Lotta ai tumori, la storia di Alessandra: “Da infermiera a paziente, torno per aiutare le donne”

La lotta ai tumori in Capitanata da oggi ha un’arma in più: il coraggio delle donne riunitesi in una nuova associazione. Ad un anno esatto di distanza dalla creazione della Breast Unit degli Ospedali Riuniti, la rete di specialisti per la cura delle neoplasie al seno, a Foggia viene lanciato l’ennesimo guanto di sfida all'”imperatore del …



La lotta ai tumori in Capitanata da oggi ha un’arma in più: il coraggio delle donne riunitesi in una nuova associazione. Ad un anno esatto di distanza dalla creazione della Breast Unit degli Ospedali Riuniti, la rete di specialisti per la cura delle neoplasie al seno, a Foggia viene lanciato l’ennesimo guanto di sfida all'”imperatore del male”, come l’ha etichettato il premio Pulitzer Siddhartha Mukherjee nella sua “biografia” del cancro. La storia di Alessandra Ena sembra esser stata estrapolata proprio da quelle pagine. Solo che i corridoi, questa volta, non sono quelli sperimentali di Boston, ma gli ambulatori di viale Luigi Pinto. “La mia storia inizia esattamente un giorno dopo l’inaugurazione della Breast Unit ai Riuniti – racconta l’infermiera, moglie del dottor Francesco Vitulli dell’equipe senologica -, quando ho scoperto un nodulo al seno che si era evoluto in forma maligna. Era il 9 marzo 2016. Da allora è iniziato il mio percorso, mi sono fortificata e, durante le giornate passate in Oncologia, passavo il tempo a pensare a come migliorare le criticità del nostro ospedale. Il punto di partenza, però, doveva per forza essere quello di unire le forze in una sfida comune, perciò ho deciso di mettermi in prima linea attraverso la mia testimonianza”.

Per questo è nata l’associazione “Agata”, fondata con Maria Mellito e Anna Perna, e ora composta anche dalla vicepresidente Maria Anna Corvino e dal segretario tesoriere Tita Paolillo. “Quando assistevo da infermiera le mie amiche d’infanzia colpite dalla malattia, non mi rendevo conto di cosa significasse per una donna – ricorda ancora Ena -, non riuscivo a capire cosa provassero nel profondo del loro animo. In un momento difficile per tutte, abbiamo deciso di creare quest’associazione, ci siamo date forza e coraggio, nella consapevolezza di essere fortunate rispetto ad altre donne per le quali il percorso è davvero difficile. Nel tempo abbiamo conosciuto tante donne e altrettante storie. L’11 gennaio scorso ho terminato la radioterapia e lunedì prossimo tornerò al lavoro, nell’ambulatorio di senologia, dove porterò il sorriso che ha sempre caratterizzato il mio viaggio. Proverò ad infondere il coraggio con la mia testimonianza, perché questa può essere un’arma importantissima per aiutare chi ci è accanto”. 

Nuovo mammografo 3D e assunzioni

La notizia è arrivata dalla dirigenza, rappresentata da Antonio Pedota, Laura Moffa e Michele Ametta. “Presto arriverà il nuovo mammografo 3d, mentre da Bari ci hanno dato l’okay alla spesa di 6 milioni di euro per assumere 200 operatori socio-sanitari e 100 infermieri”. Passaggi importanti per spostare l’asse delle prestazioni dalla quantità alla qualità, così come sottolineato anche dai medici dell’equipe della Breast Unit. “Abbiamo avviato i propulsori dell’aereo, adesso dobbiamo decollare”, hanno spiegato. I parametri, del resto, sono già stati determinati: 150 interventi ogni anno ed un percorso assistenziale preciso. “Abbiamo fatto di più – ha commentato il direttore sanitario Moffa -, siamo i primi ad aver comprato un database certificato in Puglia. Il Qtbreast permetterà di avere un osservatorio preciso sulle attività e sarà il termometro preciso per la valutazione delle attività”. Il prossimo passo è quello della certificazione con il bollino rosa, una sfida che la direzione strategica vuole vincere già a maggio prossimo.

Ma gli investimenti e le ristrutturazioni in corso da sole non bastano. “Il progetto è partito ma ha bisogno ancora di molto sostegno – ha commentato Valeria de Trino Galante della Lilt -. Abbiamo un punto nero nella nostra provincia ed è quello della diagnosi precoce. Non bastano i medici migliori e le tecnologie d’avanguardia. Serve più prevenzione, non possiamo arrivare tardi”. Sul tema, in prima linea c’è l’Andons (associazione nazionale donne operate al seno di Foggia), che in mezza giornata ha portato a termine 32 visite senologiche gratuite nell’isola pedonale del capoluogo. “Bisogna uscire dagli ospedali – hanno chiosato -, la strada giusta è quella della comunicazione e della sensibilizzazione dei cittadini. Purtroppo non possiamo fare screening, ma l’Asl ci ha promesso che partirà un programma entro la fine del mese. In rete possiamo sperare di vincere una battaglia dura”.

Ultima modifica: 21 febbraio 2018

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