Berlusconi sceglie Marchitelli. Il prof di Sant’Agata a capo del dipartimento disabilità di Forza Italia

Un grosso incarico nazionale dentro Forza Italia è arrivato ieri per il docente originario di Sant’Agata di Puglia, Mario Marchitelli, vice coordinatore provinciale del partito azzurro. Il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, su proposta del senatore Francesco Giro, responsabile nazionale dei Dipartimenti, ha nominato il senatore Giovanni Bilardi responsabile nazionale del Dipartimento Medicina di …



Un grosso incarico nazionale dentro Forza Italia è arrivato ieri per il docente originario di Sant’Agata di Puglia, Mario Marchitelli, vice coordinatore provinciale del partito azzurro. Il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, su proposta del senatore Francesco Giro, responsabile nazionale dei Dipartimenti, ha nominato il senatore Giovanni Bilardi responsabile nazionale del Dipartimento Medicina di territorio; l’onorevole Paolo Russo responsabile nazionale del Dipartimento Agricoltura; la consigliera regionale del Lazio, Olimpia Tarzia, responsabile nazionale del Dipartimento Famiglia; l’avvocato Giacomo Papa responsabile nazionale del Dipartimento Rapporti con la Pubblica Amministrazione e il professor Mario Marchitelli, appunto, responsabile nazionale del Dipartimento per le politiche sulla disabilità.

Verso di lui ha espresso congratulazioni e apprezzamenti il sindaco di Foggia, Franco Landella. “La nomina ricevuta ieri da Mario Marchitelli, già vice coordinatore provinciale di Forza Italia, conferma il buon lavoro svolto in questi anni dal partito in provincia di Foggia. Sono certo che il prof. Marchitelli riuscirà a farsi apprezzare anche a livello nazionale per le sue qualità umane e politiche, alla guida di un Dipartimento tanto delicato quanto importante per la crescita economica, sociale e culturale del nostro Paese”.

A l’Immediato Marchitelli ha evidenziato tutto il suo orgoglio e la sua voglia di fare. Presto nominerà le sue squadre di lavoro, regione per regione. Il tema della diversabilità è immenso e lui, da docente di sostegno da ben 27 anni, lo conosce nel profondo. “Ringrazio Silvio Berlusconi e i senatori Francesco Giro e Anna Maria Bernini. Nominerò i miei delegati in Puglia come in Piemonte, mi rappresenteranno, per capire al meglio quali sono le problematiche con le amministrazioni per le persone disabili e le loro famiglie. Partiremo col mappare dal minimo ai massimi disagi”.

Quali sono le problematiche più piccole che restano irrisolte nei territori? Marchitelli ha piena consapevolezza di quel che manca. “Parliamo dei ragazzi, non ci sono delle strutture nel pomeriggio che possano ospitarli. Cosa offre la città? I ragazzi diversamente abili di mattina sono a scuola, ma nel pomeriggio? Per lo più restano a casa, da soli. Lo Stato italiano fa pochissimo a livello Pubblico. Occorrerebbe alleviare le famiglie per qualche ora”.

La Buona Scuola di Matteo Renzi avrebbe reso più difficili i rapporti tra gli studenti con disabilità e il mondo dell’istruzione. Ogni diagnosi prevede un docente e quindi almeno 18 ore, ma le cose vanno molto diversamente. Le ore sono state ridotte, così come le equipe psicomedico pedagogiche.

