi e sommi Poeti della letteratura antica latina e greca , filosofia su un rapporto che mi pare tutt’oggi presente nel genere femminile: In effetti , a una prima analisi superficiale noi ci troviamo di fronte a due forti figure femminili, le quali rappresentano rispettivamente la razionalità Atena e la bellezza Medusa . Quest’ultima ė la donna che possiede solo il suo aspetto esteriore , il potere di farsi largo nel mondo , un essere che attira a se chiunque con lo sguardo , ammaliando . Atena viceversa , è la donna che non possiede altro che la sua intelligenza e astuzia , ma che non ha armi di seduzione a disposizione. Quindi vi è un chiaro scontro tra bellezza e intelligenza. Scontro che, oserei dire è tutt’ora aperto , benché viviamo nel XXI secolo: come se la donna ancora oggi , non potesse essere bella e intelligente al tempo stesso . Scavando più a fondo alla leggenda noteremo che l’episodio di Atena, di trasformare Medusa in un mostro è legato al fatto che , la dea volesse rivelare la vera interiorità della mortale , liberando per così dire , Medusa dalle illusorie fattezze , tratti somatici, che si era creata per sedurre gli uomini e liberando a sua volta gli uomini da questa falsa illusione di perfezione femminile e da questo incombente pericolo. E proprio su quest’ultimo legame vorrei citare i versi di un altro grande poeta che , pur in poche righe , ci parla di Medusa . Il sommo poeta Dante nella sua celeberrima Commedia , si esprime così:

    Anche Dante Alighieri nel IX canto dell’inferno ci parla di Medusa

    DANTE ALIGHIERI
    Inferno Canto IX vv. 52 – 57

    -Vegna Medusa: sì ‘l farem di smalto:-
    dicevano tutte riguardando in giuso
    -mal non vengiammo in Teseo l’assalto .
    -Volgiti in dietro e tien lo viso chiuso;
    chè se il Gorgòn si mostra e tu ‘l vedessi,
    nulla sarebbe del tornar mai suso .-

    Traduzione

    Medusa : la minore delle tre Gorgoni , figlie del dio marino Forco ; la quale faceva impietrare , secondo il mito, chi la guardava nel volto
    smalto : qui sta per pietra . Lo smalto è pietra : però che di pietra si fa
    mal non vengiammo : male facemmo a non vendicare . Per la forma vengiare , probabile francesismo
    in Teseo : contro Teseo . Allude al mito secondo cui Teseo , insieme con Piritoo , discese all’Ade per rapire Proserpina; fu fatto prigioniero , e poi , liberato da Ercole .
    lo viso : gli occhi
    nulla sarebbe : non si potrebbe più , non ci sarebbe più niente da fare . Essere niente ,in questo senso , era comune : non era niente di poterlo trarre de la fosse quanto poteva s’aiutava ; ma ciò era niente .
    del tornar : quanto al tornare
    in suso : sulla terra

    Dante colloca Medusa presso le mura della città di Dite , come minacciosa guardiana del cerchio degli eretici. Qui ci sono anche le Furie Erinni , anch’esse con il corpo di donna e capelli serpentini , le quali , gridando e lacerandosi il petto , minacciano di far pietrificare Dante da Medusa . A questo punto interviene Virgilio , che invita il suo discepolo a chiudere gli occhi , che per sicurezza copre anche con le sue mani . Da ciò si evince che anche nel mondo degli inferi Medusa mantiene i suoi poteri di ammaliatrice e pietrificatrice . Quindi anche in Dante noi scorgiamo i medesimi pericoli che aveva intuito anche Atena . “Fissarla avrebbe spento per sempre ogni pensiero , ogni desiderio di conoscenza e di salvezza . Dentro quegli occhi si presenti a l’ incancellabile bruttura del peccato . Se lei si fosse impadronita con lo sguardo dei pensieri e dei sentimenti del poeta gli avrebbe portato via tutti i suoi Beni spirituali . Ogni sforzo cosciente di superare il male , ogni volontà di redenzione, ogni possibilità di raggiungere l’armonia . Impossibile esprimere meglio di così la paura del male , la cui forza avrebbe cancellato ogni pensiero buono e vitale . Ancora più rilevante è il fatto che a coprire gli occhi di Dante sia la sua guida Virgilio , il quale conosceva perfettamente il potere pietrificatore di Medusa , perché ne aveva parlato nell’Eneide . A tal proposito, ancora la studiosa Angela Giallongo , si esprime in questo modo : il sensibile gesto da magister era scaturito dal desiderio di proteggere le esperienze .
    Per concludere in maestosa bellezza, la storia di Medusa , vorrei citare , anche il grande ammiratore dell’arte e del mondo ellenistico, Antonio Canova, fra gli scultori più riconosciuti di tutti i tempi , era un appassionato scultore della mitologia greca : Quando era al lavoro , nel suo studio , si narra che c’era sempre qualcuno che aveva il compito di leggere storie tratte dai classici del mondo greco !
    Mi chiedo solo : chi di noi può rimanere indifferente di fronte alla scoperta delle radici di storia della nostra città , a così tanta bellezza e cultura artistica , al fascino di un mito intramontabile come Medusa , ad un argomento che ancora oggi mantiene la sua attualità , in particolare modo ai problemi del linguaggio simbolico dei sensi e della vita affettiva di ognuno di noi !

  • Giustizia e legalità

    Sono in una evidente situazione di imbarazzo : per la prima volta, non so se soffermarmi sull’ egregio commento, con dotte citazioni anche di fonti latine, e che denota certamente una conoscenza, fuori dal comune, della materia e dei siti locali, oppure fermarmi solo al precedente condensato ” chi la fa l’aspetti “, che mi affascina, pur ovviamente non comprendendone appieno la premessa sottostante ! Cosa suggerisci ?

    • Maria Rosaria

      Di soffermarti decisamente sul commento , mi piacerebbe fare scoppiare ad orologeria su tutta la stampa d’Italia , in fase pre -elettorale gli scandali politici del nostro Comune , Provincia e Regione . Voglio giustizia !