Ricette false, assolti due medici della provincia di Foggia. “Farmaci prescritti solo nell’interesse dei pazienti”

Il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Foggia, Salvatore Onorati, esprime “piena soddisfazione per l’esito positivo in merito alla vicenda occorsa ai colleghi di San Severo: Capotosto e Puntonio assolti perché il fatto non sussiste con sentenza diventata irrevocabile”. Nel 2014 furono sottoposti a perquisizione ed arresti domiciliari con l’accusa di …



Il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Foggia, Salvatore Onorati, esprime “piena soddisfazione per l’esito positivo in merito alla vicenda occorsa ai colleghi di San Severo: Capotosto e Puntonio assolti perché il fatto non sussiste con sentenza diventata irrevocabile”.

Nel 2014 furono sottoposti a perquisizione ed arresti domiciliari con l’accusa di truffa per prescrizioni farmaceutiche non dovute. “L’evento fece sollevare polemiche ed attacchi gratuiti contro il sistema di prescrizione dei farmaci e tutta la categoria fu esposta alla gogna dei social – fanno sapere dall’Ordine -. Ora la sentenza: il fatto non sussiste! Insieme ai colleghi viene assolta tutta la categoria. Questa sentenza giunge in un periodo in cui da più parti si sentono sollevare voci sull’eccesso di prescrizioni e spesso le stesse hanno il sentore dell’allusione, ai limiti della calunnia per l’intera categoria. Contento l’Ordine dei Medici e il sindacato Fimmg, di cui lo stesso dottor Onorati è il segretario provinciale, per l’esito positivo della vicenda personale dei Colleghi, ma anche, e soprattutto, per una categoria fatta di colleghi che se prescrivono farmaci lo fanno esclusivamente per la salute dei propri assistiti.

Le vicende

L’operazione dei Nas di Foggia risale a giugno 2014, quando vennero eseguite 2 misure cautelari agli arresti domiciliari nei confronti di 2 medici di base e 3 misure interdittive dell’esercizio della professione nei confronti di 3 farmacisti di San Severo. I medici coinvolti furono  Paolo Capotosto (classe 56) di San Severo e Vincenzo Puntonio (classe 55) di Torremaggiore. Ad essere denunciati, invece, Michele Capotosto (nato nel 1985 e figlio di Paolo Capotosto), Aurelio Puntonio (anche lui del 1985 e figlio di Vincenzo Puntonio) e Angela Dell’Erba, tutti e tre titolari della farmacia “San Pio” di San Severo.

Gli indagati vennero accusati di far parte di un sistema che avrebbe permesso di ottenere indebiti profitti attraverso la falsificazione di prescrizioni di farmaci da parte dei medici-padri e la compiacenza dei farmacisti-figli i quali, pur consapevoli dell’irregolarità e della falsità delle prescrizioni, ne richiedevano il rimborso al Servizio Sanitario Nazionale. Migliaia di “ricette” vennero bollate come  irregolari e contraffatte, create ad hoc con firme alterate e timbri di medici convenzionatiestranei ai fatti. Tra le specialità medicinali falsamente prescritte antidepressivi e medicine per malattie respiratorie/polmonari. C’era persino il “Cialis”, molto simile al più noto Viagra.

 

Ultima modifica: 20 febbraio 2018

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