“Per mancanza di fondi, il ragazzo ha spesso solo 9 ore. Sono 36 le ore settimanali, quindi per 27 ore resta in classe da solo. E tutto il merito va al docente, più o meno bravo, che riesce a coinvolgerlo e integrarlo con i compagni normodotati. Le cose peggiorano con l’età adulta, perché in Italia non ci non ci sono strutture, neppure pensate, per qualcosa di ludico dedicato alla diversabilità. A seconda della disabilità, non ci sono spazi”. Non crede però che luoghi siffatti possano essere ghettizzanti? “No affatto, perché per chi gioca a bocce abbiamo pensato uno spazio dedicato e chi ha una disabilità deve restare a casa? Partiamo da alcune basi, solo dopo puoi fare l’integrazione, se tra di loro non ci sono visioni atomistiche. Oggi le strutture presenti, anche a Foggia, di eccellenza, sono private, per entrare non è sempre scontato e semplice. Ecco perché a livello governativo si deve partire con una progettazione, stabilendo delle somme, per costruire angoli nelle città adatti per un ragazzino disabile. Altrimenti staranno sempre chiusi nelle case. Oggi l’integrazione è tutta affidata alla buona volontà e alla organizzazione delle famiglie. Fa tutto il genitore, non fa niente lo Stato. E dobbiamo smetterla di cullarci sulle associazioni di genitori. Lo Stato che fa?”.

Marchitelli aggiunge un elemento che tocca il cuore. “La preoccupazione massima di ogni genitore di un bambino o una bambina diversabile è chi verrà dopo di lui. A chi lasciare la sua creatura, quando sarà diventata adulta, e sopraggiungerà la morte della famiglia d’origine? Questo è il dramma di tutti i genitori. I cittadini devono potersi rivolgere all’istituzione con fiducia”.

Non mancano i disagi anche a Foggia. “Siamo più noi cittadini che non rispettiamo le regole e alziamo le barriere architettoniche, non siamo messi male sulle piste ciclabili,  negli anni da tutte le amministrazioni sono stati realizzati tanti scivoli, ma non c’è una educazione. Educhiamo il cittadino al disabile, non i diversamente abili ai cittadini. Dobbiamo educare il cittadino al rispetto. Ad oggi su questo tema, nelle programmazioni, non c’è un rigo, ma in nessun partito. I ragazzi devono poter stare assieme. È un tema così immenso e difficile che nessuno si addentra più di tanto, perché si entra in un labirinto. E cosa accade allora? Spesso ogni disabilità è ghettizzata e conosce solo le proprie problematiche. Il down solo col down, l’ipovedente solo con l’ipovedente, eccetera. A  livello motorio, si potrebbe fare molto per creare luoghi adatti a chi si muove in carrozzella. I normodotati possono utilizzare il loro tempo libero in mille modi, un disabile ha poche scelte,  solo così aumentando il ventaglio delle opportunità, si può avere integrazione e convivenza civile, se stai in mezzo agli altri. Con un numero vario e crescente di incontri. Non lasciamo il disabile come un’isola”.

A tal proposito Marchitelli riconosce il coraggio di Forza Italia nell’aver creato a livello nazionale un dipartimento e di esporsi su un tema delicato, sul quale è anche facile essere attaccati strumentalmente. “Sei dal dentista col dente scoperto, chiunque ti tocca ti attacca sulla diversabilità, ti fa male”.

Sul piano squisitamente politico il dirigente azzurro ritiene che il centrodestra, nonostante il grande favore dei sondaggi e il clima positivo, sia “ancora in alto mare”. “Siamo indietro per quanto riguarda non solo le coalizioni, su anche su come si deve scendere in campo e con quale programma. Si deve lavorare a far coincidere i punti programmatici comuni, che sono la sicurezza, il lavoro e l’aumento delle pensioni minime.  Tra i temi principali c’è la Buona Scuola, che ha provocato la protesta degli insegnanti e dell’ata. Sono cambiati governi e ministri e ognuno ha detto la propria, sbagliando sulla scuola”. E a livello locale? Le divisioni saranno superate? “Franco Landella sta lavorando con i mezzi che c’ha per la coesione del centrodestra e sulla programmazione. Ha lavorato tanto, arrivano ora anche i fondi per le periferie: la riqualificazione delle periferie è lo specchio della città. Ultimamente c’è una responsabilità maggiore, che porta comunque a dei frutti”.

Ultima modifica: 20 febbraio 2018

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