Foggia sotto assedio, il monito di Cavaliere: “Alzare la testa adesso o sarà troppo tardi”

"Siamo oramai giunti al fatidico punto di non ritorno, quello paventato dal prefetto oltre un anno fa nel corso di un incontro con i giornalisti, allorquando evidenziò che era arrivato per la città il momento di decidere da che parte stare Alla luce degli ultimi sviluppi, o la città decide di alzare la testa in questo momento o sarà troppo tardi".



“Siamo oramai giunti al fatidico punto di non ritorno, quello paventato dal prefetto oltre un anno fa nel corso di un incontro con i giornalisti, allorquando evidenziò che era arrivato per la città il momento di decidere da che parte stare Alla luce degli ultimi sviluppi, o la città decide di alzare la testa in questo momento o sarà troppo tardi”. Così il presidente della fondazione antiusura “Buon Samaritano”, Pippo Cavaliere, dopo gli ultimi episodi di cronaca. “Sono ancora propenso a credere ad una ‘primavera foggiana’ – continua – ed i due recenti attentati vanno interpretati come un segnale di timore da parte della criminalità nei confronti dell’azione che lo stato sta portando avanti in quest’ultimo periodo. Il prefetto, ben consapevole della gravità della situazione in città, ha prima caldeggiato la venuta della Commissione Antimafia a cui, forse per la prima volta è stata rappresentata la situazione in tutta la sua gravità, ha poi voluto, insieme a Tano Grasso, il ritorno della presidente Bindi in occasione dell’anniversario dell’omicidio Panunzio, il tutto dopo aver strenuamente sostenuto e favorito la tanto sospirata nascita dell’associazione antiracket. Lo stato c’è e le recenti operazioni portate a termine dalle forza dell’ordine e dall’autorità giudiziaria (per ultimo l’arresto di Pasquale Moretti) lo dimostrano ampiamente. Ma ciò non basta – conclude -, come sosteneva Paolo Borsellino dopo la strage di Capaci, la lotta alla criminalità non può ridursi ad una semplice azione repressiva, ma dev’essere essenzialmente ‘un movimento culturale e morale che coinvolga tutti, principalmente le nuove generazioni, le più idonee a percepire la bellezza ed il fresco profumo della libertà ed a rifiutare il puzzo del compromesso morale e dell’indifferenza’”.

 

Ultima modifica: 22 febbraio 2018

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