SOS della sanità foggiana alla Regione. “Manca personale, in Puglia meno 40%”

di MICHELE IULA “Vorremmo una governance regionale più forte e maggiore sostegno ai direttori generali”. Il dg dell’Asl di Foggia, Vito Piazzolla, durate la conferenza di servizi di oggi ha ribadito spesso la necessità di nuove risorse per dare un senso all’azienda territoriale che con i suoi servizi dovrebbe potenziare la prevenzione e diminuire l’ospedalizzazione. …



di MICHELE IULA

“Vorremmo una governance regionale più forte e maggiore sostegno ai direttori generali”. Il dg dell’Asl di Foggia, Vito Piazzolla, durate la conferenza di servizi di oggi ha ribadito spesso la necessità di nuove risorse per dare un senso all’azienda territoriale che con i suoi servizi dovrebbe potenziare la prevenzione e diminuire l’ospedalizzazione. Obiettivi ancora lontani, nonostante gli investimenti per 100 milioni di euro programmati durante l’ultimo mandato per tecnologie e strutture. “Manca il personale – afferma Piazzolla -, ci troviamo con nuovi Lea (livelli essenziali di assistenza) e con un rapporto di personale inferiore fino al 40 per cento rispetto ad altre regioni. Ci viene chiesto sempre di più in termini di servizi, ma non ci viene concesso molto in termini di risorse umane. Così ogni sforzo rischia di divenire infruttuoso. Stiamo lavorando con tutti, a cominciare dai privati, per costruire una rete capace di soddisfare al meglio i bisogni di salute del territorio. Ma la partita è ancora lunga”.

Le aggressioni a medici e infermieri, aumentate negli ultimi tempi soprattutto nei pronto soccorso, hanno portato il management a intervenire sull’approccio culturale. “Vogliamo sovvertire la retorica dell’efficienza e dell’efficacia – continua Piazzolla -, che spesso dà il fianco a rimostranze e alla cultura risarcitoria, quando non ad atteggiamenti violenti. Per questo porteremo le scolaresche negli ospedali, per spiegare che la casa della salute di tutti va rispettata”. Per il direttore sanitario Antonio Battista è arrivato il momento di “stringere le maglie” e collaborare con il sistema che garantisce l’offerta di salute sul territorio.

“Dobbiamo uscire dall’autoreferenzialità, che è il dramma della sanità, e dalla stupida rivalità – ha commentato  il direttore generale di Casa Sollievo della Sofferenza, Domenico Crupi -. A volte passano sotto silenzio importanti risultati, come quello che ha contraddistinto l’ospedale di San Giovanni Rotondo piazzatosi due volte nei primi otto posti sulla ricerca universitaria mondiale per le sperimentazioni sulla Sla. Questo significa che questa provincia è capace di generare punti di positività e non importa da quale azienda arrivino. Portiamo in Capitanata cervelli che arrivano da Vancouver e da Milano, ma siamo costretti a fare sperimentazioni in Olanda sul gliobastoma a causa della debolezza della comunità e della politica. Dobbiamo stare assieme – noi, l’Asl e gli Ospedali Riuniti – per risolvere problemi drammatici, come quello dei trasporti che spesso non garantiscono l’accessibilità ai percorsi di cura. Da noi arrivano pazienti da tutta Italia per la sperimentazione sulla Sla, ma spesso ci troviamo a fare i conti con la difficoltà di chi, pur provenendo dalla stessa provincia di Foggia, deve fare decine di chilometri di strade impervie e sconnesse per raggiungerci. Occorre cambiare passo anche su questo. La sanità non può essere terreno di razzia per gli appalti e per le assunzioni. Ad un politico che mi consigliava un chirurgo, gli dissi ‘ma ti rendi conto, ti faresti operare da questa persona?’. Appena ebbe bisogno, si è fatto operare da noi che scegliamo sulla base del merito i nostri professionisti”.

 

Eppure, nel polo della medicina di precisione (TecnoMed), per il quale la Regione ha investito 23 milioni di euro, Casa Sollievo non c’è.  È stato preferito l’Istituto di Nanotecnologia del CNR (CNR Nanotec) di Lecce. “Non vogliamo fare polemiche – ha concluso -, chiediamo soltanto di essere considerati alla pari ed essere valutati per i nostri risultati”.

Ultima modifica: 20 febbraio 2018

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