Mangano condannato, lui prova a smentire. Ma c’è sentenza con rito abbreviato

Il “re della tarantella garganica”, Michele Mangano ha tentato di smentire prima su Facebook, attraverso il proprio profilo social poi anche con comunicato stampa, la notizia della condanna per violenza su una minorenne riportata ieri dalla nostra testata. Ecco cosa ha scritto testualmente: “Io sottoscritto Michele Maria Mangano con sommo dispiacere ritengo opportuno denunciare coloro i quali …



Il “re della tarantella garganica”, Michele Mangano ha tentato di smentire prima su Facebook, attraverso il proprio profilo social poi anche con comunicato stampa, la notizia della condanna per violenza su una minorenne riportata ieri dalla nostra testata. Ecco cosa ha scritto testualmente: “Io sottoscritto Michele Maria Mangano con sommo dispiacere ritengo opportuno denunciare coloro i quali hanno avuto interesse immotivato a pubblicare in rete fatti e circostanze del tutto non veritieri sulle mie qualità personali, legate ad un ipotetico procedimento presso un tribunale.
Tale comportamento, che trovo del tutto inqualificabile, sarà da me medesimo punito con fermezza a norma di legge.
Ragion per cui si diffida per eventuali successive pubblicazioni ad astenersi dal ripubblicare fatti e circostanze di cui sopra.
Michele Maria Mangano”. Il post è stato successivamente rimosso.

Per l’esattezza il 55enne ballerino è stato condannato a 3 anni e 4 mesi con rito abbreviato (che prevede lo sconto di un terzo della pena, ndr). Sentenza dell’ufficio gip del tribunale di Foggia dell’11 dicembre scorso. Motivazioni a 90 giorni dalla decisione ovvero il 12 marzo 2018. Registro notizia reato 7621/16, numero registro gip 9027/16. Numero sentenza 520/17. Giudice, dottor Dello Iacovo. 

Il reato (commesso il 29 maggio 2016 a Manfredonia) per cui Mangano è stato condannato in primo grado è quello relativo all’articolo 609 bis del codice penale che recita: “Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali: abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto; traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi”.

In appello (già annunciato dal legale dell’uomo) Mangano potrebbe avere la possibilità di dimostrare la sua innocenza, in una sede più opportuna rispetto ai social network.

Ultima modifica: 20 febbraio 2018

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