Dai debiti ai bus fatiscenti, bagarre in Comune. Sindaco: “Non accetto lezioni da chi ha distrutto città”

Il consiglio comunale di Foggia, pur con numerose polemiche e guerriglie politiche, è riuscito ad approvare la variazione di bilancio, che consentirà di erogare 300mila euro al personale dell’azienda del trasporto pubblico, solo la metà della somma trattenuta a fine 2016 dalle indennità dei dipendenti Ataf, per fronteggiare la crisi di liquidità della partecipata. Oggi …



Il consiglio comunale di Foggia, pur con numerose polemiche e guerriglie politiche, è riuscito ad approvare la variazione di bilancio, che consentirà di erogare 300mila euro al personale dell’azienda del trasporto pubblico, solo la metà della somma trattenuta a fine 2016 dalle indennità dei dipendenti Ataf, per fronteggiare la crisi di liquidità della partecipata. Oggi molti autisti e rappresentanti sindacali – non la Fast – a cominciare da Antonio Travisano della Cgil erano tra il pubblico a veder portare a casa questo atto, atteso ormai da un anno. La prossima tranche di soldi arriverà, è la promessa dell’amministrazione, entro Pasqua 2018.

Le opposizioni dal canto loro si sono mostrate compatte nel votar contro, ma i dipendenti, anche quelli schierati storicamente col centrosinistra, hanno sottolineato che anche il voto negativo è stato “un gioco delle parti”. “Sapevamo che si sarebbero opposti, ma è giusto così”, osserva Travisano. Astenuti i tre leghisti con Joseph Splendido a sottolineare che mai la Lega si porrà di traverso nei confronti di chi serve la città come il personale dell’azienda pubblica.

Antonio Travisano, segretario Cgil in Ataf

Eppure il voto del centrodestra potrebbe non essere così scontato come appare. L’emendamento al bilancio ha seguito un iter non del tutto lineare, con lo spostamento di alcune poste contabili vincolate, e potrebbe essere foriero di provvedimenti da parte della Corte dei Conti. La maggioranza si è assunta una responsabilità politica e “penale” quest’oggi nel restituire parte di quelle somme precedentemente detratte. “Ringraziamo i dipendenti perché loro hanno fatto sì che si potesse risanare l’Ataf”, hanno evidenziato i due capogruppo di Forza Italia e dei centristi di Franco Di Giuseppe, Consalvo Di Pasqua e Gino Fusco. Hanno votato contro invece i tre dissidenti, Nicola Russo, Giuseppe Pertosa e Pasquale Cataneo. Quest’ultimo, da esperto della mobilità, ai microfoni de l’Immediato, ha aggiunto che l’Ataf vive un momento difficile. L’azienda merita di più. In questi anni, ha spiegato, il trasporto pubblico ha perso insieme ai chilometri efficienza e puntualità. C’è poi tutta la questione dell’ingresso nel Cotrap, la cui approvazione avrebbe dovuto transitare dal consiglio, come ha rammentato il capogruppo dei Fratelli d’Italia Giuseppe Mainiero. “Noi dovremmo disincentivare i cittadini ad utilizzare il mezzo privato, ma come possiamo farlo se i mezzi pubblici non sono efficienti?”, è l’interrogativo di Cataneo, mentre rimarca anche la gestione fallimentare di un parcheggio di interscambio come lo Zuretti a Corso Roma.

Critico anche il piddino Alfonso De Pellegrino, che ha rammentato i punti negativi della relazione dei Corti dei Conti: spese pazze, fatture energetiche non pagate, tributi non riscossi dopo l’eterna vicenda Aipa-Mazal. A chi gli domanda lo sfasamento tra le poste previste dall’amministrazione Mongelli e la reale massa debitoria emersa, che la Corte cristallizza ad almeno 200 milioni di euro, De Pellegrino risponde che nel 2014 la fotografia scattata dal centrosinistra inquadrava 122 milioni. Insomma la tecnostruttura con il far perdurare situazioni incancrenite ha accresciuto alcuni debiti. “Nel luglio 2014 sono arrivati 28 milioni di euro dal Salva Enti che sarebbero dovuti servire a pagare i debiti non a contrarne altri”, è il suo commento.

Il sindaco Franco Landella in aula, forte dei risultati del bando da “periferia a periferia” e di altri successi ottenuti in Regione col progetto della pista ciclabile, non ha perso l’occasione per ripetere il suo refrain sull’eredità contabile e amministrativa ricevuta. Ma ha avuto parole dure anche per quegli alleati che siedono sui banchi del centrodestra solo grazie al premio di maggioranza. “Se abbiamo vinto è grazie a chi come me non si è svenduto ed è rimasto in Forza Italia con rigore ideologico”, ha detto. “Ogni giorno ci arrivano sentenze, non accetto la lezioncina da chi ha distrutto questa città e ora vuol fare l’amico dell’Ataf. Ho acquistato con sacrifici i mezzi all’Ataf, di seconda mano. Noi stiamo cercando di rilanciare con impegno la città. Per l’adeguamento inflattivo delle retribuzioni si è aperta una procedura con la Corte dei Conti, se il bilancio dell’Ataf è in utile è merito di questa amministrazione comunale. Abbiamo il merito di far funzionare la macchina pur con scarse risorse umane. Un dirigente per 4 servizi non si vede in nessuna parte d’Italia. Chiedo rispetto per la gente che lavora”.

Ultima modifica: 20 febbraio 2018

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