A “Radici del Sud” dominio dei nostri vini. Si impongono “D’Alfonso del Sordo” e le “Cantine Cotinone”

La vigna di Capitanata colleziona primi piazzamenti a “Radici del Sud”, il salone dei vitigni autoctoni del Mezzogiorno che chiude i battenti oggi a Carovigno (Brindisi), presso il “Resort Masseria Caselli”.



La vigna di Capitanata colleziona primi piazzamenti a “Radici del Sud”, il salone dei vitigni autoctoni del Mezzogiorno che chiude i battenti oggi a Carovigno (Brindisi), presso il “Resort Masseria Caselli”. Tra le 173 cantine che hanno partecipato alla nona edizione della sei giorni dedicata esclusivamente ai vini del Sud, hanno dominato le classifiche le sanseveresi “Cantine D’Alfonso del Sordo” e “Cantine Cotinone”. “C’è un legame forte dei nostri vini con il territorio e questo si fa sentire anche nella qualità del prodotto, per cui è probabilmente questo che ha colpito la giuria”, commenta soddisfatto a l’Immediato il viticoltore Gianfelice D’Alfonso del Sordo, titolare delle omonime cantine. Due suoi vini, “Catapanus 2013” per la sezione bianchi, e “Casteldrione 2011” per i rossi, si sono aggiudicati, rispettivamente, il primo posto l’uno, nella classifica dei vincitori decretata dalla giuria nazionale, e l’altro nell’omologa classifica della giuria internazionale. Per la giuria nazionale, invece, il Nero di Troia vinificato dalle cantine d’Alfonso del Sordo divide con le conterranee “Cantine Cotinone” il secondo posto.

A valutare le etichette in concorso (390 in tutto), infatti, due differenti giurie, la prima composta da esperti internazionali e la seconda da esperti italiani, entrambe col compito di identificare i vini più rappresentativi di ogni singolo vitigno autoctono, ognuno suddiviso in gruppi, per complessive 21 categorie (per la Puglia, Bombino-Fiano-Minutolo per i vini bianchi, e Verdeca-Malvasia Bianca-Greco-Moscato-Bianco d’ Alessano per il gruppo misto dei vini bianchi ottenuti da vitigni autoctoni meno diffusi; Bombino Nero-Malvasia Nera-Negroamaro-Nero di Troia-Primitivo-Montepulciano, nel gruppo dei rosati, poi i gruppi Negroamaro, Nero di Troia, Primitivo e infine il gruppo misto dei vini rossi ottenuti da vitigni autoctoni, Malvasia nera-Susumaniello-Ottavianello-Tuccanese-Montepulciano).

La cosa che a noi ha fatto particolarmente piacere-aggiunge il viticoltore che già lo scorso anno a “Radici del Sud”, con il Moscato garganico Dammisole, si aggiudicò il primo premio nei bianchi autoctoni- è che finalmente il Nero di Troia, che è un vitigno che coinvolge anche l’areale della zona di Bari-nord, e anche Castel del Monte, in realtà in questa manifestazione è uscito vincente per quello prodotto in provincia di Foggia. Il nostro piazzamento al primo posto, col secondo posto per il vino di Castel del Monte è sintomatico del fatto che i blasoni iniziano un po’ a vacillare”.

Un altro punto a favore, non solo per la Capitanata vinicola, ma per l’intera Puglia, fa notare, è la crescente attenzione per i vitigni autoctoni regionali nello spazio di una competizione aperta anche alle altre regioni meridionali, con cantine della Basilicata, Campania, Calabria, e Sicilia.Questa, che era partita per essere una manifestazione solo pugliese -spiega il viticoltore nel cda del Movimento del Turismo del vino regionale- adesso coinvolge più regioni meridionali, offrendo un quadro completo della situazione dei vini del Mezzogiorno. Infatti le classifiche vengono stilate in base a vitigni originari delle zone specifiche e non si fa una classifica generale. È stato curioso notare, in occasione del be to be con i buyers, con quale attenzione, facendo molte domande e chiedendo informazioni, i giurati e buyer si interessavano ai nostri vini pugliesi. Abbiamo capito anche da queste cose che sta crescendo molto l’interesse per i vini meridionali, soprattutto quelli dei vitigni autoctoni”. Il salone di Carovingo si caratterizza, infatti, anche come impedibile occasione per le aziende produttrici per confrontarsi con il mercato e la stampa nazionale e internazionale, alla presenza di operatori del settore provenienti dalla Gran Bretagna, Germania, Svizzera, Russia, Lituania, Colombia, Brasile, Usa, Cina, Ungheria e Romania.

Soddisfazione hanno espresso anche i viticoltori che saranno premiati ex aequo con le cantine conterranee (in programma oggi la cerimonia di proclamazione dei vincitori, nel corso del convegno conclusivo del Salone in programma a partire dalle 18.30), per il rosso robusto a nome “Torù”, del 2012. “Siamo contenti perché siamo una cantina giovane, è il secondo anno che siamo in produzione, e di conseguenza è stato un ottimo risultato. Siamo veramente contenti, non ce lo aspettavamo, e ci fa piacere che, ci siano due cantine di San Severo piazzate tra i primi posti. È un risultato che fa bene alla Capitanata”, commenta a l’Immediato la trentaquattrenne Iole Pisante. Assieme al fratello, il trentenne Ettore, gestisce le cantine di famiglia, ereditate dal padre scomparso otto anni fa. “Abbiamo deciso di portare avanti le vigne e trasformare il prodotto. Per ora produciamo Nero di Troia e abbiamo il Semillon, un bianco che ha dei profumi favolosi sul quale puntiamo tanto. Siamo gli unici in Puglia a produrre questo vitigno e avendo 22 ettari di vigneto abbiamo la capacità di produrre tanto, progettiamo in futuro di ampliare la produzione a aprirci anche al mercato estero”. Al momento la produzione annua si aggira intorno alle 10mila bottiglie e l’obiettivo è di portarla a un volume tale da sostenere l’export. Tra i progetti, nell’immediato, della più matura cantina di D’Alfonso del Sordo, il lancio sul mercato vinicolo nazionale e internazionale di una nuova linea di prodotti, tutta bollicine, che sarà inaugurata questa estate dallo spumante metodo classico.

Ultima modifica: 22 febbraio 2018

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