Ponte chiuso da due mesi, disagi e pericoli. Possibili guai anche per chi vi passa sotto

Ben due sammarchesi hanno ambizioni parlamentari romane, il deputato uscente Angelo Cera e il pentastellato Luigi La Riccia, che deve superare lo scoglio del filtro di Beppe Grillo e del voto della base in rete alle Parlamentarie, eppure da circa 2 mesi, i residenti di San Marco in Lamis, i mezzi pubblici e tutti coloro che percorrono Via San Marco, la strada provinciale 26, per raggiungere Arpinova, Passo di Corvo e i vari terreni agricoli sono costretti ad allungare di 4 km il percorso a causa del ponte sulla S.S. 89, chiuso da ormai 2 mesi.

È enorme il disagio procurato a quanti dovrebbero viaggiare su quel ponte, ad altezza della torre dell’acquedotto per il bivio San Marco. Gli automobilisti e tra questi tantissimi infermieri e medici Asl in rientro sul Gargano sono costretti a proseguire fino al ponte successivo per l’inversione e l’imbocco della strada provinciale dalla cantina.

Il ponte, in cattive condizioni da anni, è stato bloccato dall’Anas per evitare che ci scappi il morto, ma resta pericoloso anche per chi vi passa sotto. Fino ad oggi i vari agricoltori, i sammarchesi e coloro che lavorano lungo la nota strada alberata di cipressi (dopo il vecchio istituto agrario vi è anche un corridoio eolico importante) sono stati silenti, non si sono organizzati per una protesta o per accelerare la riparazione del ponte, ma l’attivista pentastellato Roberto Carchia, agronomo e agricoltore con i suoli in quelle zone, invita tutti ad essere meno “rassegnati”. “Si tratta di una strada importante che ha fatto la fortuna dell’edilizia foggiana e della provincia e che oggi è ridotta ad uno schifo. Vi transitano migliaia di metri cubi di inerti provenienti dalle cave situate sotto la pedegarganica. La multinazionale Repower che ha realizzato in zona pai lungo i canali e ha addirittura fatto spostare i coni di atterraggio e decollo dell’Amendola ha avuto una estrema potenza, tutti quei proventi che benefici apportano al nostro territorio? Zero, non ci riparano neppure il ponte. Che vergogna! Che il ponte sia inserito nei prossimi programmi elettorali dei candidati”, osserva a l’Immediato.

  • Giustizia e legalità

    Ecco che, iniziata la campagna elettorale, improvvisamente ci si ricorda dei problemi dei cittadini, ma solo in quanto elettori : perchè, se Mattarella non scioglieva le Camere, e chi si sarebbe mai ricordato di questo ponte ? Circa poi la questione delle somme dovute ai Comuni, a titolo di indennizzo per i parchi eolici fatti realizzare, e/o opere simili, la questione è ben nota, con due scuole di pensiero : da una parte, c’è chi sostiene che i Comuni non le hanno mai richieste; dall’altra, invece, chi dice che i soggetti tenuti al pagamento, si sono inventati di tutto, pur di non pagarle ! Comunque sia, sbrigatevi a ripristinarlo : non vorrei che il flusso turistico del circuito ” paleontologia-plastificata “, ne dovesse risentire negativamente ?