Sangalli Vetro, Bordo: “Si eviti vendita a pezzi”. Gatta: “A Emiliano chiedo impegno di ferro”

“Manca poco allo scadere degli ammortizzatori sociali e le notizie che giungono non sono affatto rassicuranti. Al presidente Emiliano chiedo un impegno “di ferro” per non abbandonare i 200 dipendenti della Sangalli Vetro di Manfredonia e far ripartire una realtà industriale preziosissima per il territorio”. Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta (Fi). …



“Manca poco allo scadere degli ammortizzatori sociali e le notizie che giungono non sono affatto rassicuranti. Al presidente Emiliano chiedo un impegno “di ferro” per non abbandonare i 200 dipendenti della Sangalli Vetro di Manfredonia e far ripartire una realtà industriale preziosissima per il territorio”. Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta (Fi). “La Regione – aggiunge – nonostante i nostri ripetuti appelli, non ha portato avanti un’azione determinante fino ad oggi. Ma la situazione è troppo delicata e lo spirito collaborativo ci anima in modo pieno ed esclusivo. Non possiamo immaginare lo smantellamento “pezzo a pezzo” della produzione, laddove è assolutamente possibile pensare ad un percorso di rilancio aziendale con un nuovo soggetto imprenditoriale. L’impegno della Politica deve muoversi su questi due binari: pensare ad oggi, prorogando gli ammortizzatori sociali, e al domani, individuando un acquirente serio. Ci auguriamo sentitamente – conclude Gatta – che la Giunta pugliese esperisca ogni strada utile per un intervento finalmente concreto del governo nazionale”.

“Il Governo deve intervenire subito per evitare il rischio di una vendita a pezzi della Manfredonia Vetro: l’unica soluzione capace di garantire i lavoratori è quella di insistere nell’individuazione di un acquirente serio che voglia investire per far ripartire tutto l’impianto”. Così l’onorevole Michele Bordo, presidente della Commissione Politiche UE della Camera, dopo aver incontrato, durante il question time alla Camera, il ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda ed aver parlato al telefono con la viceministra Teresa Bellenova: “Ad entrambi ho chiesto di intervenire immediatamente sul curatore fallimentare del gruppo Sangalli per ribadire che il Governo lavora ad una soluzione che preveda l’acquisizione dell’intero stabilimento e consenta di far ripartire la produzione”.

A motivare l’iniziativa dell’onorevole Bordo l’avvio, nei giorni scorsi, della procedura di vendita dello stagno, fondamentale per la riaccensione del forno, ancora stoccato presso il sito di Monte Sant’Angelo. “Un atto diverso dagli indirizzi sulla vendita dell’impianto dati dal Governo e che rischia di provocare la reazione dei lavoratori, sui quali tra l’altro già grava la spada di Damocle dell’imminente scadenza della cassintegrazione in deroga.

Anche su questo specifico tema ho chiesto l’intervento dei vertici politici del Ministero del Lavoro, pur sapendo quanto sia ristretto il margine di manovra offerto dalla normativa sugli ammortizzatori sociali. Per tutte queste ragioni ho suggerito, tanto a Calenda che alla Bellanova, di riconvocare quanto prima il tavolo ministeriale con le parti sociali, gli enti territoriali e il curatore fallimentare, anche al fine di approfondire meglio alcune delle proposte di acquisto dello stabilimento già presentate.

I lavoratori e le rappresentanze sindacali sanno quanto impegno io abbia riversato fino ad oggi nella ricerca di una soluzione a questa difficile vertenza – conclude Michele Bordo – Non ho nessuna intenzione di assistere passivamente allo spezzatino dell’azienda che pregiudicherebbe ogni ipotesi di rilancio dello stabilimento”.

Ultima modifica: 20 febbraio 2018

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