Intossicazione da sostanze chimiche, Foggia punto di riferimento nazionale

La tutela del cittadino, dell’ambiente e dei luoghi di lavoro passerà da Foggia. Il centro antiveleni degli Ospedali Riuniti, guidato da Anna Lepore, è al centro di un importante progetto regionale sul rischio chimico. L’Istituto Superiore di Sanità con la collaborazione della ministero della Salute, ha convocato la struttura foggiana, insieme ai centri della Regione Lazio e Pavia, …



La tutela del cittadino, dell’ambiente e dei luoghi di lavoro passerà da Foggia. Il centro antiveleni degli Ospedali Riuniti, guidato da Anna Lepore, è al centro di un importante progetto regionale sul rischio chimico. L’Istituto Superiore di Sanità con la collaborazione della ministero della Salute, ha convocato la struttura foggiana, insieme ai centri della Regione Lazio e Pavia, riconoscendogli un ruolo di importanza nazionale per definire le fasi di attuazione dello studio.

Anna Lepore

“Le attività saranno possibili grazie ai fondi del piano regionale per prevenzione – ha spiegato Lepore a l’Immediato -, e saranno destinati all’implementazione di modelli gestionali nella segnalazione di casi di intossicazione da sostanze chimiche in Puglia. Grazie al supporto della direzione degli OO.RR., siamo riusciti ad attivare in tempi rapidi una borsa di studio per Leonardo Pennisi, farmacista specializzando in valutazione del rischio chimico: una figura chiave per questo tipo di attività. Il progetto, partito grazie al supporto del responsabile scientifico Bellino, e di Tommasi dei servizi regionali, servirà a costruire un nuovo modello di monitoraggio del fenomeno, attraverso la raccolta di dati epidemiologici soprattutto nella casistica degli infortuni sul lavoro e nelle malattie professionali”.

Lepore parla della messa a punto di un “rivoluzionario” sistema di monitoraggio, che rispetterà i regolamenti europei ed il testo unico in materia ambientale: “Ogni giorno siamo circondati da sostanze chimiche, per questo l’ambito iniziale di studio sarà quello della tutela del cittadino, poi si estenderà alle imprese con la realizzazione di una mappa che terrà dentro realtà non solo pugliesi. Abbiamo già circa 10mila schede di sicurezza, ma allargheremo lo spettro conoscitivo anche a realtà importanti come Ilva ed Eni. Il progetto, nato nell’ambito del centro e che proseguirà per 4 anni – continua -, ci ha permesso un filo diretto con il ministero della Salute ma soprattuto con il centro nazionale sostanze chimiche diretto dalla dottoressa Rosa Draisci. Creeremo delle schede di segnalazione che potranno essere determinanti per la prevenzione – conclude Lepore -. Dal detergente domestico alle sostanze utilizzate dalle lavanderie industriali, fino ai dispositivi di sicurezza e alle etichettature a norma di legge. Una sfida importante che tocca molti aspetti importanti – spesso sottovalutati – della vita di ognuno di noi”.

Ultima modifica: 21 febbraio 2018

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