Gabbiotto fisso nel quartiere ferrovia, novità per arginare il degrado della zona

di ANTONELLA SOCCIO “Un presidio fisso di polizia municipale con un gabbiotto tangibile, dotato di una serie di tecnologie che possano accertare in tempo reale la regolarità delle auto in transito”. È questa la novità annunciata dal sindaco Franco Landella insieme al ritornato assessore all’Annona e alle Attività Produttive, Claudio Amorese – che con la rinuncia dei …



di ANTONELLA SOCCIO

“Un presidio fisso di polizia municipale con un gabbiotto tangibile, dotato di una serie di tecnologie che possano accertare in tempo reale la regolarità delle auto in transito”. È questa la novità annunciata dal sindaco Franco Landella insieme al ritornato assessore all’Annona e alle Attività Produttive, Claudio Amorese – che con la rinuncia dei salviniani non è più “dimezzato” nelle sue deleghe – alla conferenza stampa di questa mattina con l’associazione Adcua Onlus di Walter Mancini e una delegazione del comitato Amici del Viale, capitanata dalla dottoressa Roberta Apicella. “È stato testimoniato l’impegno, un cambio di passo, in un quartiere che era totalmente abbandonato anche nel decoro minimale, lasciato al suo problema che vivono tutte le città vicino le stazioni ferroviarie. Il flusso migratorio non si può eliminare, il degrado non è imputabile alla gestione del governo comunale. Per eliminare il problema dovremmo eliminarlo a monte”, ha detto Landella, rivendicando alcune azioni messe in campo in questi anni. “Siamo andati oltre alle nostre funzioni, comprendendo la difficoltà delle forze dell’ordine che devono perseguire reati molto più importanti”, ha osservato riferendosi ovviamente alle cellule del terrorismo islamico, che trovano in Foggia, una città che accoglie una importantissima moschea, un ambiente non ostile all’estremismo religioso.

L’amministratore ha elencato i piccoli miglioramenti apportati. Non solo la presenza fissa dei vigili in Via Podgora e il pattugliamento in tutto il quartiere, ma anche tentativi di arredo urbano e di interesse per gli abitanti e la zona. “Il ripristino della fontana davanti alla Stazione è stato il primo segnale, non so se qualcuno si ricorda come era messa la fontana, piena di rifiuti, come erano messi il verde e l’illuminazione, con i fari spenti. È stato un inizio di attenzione”, ha rimarcato.

Gli attivisti dal loro canto hanno presentato sei punti per la Sicurezza urbana del Quartiere Ferrovia. Nell’ordine: la regolamentazione degli orari di apertura e chiusura delle attività degli commerciali; il contrasto al fenomeno del bivacco nel Quartiere Ferrovia; il divieto di consumo di alimenti in strada e di bevande alcoliche e superalcolici che per motivi di degrado urbano ed igienico sanitari; orari certi e prestabiliti di conferimento dei rifiuti indifferenziati e imballaggi; il divieto di organizzare mercatini spontanei senza autorizzazione nelle vie Podgora, Piave e strade limitrofe e comunque più in generale nel Quartiere Ferrovia e l’adozione di provvedimenti incisivi per il contrasto alla prostituzione. Mancini si è rifatto al decreto Minniti, che ha ampliato le fattispecie in cui il sindaco può adottare ordinanze urgenti. Landella ha già emanato una prima ordinanza antibivacco, ma molto altro è nelle sue facoltà. Gli attivisti in un corposo documento scritto hanno osservato che “sarebbe opportuno adottare misure limitative volte a garantire la libera fruizione del territorio comunale e dei suoi  spazi da parte dei cittadini residenti, tutelando gli spazi comuni e  comunali contro atti contrari al decoro ed alla decenza, o che  comunque possono creare problemi di carattere igienico-sanitario o di  intralcio alla viabilità, vietando nell’intero Quartiere Ferrovia, l’accattonaggio e i comportamenti non decorosi conseguenza del bivaccamento, per esigenze di ordine pubblico e igienico sanitario e di  utilizzo dei luoghi (ci riferiamo anche al Terminal lntermodale e all’area della Stazione Ferroviaria).

I residenti da anni vedono pregiudicato il regolare e ordinato svolgimento della loro vita civile e chiedono provvedimenti necessari per l’applicazione delle  limitazioni orarie. “Il divieto potrà vigere con esclusione del consumo effettuato presso gli  spazi dati in concessione per le distese durante l’orario di apertura. Potranno essere inoltre  concesse specifiche deroghe in occasione di manifestazioni culturali,  sagre e fiere, per il periodo e per i luoghi di svolgimento delle stesse”, si legge nel loro atto.
Hanno richiamato inoltre il “Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti urbani per l’igiene del suolo” comprensivo delle tabelle delle “Sanzioni”. Il tema dei rifiuti è centrale al Quartiere Ferrovia, tanto che la storica farmacia ha anche subito gravi penalty per lo stoccaggio dei farmaci, che spesso rischiavano di essere scaricati vicino a cassonetti ricolmi di sacchi di monnezza.
“Per lo svolgimento dei mercatini devono essere utilizzate infatti solo e soltanto aree pubbliche messe a disposizione dal Comune e in caso di mercatino su area pubblica, non istituito dal Comune, la concessione dell’area interessata avverrà previo rilascio di apposita autorizzazione e stipula di convenzione/concessione. Le aree dovranno possedere i seguenti requisiti minimi: – adeguata superficie; – facile accessibilità per gli automezzi e le persone a piedi; – disponibilità di servizi igienici, anche mediante individuazione degli stessi in altre strutture purchè facilmente raggiungibili; – illuminazione dell’area; – possibilità di collegamento alla rete idrica comunale ed alla rete dell’energia elettrica pubblica. I requisiti di cui sopra dovranno essere dichiarati dai richiedenti o promotori dei mercatini in sede di presentazione della domanda di autorizzazione”, si legge nella richiesta formale di Adcua e Amici del Viale.

Residenti e attivisti spingono per l’attuazione dei principi espressi all’interno del Piano Strategico del Commercio approvato dal Consiglio comunale nel giugno del 2016. Nelle loro richieste compare anche “la limitazione degli orari e dei giorni di esercizio del servizio di navetta per il trasporto di immigrati dal Centro di Accoglienza di Borgo Mezzanone (agro di Manfredonia) a Foggia e istituzione di un  tavolo tecnico politico con gli altri comuni limitrofi della provincia”, perché sottolineano: “È infatti inspiegabile che gli immigrati siano trasportati tutti nella nostra  città da un territorio comunale limitrofo mentre il comune di  Manfredonia non ne è coinvolto. Così come è inconcepibile che tutti i  migranti trasportati, si concentrino nel Quartiere Ferrovia dove, non avendo alcuna occupazione, bivaccano nelle nostre strade in quantità  tale da impedire la libera fruizione del territorio comunale e dei suoi  spazi”. L’ultimo loro punto, ossia l’istituzione di un presidio fisso di Polizia Urbana in adeguati locali all’interno del Quartiere Ferrovia sarà presto realtà.

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Ultima modifica: 20 febbraio 2018

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